Tre Bicchieri 2027 – Liguria
Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso
Via Ottavio Gasparri, 13/17
Roma
www.gamberorosso.it
www.ilgourmeterrante.it
www.codivin.com
www.vinointorno.it
www.izziliquori.it
La presentazione, la premiazione e la degustazione della guida Vini d’Italia 2027 – Tre Bicchieri del Gambero Rosso ci sarà il 25 ottobre a Roma, con grande piacere anche quest’anno alla Nuvola, locali fantastici per un evento come questo, sarà una gran giornata di bella, buona, ottima convivialità.
Per la Liguria 6 tre bicchieri quest’anno, 7 l’anno passato, era stato record.
Con grande piacere saluterò i produttori premiati, in questo elenco ci sono almeno 5 vini che mi piacciono ASSAI! Poi rileggendo la lista mi accorgo ce ne mancano tanti di vini. Per me ci poteva stare Possa, BioVio, Ka’ Manciné, La Pietra del Focolare, Terenzuola, Terre Bianche, Roberto Rondelli e perché no ance la Cantina Cinque Terre.
Tre Bicchieri 2027 della Liguria: non solo bianchi, c’è un vino rosso straordinario che sta stupendo tutti
Tra terrazzamenti e vigne a picco sul mare, la Liguria del vino si racconta attraverso bianchi sapidi e rossi di grande carattere. Scopri tutte le etichette premiate.
Raccontare il vino ligure significa inevitabilmente partire dalla geografia. Una striscia di terra stretta tra mare e montagne, dove le distanze sulla carta sembrano minime ma cambiano rapidamente esposizioni, altitudini, suoli e condizioni climatiche. La superficie vitata è ridotta, il lavoro spesso difficile e la frammentazione estrema, ma proprio da questa complessità nasce una produzione dalla personalità fortissima, nella quale i vini bianchi continuano a rappresentare il volto più importante della regione.
il trionfo dei bianchi liguri tra costa ed entroterra
Il Vermentino domina per numeri e diffusione ed è presente in denominazioni che attraversano praticamente tutta la Liguria. È a Levante, nei Colli di Luni, che raggiunge alcune delle sue espressioni più complete: vini capaci di coniugare maturità del frutto, sapidità, freschezza e profondità, mostrando anche una notevole capacità di evoluzione. Ma è interessante osservare come la stessa varietà cambi carattere procedendo verso le Colline di Levanto, il Golfo del Tigullio e Portofino o le piccole realtà della Val Polcevera, dove una nuova generazione di produttori sta recuperando vigneti e restituendo vitalità a territori rimasti a lungo ai margini del racconto regionale.
Procedendo verso Ponente cambia progressivamente anche il panorama varietale. Tra Albenga e Imperia è il Pigato a diventare protagonista. Vitigno profondamente legato a questa parte della Liguria, nelle interpretazioni migliori riesce a esprimere un carattere mediterraneo senza perdere tensione, con vini sapidi, aromaticamente complessi e capaci di andare ben oltre l’idea del bianco da bere giovane.
Un capitolo a parte meritano le Cinque Terre. Qui la viticoltura assume realmente i caratteri dell’eroicità, tra terrazzamenti, pendenze vertiginose e lavorazioni quasi esclusivamente manuali. È un patrimonio straordinario, tanto paesaggistico quanto viticolo, che vive però una situazione delicata. Alla crescita tumultuosa della pressione turistica non corrisponde infatti un analogo sviluppo della produzione: sono ancora pochi i vignaioli che mantengono in vita una viticoltura tanto faticosa, preservando un paesaggio che senza di loro rischierebbe progressivamente di scomparire.
I grandi vini rossi liguri: eleganza, carattere e vitigni rari
La Liguria, però, non è soltanto terra di bianchi. Negli ultimi anni cresce l’interesse per la Granaccia, storicamente legata soprattutto a Quiliano e alle alture savonesi, ma oggi interpretata con risultati convincenti anche in altre zone. Nell’entroterra imperiese l’Ormeasco trova invece sulle alture della Valle Arroscia un ambiente capace di esaltarne freschezza, carattere e componente speziata.
E poi c’è il Rossese, probabilmente il rosso che più di ogni altro identifica la Liguria (ed è proprio un Rossese l’unico vino rosso che ha conquistato i Tre Bicchieri regionali). Nell’estremo Ponente, soprattutto intorno a Dolceacqua e nelle vallate vicine al confine francese, trova un paesaggio unico: le colline si innalzano rapidamente verso le Alpi Marittime e i vigneti occupano terrazze difficili da raggiungere e ancora più difficili da lavorare. Da queste condizioni estreme nascono rossi sottili nel colore ma profondi nel carattere, fragranti, speziati e capaci nelle migliori interpretazioni di sorprendere per longevità. È questa tensione continua tra mare e montagna a rendere la Liguria viticola così particolare. Pochi ettari, produzioni minuscole e un lavoro enorme restituiscono vini che difficilmente potrebbero nascere altrove. Qui, forse più che in molte altre regioni, preservare il vino significa anche preservare il paesaggio che lo rende possibile.
Tre Bicchieri 2027 della Liguria
Colli di Luni Vermentino Giardino dei Vescovi 2024 – Giacomelli (un grande cru italiano, vigneto bellissimo)
Colli di Luni Vermentino Lunae Et. Nera 2025 – Cantine Lunae Bosoni
Colli di Luni Vermentino Sup. 2025 – Ottaviano Lambruschi
Colline di Levanto Vermentino Luccicante 2025 – Cà du Ferrà (un vino sempre più entusiasmante)
Dolceacqua Curli 2024 – Maccario Dringenberg (Con Giovanna bevi bene assai con tutti i suoi vini)
Riviera Ligure di Ponente Pigato Le Russeghine 2024 – Bruna (Amo questo fantastico vino)

