Giorgia Costa dream and travel (sognare e viaggiare) Nei luoghi del Cesanese: Alberto Giacobbe e Fernando Proietti

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Giorgia Costa dream and travel (sognare e viaggiare)
Nei luoghi del Cesanese
Olevano Romano (RM) e Piglio (FR)
Alberto Giacobbe – Azienda agricola Proietti Tenuta al Campo

Ci sono!!!!
Percorriamo qualche km da Olevano Romano ed arriviamo a Paliano (FR) nella cantina di Alberto Giacobbe.

Nel mentre Alberto sta per arrivare Pasquale mi illustra la cantina. Mi piace vederlo raccontare la storia di questi produttori a lui vicini.
Ha degli aggettivi per ognuno. Mi parla del Lepanto vino a lui molto caro e del bel rapporto che lega questo gruppo di giovani. Mi arriva una bella sinergia ed una positiva “freschezza”. Collaborazione propositiva penso tra me e me. Bello!
In un mondo dove spesso molto sembra essere spietato, trovare sane realtà fa bene all’animo.
Una foto cattura la mia attenzione all’ingresso, ma Pasquale viaggia veloce e …. ve lo racconto dopo.

È il Maddalena il primo vino che assaggiamo. Passerina del Frusinate IGP 2020, macerata. 90% Passerina del Frusinate. Ecco perché ritrovo il colore più carico. Sta infatti a contatto con le bucce. Fermenta in acciaio ed affina per 6 mesi in tonneaux e 12 mesi in bottiglia. Naso franco. Note fruttate, pesca. Sapido e persistente lo definisco: schietto e dritto in sintonia con l’olfatto.
Proseguiamo col Giacobbe Cesanese di Olevano Romano DOC Superiore 2020, 100% Cesanese di Affile. Succoso, frutti rossi, ciliegia croccante all’ingresso. Tannico poi. Mi piace perché mi lascia la bocca asciutta. Netto. Ecco vedo Pasquale in fermento. Alberto arriva con la moglie e sono subito dei bei sorrisi.

Mi racconta che lui è la terza generazione. Il nonno Leopoldo acquisì il piccolo appezzamento a vigneto nel 1939. Il papà Alino continuò l’opera portando la cantina alle attuali dimensioni ed iniziando ad imbottigliare dal 2006. Nel 2008 Alberto rileva l’azienda: 15 ha dislocati tra le colline di Paliano, Piglio e Olevano Romano. Dalla quantità alla qualità, dal convenzionale al biologico. Cambiamenti non facili, ma scelte dovute!

Una vena di commozione e capisco quindi chi è la persona nella foto.

Assaggiamo assieme l’anteprima del Lepanto 2019, Cesanese del Piglio DOCG Superiore Riserva. Mi coglie d’istinto l’eleganza. Molto raffinato. Frutti rossi al naso, nota leggermente pepata. Dritto e franco. Avvolgente e sapido. Un gran bel vino. Fermenta in acciaio ed affina 12 mesi in botte di rovere e 18 mesi in bottiglia.  Complessità ed equilibrio in questo calice frutto del succo di vigne del 1952 site a 400 mt d’altitudine. E la piacevole freschezza (bevibilità) si sente tutta.
Pasquale si emoziona ricordando che papà Alino è sicuramente fiero di lui. Come mamma penso a quanto lo sarei pure io vedere un domani Matteo fare con amore ciò che gli piace.

Prosegue il viaggio: I luoghi del Cesanese.
Risaliamo verso Olevano Romano.
Arriviamo che è ormai sera nell’Azienda Agricola Proietti sulle pendici dei Monti Simbruini. Fernando ci accoglie attizzando un bel fuoco. Lo guardo: di poche parole e con lo sguardo buono.

Iniziamo subito con una bella novità: una bolla di 24 mesi, sboccatura istantanea nature (0-3), bello e schietto, al naso floreale con note di frutti bianchi. Intrigante acidità che mi piace. Una perla tra le 2.000 bt prodotte.

Chiedo subito come è nata l’idea di iniziare a produrre una bollicina nel Cesanese. Fernando mi racconta che da bravi amanti delle bollicine intrapresero un viaggio verso il nord Italia, visitando la Franciacorta, la zona del Trento DOC. Considerando che l’Ottonese (vitigno autoctono laziale) si contraddistingue per la bella spalla acida, al ritorno decisero di proseguire nell’avventura.

Avanziamo quindi con l’Ottonese in purezza 2020, 13%
Mi piace la nota sulfurea che subito mi ricorda il vulcano, la mia zona quindi anche se sinceramente nei vini Soave questo sentore esce solitamente dopo qualche anno. Naso ampio, note agrumate e di frutta a polpa bianca. Bella sintonia in bocca, ci si ritrova. Sapido.

Fernando ci racconta dell’azienda alla quarta generazione e che in seguito ad un percorso di valorizzazione dei vitigni autoctoni e di ricerca di eleganza e finezza espressiva, ha dato vita all’attuale “Tenuta al Campo”.
Ci si concentra quindi sul Cesanese, sull’Ottonese e Malvasia Puntinata.
Proseguiamo nella degustazione con la Malvasia, il Cesanese di Olevano R. Sup. 2020 “Vignalibus” da vecchie vigne di 80 anni ed il Cesanese di Olevano R. 2019.

Mi soffermo sul Cesanese di O. R. DOP Riserva 2016. Contrariamente agli ultimi due, questo affina per 12/14 mesi in tonneau e botte grande. Vigne di 80 anni, 80% di Cesanese autoctono e 20% di Cesanese di Affile. Alberello. Vino di grande struttura ed eleganza. Al naso frutti rossi, ciliegia e prugna, frutti neri a piccola bacca, ma anche note speziate di pepe bianco e cacao. Delicatamente balsamico. Avvolgente e vellutato. Persistente.

Attualmente l’azienda si snoda su 15 ha da cui si ricavano circa 100.000 bott. La qualità rimane un riferimento e conseguentemente la bassa resa per ettaro è via necessaria.
Che dire Fernando… assolutamente grazie per la tua ospitalità e gentilezza.

Mi prometto di tornare perché vorrei visitare la grotta in tufo a 10 mt sotto l.m da te raccontatami ed ovviamente assaggiare la bolla di 72 mesi millesimo 2012! La curiosità è donna ma … non credo solo donna vero Pasquale? Verissimo direi.

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