Slow Wine 2022: I TOP WINES del Veneto, con un mio piccolo commento e un consiglio

0

Slow Wine Guida 2022 Veneto
Slow Food Editore
www.slowfood.it/slowine/
www.ilgourmeterrante.it
www.codivin.com
www.vinointorno.it
www.cantinaconforme.it

Mentre mi organizzo per partecipare alla più grande degustazione dell’anno, continuo con il Veneto per parlare del mondo Slow Wine, dopo il mio piccolo commento troverete lo scritto della redazione di Slow Wine, le chiocciole regionali, le aziende con la bottiglia e con la moneta. Segue l’elenco dei grandi vini, i vino slow e i vini quotidiani.
Per ogni regione riporterò un mio pensiero, un suggerimento, un chiarimento dovuto che solo questa guida si potrebbe permettere. Già da sempre in ogni descrizione dell’azienda c’è il totale degli ettari e le bottiglie prodotte dalla stessa, un curioso come me spesso si fa il calcolo per capire le rese per ettaro dell’azienda, ma come sto dicendo a tutti produttori che visito, sarebbe bello che per i vini premiati loro chiedessero di mettere tra parentesi le rese in quintali e in litri del vino in oggetto, chissà che questa cosa non desti curiosità, ma soprattutto sempre più trasparenza per vini di qualità – per la maggior parte delle volte da rese basse escono i grandi vini.

Il Veneto ha delle ottime realtà che a me piacciono assai, seguendo la vostra lista chiocciole, eccomi a farvi i complimenti per Ca’ dei Zago, Camerani – Corte Sant’Alda Adalia, Filippi, Il Filò delle Vigne, La Biancara, Monte Dall’Ora (adoro questa azienda). Per quanto riguarda i vini, ottimi il Carmenere Riserva 2016 di Inama, il Borgo delle Casette Riserva 2017 di Il Filò delle Vigne, fantastico lo spumante metodo classico Dosaggio Zero 2010 di Giannitessari, così come il Vigneto Storico 2019 di Le Battistelle, della famiglia Gini è buono e ottimo tutto

Potrete incontrare le cantine premiate e assaggiare i TOP WINES del Veneto nelle 2 giornate di degustazione a Milano il 9 e il 10 ottobre prossimo!

Guardate che i biglietti stanno andando a ruba e quindi vi conviene assicurarvi il posto in Paradiso con una certa velocità!!!! Slow sì, ma non esagerate.

Per maggiori info sull’evento cliccate qui sopra.

Ecco a seguire il commento alle regioni e l’elenco dei premiati.

Veneto 2022

INTRODUZIONE

“È un quadro complessivo piuttosto solido quello Veneto, un macroterritorio del vino complesso e variegato, che ruota intorno ai due principali poli regionali: quello di Conegliano-Valdobbiadene con il Prosecco, e quello della Valpolicella con tutte le sue tipologie. In questa sede ci limitiamo ad alcune osservazioni su questi due comparti produttivi, inserendo infine anche un ragionamento su quello che potrebbe diventare (ce lo auguriamo) il terzo grande polo di produzione di vini di grande qualità: quello dei vari bordolesi veneti.

Iniziamo proprio da quest’ultimo argomento. Lo abbiamo detto e scritto molte volte, e lo ribadiamo con ancora maggiore convinzione: in tutto il vasto comprensorio che va dalla zona di Breganze, include il Montello e i colli Asolani, e scende ad abbracciare i colli Berici e quindi i colli Euganei, dovrebbe nascere un marchio importante che riunisca i grandi vini veneti da uve di origine bordolese. È oramai conclamata la potenzialità che cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot e carmenère dimostrano di avere in queste terre.

In Valpolicella, complice evidentemente una lieve frenata del mercato dell’Amarone, per cui dieci anni fa si pronosticavano numeri fin troppo alti, si avverte una maggior attenzione verso le due tipologie meno elaborate: i Valpolicella giovani sono fatti con cura e regalano una beva agile, fresca e davvero piacevole, proprio come un tempo, e quest’anno alcune grandi soddisfazioni le abbiamo ricevute dagli assaggi dei Valpolicella Superiore, ovvero da quella tipologia che crediamo sia in grado di offrire la vera espressione identitaria dell’eleganza della Corvina e delle potenzialità di affermazione di questo territorio.

Negli ultimi anni nell’area storica di Valdobbiadene e Conegliano ma anche nei territori limitrofi, a partire dalla Docg Asolo, abbiamo annotato e sostenuto con grande piacere quel fenomeno che in passato abbiamo chiamato Colfondo Generation, ovvero la crescita in qualità e in numero di tante etichette di Prosecco prodotto con il tradizionale metodo della rifermentazione in bottiglia, quasi totalmente abbandonato nei decenni precedenti. Ribadiamo il nostro affetto per questa tipologia, ma ci piace anche ricordare che non è il metodo a fare il vino buono, ma l’uva che utilizzi: questo per dire che siamo rimasti molto colpiti dall’ottima qualità di alcune etichette di Prosecco prodotte con rifermentazione in autoclave. Una cosa che, mutatis mutandis, ci fa ugualmente piacere.”

I RICONOSCIMENTI ALLE CANTINE

 

 

 

 

LA LISTA DEI TOP WINES DELLA REGIONE

 

Pasquale Pace
Share.

Leave A Reply