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Tre Bicchieri 2027, i migliori vini del Lazio premiati dal Gambero Rosso nella sua guida Vini D’Italia

Tre Bicchieri 2027 – Lazio
Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso
Via Ottavio Gasparri, 13/17
Roma
www.gamberorosso.it
www.ilgourmeterrante.it
www.codivin.com
www.vinointorno.it
www.izziliquori.it

La presentazione, la premiazione e la degustazione della guida Vini d’Italia 2026 – Tre Bicchieri del Gambero Rosso ci sarà il 25 ottobre a Roma alla Nuvola, locali fantastici per un evento come questo, sarà una gran giornata di bella, buona, ottima convivialità.

Per il Lazio 11 tre bicchieri quest’anno, 11 l’anno passato. La mia regione resta stabile, il Cesanese cresce sempre di più.

Sarà bello e buono durante l’evento dei tre bicchieri degustare i vini che non ho assaggiato durante l’anno. Di alcuni ne faccio a meno a prescindere.

Gli 11 migliori vini del Lazio: il Cesanese diventa contemporaneo (e crescono i bianchi)

Come cambia la mappa del vino laziale grazie a un’evoluzione stilistica che premia l’eleganza del territorio. Ecco le etichette premiate con i Tre Bicchieri del Gambero Rosso

Anche quest’anno il Lazio si conferma uno dei territori vitivinicoli più eterogenei dello Stivale: quasi una costellazione di piccole regioni, con pochi denominatori comuni tra loro. Dalle zone vulcaniche intorno a Roma alle colline interne, dalla Tuscia fino al confine meridionale, cambiano suoli, altitudini, varietà e tradizioni produttive. Ricavarne un quadro unitario rimane difficile, anche se gli assaggi confermano alcune tendenze emerse negli ultimi anni e cominciano a delineare riferimenti più precisi.

Il nuovo corso del Cesanese: tra eleganza e finezza

Il primo è senza dubbio il Cesanese, protagonista di una crescita qualitativa che sembra ormai strutturale. Sta diventando il vitigno rosso di riferimento per gran parte della regione, anche al di fuori dei territori più conosciuti. Piglio, Olevano Romano e Affile rimangono il cuore storico della produzione e l’origine di molti dei vini più convincenti, ma aumentano le interpretazioni capaci di esprimere eleganza, profondità e riconoscibilità anche fuori dai tracciati consueti. È soprattutto lo stile a essere cambiato.

Il Cesanese migliore appare sempre meno legato alla ricerca di concentrazione e maturità e sempre più giocato su fragranza, spezie, finezza tannica e dinamismo. Caratteristiche che ne fanno un rosso profondamente contemporaneo, senza per questo allontanarlo dalla propria identità. Il passo successivo sarà probabilmente approfondire ancora di più il rapporto tra vitigno e singoli territori, perché dietro lo stesso nome si nascondono vini e paesaggi molto differenti.

one e Malvasia Puntinata: i bianchi superano i confini storici

Sul fronte dei bianchi crescono Bellone e Malvasia Puntinata. Entrambi erano fino a pochi anni fa identificati soprattutto con areali specifici – l’agro di Nettuno per il primo, Frascati e i Castelli Romani per la seconda – mentre oggi vengono interpretati con risultati convincenti in una parte sempre più ampia della regione. Insieme al Cesanese compongono una sorta di trittico sul quale il Lazio potrebbe costruire una parte importante della propria riconoscibilità. Quest’anno, più che singoli picchi, colpisce soprattutto la crescita della qualità media.

I vitigni rari e l’importanza di fare sistema

Al di fuori di queste varietà il panorama torna a essere estremamente frammentato, ma proprio qui si incontrano alcune delle sorprese più interessanti. Il Roscetto e altri autoctoni meno conosciuti mostrano le potenzialità ancora in parte inespresse del nord del Lazio, territorio che meriterebbe maggiore attenzione e un lavoro più sistematico di recupero e valorizzazione del proprio patrimonio varietale. I vitigni internazionali, storicamente importanti per la viticoltura regionale, procedono invece a velocità differenti. Accanto a vini ancora segnati da estrazioni spinte e da un uso evidente del legno, resistono classici in ottima forma e crescono interpretazioni più contemporanee, capaci di coniugare materia e scorrevolezza.
Non mancano segnali interessanti anche tra bianchi e spumanti. Il vero limite del Lazio rimane però ciò che accade dopo la bottiglia. Molte delle etichette migliori sono prodotte in quantità ridotte e risultano difficili da reperire fuori dalla piazza romana. A questo si aggiunge una certa difficoltà storica nel fare sistema e nel costruire una promozione corale dentro e fuori dai confini regionali. Qualcosa, però, comincia a muoversi. La nascita di nuove forme associative tra vignaioli indica una maggiore consapevolezza della necessità di presentarsi insieme. Per una regione così frammentata, la sfida non sarà cancellare le differenze, ma riuscire finalmente a trasformarle in una forza comune.

I Tre Bicchieri 2027 del Lazio premiati dal Gambero Rosso

Cesanese di Olevano Romano Silene 2024 – Damiano Ciolli

Fiorano Bianco 2024 – Tenuta di Fiorano

Frascati Sup. Vign. Filonardi Ris. 2024 – Villa Simone

Lavente 2024 – Emiliano Fini

Montiano 2023 – Famiglia Cotarella

Radix Bellone 2022 – Casale del Giglio

Roma Rosso Cl. Ris. 2023 – Poggio Le Volpi

Roma Rosso Vetus Ris. 2021 – Merumalia

Sergio Mottura Brut Nature M. Cl. 2016 – Sergio Mottura

Tefra Cesanese 2025 – Campolavico

Vulc Num Bellone 2025  – Tenimenti Leone

administrator
Il Gourmet Errante, è ciò che faccio da sempre per passione. Ho avuto l'opportunità di degustare tanti vini e prodotti e di passare bellissimi momenti di confronto, discussione e allegria con produttori e artigiani di tutta Italia. Ho vissuto l’evoluzione di molte aziende e nel corso degli anni la curiosità, la ricerca e le scoperte mi hanno portato a disegnare una mappa di emozioni, fatta di persone e storie, che ho sempre cercato di comunicare e promuovere.

Il Lazio nella guida Slow Wine 2027. La

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