Ristorante “SantoPalato la tradizione d’oggi”

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SantoPalato
Piazza Tarquinia,  4a/b
Tel/ 06 7720 7354
aperto la sera sabato e domenica anche a pranzo
chiuso di lunedi
www.facebook.com/Santopalato

 “Santopalato, la tradizione d’oggi” 

 Espressione di piatti tradizionali che strizzano l’occhio ad una cucina futuristica.

Questa è la sintesi della mia esperienza al Santopalato di Roma. Una cucina fresca e giovane <media di età tra cucina e sala al di sotto dei 30 anni> che rielabora sapori e pietanze proverbiali.

Locale all’entrata subito accogliente. L’aria che si respira è quella di una classica trattoria romana: sedie di legno vecchio stile con tavoli a lastra di marmo coperte con le caratteristiche tovagliette di carta  e bicchieri da vino sfuso <rigorosamente uno diverso dall’altro>.

Ambiente luminoso e di piacevole permanenza, il tutto unito da una playlist musicale fantasticamente vintage e gradevole.

Appena seduti si viene accolti dal benvenuto della casa composto da pizza e mortadella, accompagnata da un cicchetto di umeshu: un vino bianco di prugna giapponese. Pizza eccellente! come d’altronde tutti i farinacei presenti nel ristorante che sono preparati dal panificio Bonci.

Ordiniamo quindi le prime portate. La scelta era tra la carta e il menù del giorno sulla lavagna affissa sul muro. Scelte ricadute su

  • Terrina di lingua e coda con salsa verde e giardiniera. Buon piatto, peccato per il gusto leggermente eccessivo di aceto della giardiniera.
  • Polpetta fritta di coda di vitello. Anche in questo caso buon piatto, buona cottura della carne all’interno della panatura, elevato da una leggera grattata di cioccolato fondente.
  • Cacio e pepe. Sarà che la cacio e pepe è il mio piatto di pasta preferito mi aspetto sempre troppo. E’ stata una buona portata: giusta cremina, giusto il pepe e cottura nella norma. Ma nel complesso è risultata spenta.

Se con le prime portate siamo andati forte, con i secondi raggiungiamo un altro livello. Scelte ricadute su

  • Tenerissimo Controfiletto di Asino Siracusano scottato alla perfezione e scaloppato, contornato da delle saporitissime e succose cipolle cotte nel vino rosso. Il tutto ricoperto dal fondo delle cipolle e da erbette fresche. Veramente, veramente buono.
  • Cuore passato in padella rovente <”sono una che brucia le padelle” a detta della chef> che presenta una cottura ottimale, per niente gommoso e adagiato su una salsa di rapa rossa e una salsa di broccoletto crudo con ravanelli marinati nel miso.
  • Trippa alla romana. Ottima! la cottura e la consistenza della trippa era come piace a me, quasi scrocchiarella, che lasciava spazio al sugo fitto e saporito. La quantità di pane che avrei mangiato è direttamente proporzionale alla quantità di sugo presente in quel piatto. Mi sono trattenuto.

Dulcis in fundo

  • Panna cotta e marmellata con scaglie di mandorle tostate.
  • Crostatina di Fragole e ricotta dolce.
  • Maritozzo al grano arso ripieno di una crema al mascarpone e uovo con lemon zest (il migliore)  

Le conclusioni finali sono che la serata è stata piacevole. Camerieri simpatici e alla mano, ma comunque sia professionali. Nota positiva è che il pasto non è risultato per niente pesante e molto equilibrato <dato i piatti proposti>.

Il Santopalato è, diciamo così, Figo!

Legato molto alle tradizioni e ai sapori veri e autentici che esprimono un carattere forte, sicuramente sprigionato dalla giovane chef Sarah Cicolini, che sa interpretare pienamente il Quinto Quarto (l’utilizzo delle parti meno nobili dell’animale). Uno stampo sempre più difficile da trovare oggi, e, soprattutto, da apprezzare. Bisognerebbe avere più locali di questo genere, in un tempo nel quale si cerca sempre più un risultato sofisticato anziché modesto, ma che nello stesso tempo riveste alta qualità.

Il Prezzo medio a Persona si aggira attorno ai 30 euro (esclusi i vini).

Andrea Tabolacci

Pasquale Pace
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