Tre Bicchieri 2027 – Veneto
Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso
Via Ottavio Gasparri, 13/17
Roma
www.gamberorosso.it
www.ilgourmeterrante.it
www.codivin.com
www.vinointorno.it
www.izziliquori.it
La presentazione, la premiazione e la degustazione della guida Vini d’Italia 2027 – Tre Bicchieri del Gambero Rosso ci sarà il 25 ottobre a Roma alla Nuvola, locali fantastici per un evento come questo, sarà una gran giornata di bella, buona, ottima convivialità.
Per il Veneto 49 tre bicchieri quest’anno, 47 l’anno passato, ogni anno uno in più, quest’anno addirittura due. per arrivare al maggior numero di premiati nella storia dei tre bicchieri per questa regione.
Sarà bello e buono durante l’evento dei tre bicchieri degustare i vini che non ho assaggiato durante l’anno. Di alcuni ne faccio a meno a prescindere.
Per adesso pochi commenti, prendo atto di ciò che leggo e vado avanti.
Il Veneto del vino mi ha sempre attratto. Amarone, Soave, Valpolicella e Prosecco, ma questa lista ha tante aziende che hanno l’abbonamento e un po’ mi rode. Qualcosa di buono c’è comunque anche se manca Gini, non riesco a spiegarmi il perché. Quando leggo questo elenco spero sempre di leggere Coffele, Monte Dall’Ora, Nardello e altri. Quest’anno poi mi è venuta in mente l’azienda Antolini che io adoro, ma penso che non mandi i suoi vini e mi dispiace. Verrò a degustare diversi vini di questa regione.
Mi accorgo che lascio lo stesso commento dell’anno scorso e per me va bene così.
La nuova guida
Tre Bicchieri 2027: i 49 migliori vini del Veneto premiati dal Gambero Rosso
Oltre Prosecco e Amarone: dai grandi rossi ai bianchi, il Veneto del vino punta tutto su freschezza, tensione ed eleganza, valorizzando vitigni autoctoni unici tra suoli vulcanici e colline
Oltre 20.000 ettari destinati al Prosecco Doc e Docg, 7.000 per il Soave (qui le misure che il consorzio si appresta a varare al disciplinare) e 8.000 ai rossi della Valpolicella. Basterebbero questi numeri per capire quale sia il peso del Veneto nella viticoltura dello Stivale. Quello che non dicono i numeri è la passione e la competenza con cui un vero e proprio esercito di viticoltori ogni mattina scende in campo per realizzare alcuni dei più buoni vini d’Italia esplorando suoli, esposizioni e vitigni che cambiano ad ogni piè sospinto, dalle denominazioni del basso Garda alla Lessinia, dai vulcanici Colli Euganei alle pianure alluvionali del Piave e del Livenza, dai dolci pendii del Montello a quelli più selvaggi del comprensorio Berico. Ogni territorio una storia, vitigni internazionali che si contendono le migliori esposizioni con i numerosi vitigni autoctoni e condizioni climatiche differenti fra loro che permettono una produzione che spazia dalla leggerezza del Prosecco alla potenza dell’Amarone della Valpolicella.
Oltre la potenza: il Veneto del vino punta su tensione e freschezza
Nelle denominazioni più conosciute assistiamo in questi anni alla ricerca di profili più slanciati e meno imperniati sulla potenza, ottenuti non con forzature ma valorizzando i vitigni che da secoli dimorano su queste terre. Ecco allora le corvine sapide e leggere del Bardolino che si accompagnano a quel meraviglioso e fragrante blend del Custoza per tratteggiare vini agili e scattanti. Spostandosi pochi chilometri più a est ecco le stesse corvine diventare Valpolicella, Amarone e Recioto con l’esuberanza dovuta all’appassimento delle uve che trova bilanciamento nella tipica presenza acida. Soave e Gambellara si contendono la garganega che dà vita a vini immediati e fragranti ma che sanno invecchiare a lungo con personalità.- Spingendosi a nord ecco la grinta della durella dare vita a spumanti Metodo Classico incisivi e di grande vitalità.
Dai Colli Berici alla pianura: lo slancio dei bordolesi e i gioielli da scoprire
Lasciandosi alle spalle la provincia veronese, i Colli Berici, l’areale di Breganze e il Montello si rivelano territori d’elezione per tagli bordolesi dal profilo slanciato e teso. Scendendo invece poco più a sud, in quel meraviglioso complesso di coni vulcanici che costituisce i Colli Euganei, gli stessi bordolesi acquistano maggiore solarità e pienezza. La pianura che si estende in direzione del Friuli Venezia Giulia è oggi principalmente terra di glera, ma nasconde veri e propri gioielli bianchi e rossi che fanno della tensione e dell’eleganza il proprio tratto distintivo.
Tre Bicchieri 2027 del Veneto
Amarone della Valpolicella 2022 – Montezovo – Famiglia Cottini
Amarone della Valpolicella Case Vecie 2019 – Brigaldara (un mio ottimo classico)
Amarone della Valpolicella Cl. 2017 – Bertani
Amarone della Valpolicella Cl. 2017 – Secondo Marco
Amarone della Valpolicella Cl. 2021 – Allegrini
Amarone della Valpolicella Cl. 2022 – Lorenzo Begali
Amarone della Valpolicella Cl. Albasini 2019 – Villa Spinosa (adoro questo vino)
Amarone della Valpolicella Cl. Bosan Ris. 2017 – Gerardo Cesari
Amarone della Valpolicella Cl. Ca’ Florian Ris. 2018 – Tommasi Viticoltori
Amarone della Valpolicella Cl. Ravazzol 2020 – Ca’ La Bionda
Amarone della Valpolicella Cl. Sant’Urbano 2021 – Speri (grande stima)
Amarone della Valpolicella Famiglia Pasqua 2022 – Pasqua
Amarone della Valpolicella Leone Zardini Ris. 2020 – Pietro Zardini (sempre più un fenomeno)
Bardolino Cl. Sup. 2023 – Zeni 1870
Breganze Cabernet Due Santi 2022 – Vigneto Due Santi
Campo Sella 2022 – Sutto
Capitel Croce 2024 – Anselmi
Cartizze Brut La Rivetta 2025 – Villa Sandi
Chiaretto di Bardolino Traccia di Rosa 2024 – Le Fraghe (un vino di una piacevolezza super)
Colli Euganei Rosso Ortone Ris. 2022 – Quota 101
Conegliano Valdobbiadene Rive di Colfosco Extra Brut Ponte Rosso 2025 – Conte Collalto
Conegliano Valdobbiadene Rive di Ogliano Extra Brut 2025 – BiancaVigna
Custoza Sup. Amedeo 2024 – Cavalchina
Custoza Sup. Ca’ del Magro 2024 – Monte del Frà
Frank! 2023 – Barollo
Lessini Durello Pas Dosé Amedeo Ris. 2022 – Ca’ Rugate
Lugana Molceo Ris. 2024 – Ottella
Madre 2023 – Italo Cescon
Montello Asolo Il Rosso dell’Abbazia 2022 – Serafini & Vidotto
Montello Asolo Rosso Merlot Spineda 2021 – Loredan Gasparini
Monti Lessini Brut Viola Ris. 2020 – Fongaro Spumanti (qui non si sbaglia più un colpo)
Prea Bianco 2023 – La Collina dei Ciliegi
Soave Cl. Brognoligo Battistelle 2024 – Le Battistelle (un ottimo vino bianco, tra i miei preferiti in Italia)
Soave Cl. Calvarino 2024 – Pieropan
Soave Cl. Campo Vulcano 2025 – I Campi
Soave Cl. Monte Carbonare 2024 – Suavia
Soave Cl. Staforte 2024 – Graziano Prà (lui ci sta sempre bene)
Soave Sup. Roncà Monte Calvarina Runcata 2024 – Dal Cero – Tenuta Corte Giacobbe (vi si vuole bene ragazzi, siete forti)
Soave Sup. V. Il Casale 2024 – Agostino Vicentini
Terra dei Forti Pinot Grigio Rivoli 2024 – Roeno
Valdobbiadene Extra Dry Giustino B. 2025 – Ruggeri & C.
Valdobbiadene Rive di Campea Extra Brut 2025 – Bisol 1542
Valdobbiadene Rive di Col San Martino Brut Cuvée del Fondatore Graziano Merotto 2025 – Graziano Merotto
Valdobiadene Rive Di Colbertaldo Asciutto Vign. Giardino 2025 – Adami
Valdobbiadene Rive di Guia Extra Brut Aldaina al Mas 2025 – Andreola
Valdobbiadene Rive di Refrontolo Extra Brut 2025 – De Stefani
Valdobbiadene Rive di Rua Brut Particella 181 2025 – Sorelle Bronca
Valdobbiadene Rive di San Pietro di Barbozza Extra Brut Grande Cuvée del Fondatore Motus Vitae 2024 – Bortolomiol
Valpolicella Nanfrè 2025 – Tenuta Sant’Antonio

