Slow Wine Guida 2027 – Piemonte
La più grande degustazione dell’anno
17 Ottobre 2026
Superstudio Maxi
Via Mocucco, 35
Milano
www.slowfood.it/slowine/
www.ilgourmeterrante.it
www.codivin.com
www.vinointorno.it
www.izziliquori.it
Il Piemonte in Slow Wine 2027
Potrete incontrare le Cantine premiate e assaggiare i Top Wine del Piemonte durante la degustazione che si terrà a Milano sabato 17 ottobre 2026.
Acquista qui il tuo biglietto!
Il costo dell’ingresso è di 49 euro (39 euro per i soci Slow Food e i soci Fisar) e comprende anche una copia della guida Slow Wine 2025.
Dalle 14 alle 20 negli ampi spazi del Superstudio Maxi, in via Moncucco 35, troverete i banchetti di assaggio con la presenza diretta dei produttori: in definitiva ci saranno più di 800 vini da assaggiare, per la gioia di ogni palato.
Il mio palato come sempre ci sarà perché davvero questa è una degustazione entusiasmante.
Sono tanti i vini presenti che mi piacciono, aspetto l’elenco definitivo per scegliere e farmi un piano.
Ci sarò dal mattino perché mi piace anche la presentazione, fare foto e vedere l’emozione dei premiati.
A seguire ecco il commento sul Piemonte e l’elenco dei premiati.
L’Alto Piemonte continua a crescere, come auspichiamo ormai da tempo, anche se il salto di qualità procede con una lentezza forse maggiore del previsto. Le fondamenta, però, sono solide e poggiano soprattutto su due grandi varietà, nebbiolo ed erbaluce, capaci di raccontare questi territori con voce nitida e originale.
È il Roero, probabilmente, la zona che oggi mostra la trazione più evidente. A sorprendere è soprattutto l’Arneis: finalmente liberato dai profumi tecnici e da un’enologia troppo presente, si muove con maggiore libertà e guadagna in beva, godibilità e profondità. La splendida 2025 ha certamente aiutato, ma il cambiamento stilistico è ormai chiaro e sta stupendo un po’ tutti.
In Langa il Barolo 2022 si è rivelato meno deludente di quanto temessimo: alla fine il Barolo, in un modo o nell’altro, la sfanga quasi sempre. Il Barbaresco, invece, incrocia un’annata fresca, profumata e di livello, capace di restituire slancio ed eleganza.
Più complicata la situazione del Monferrato, dove la barbera vive un momento durissimo: la flavescenza non dà scampo, le quotazioni delle uve sono troppo basse, il clima caldo e siccitoso mette alla prova le vigne e molti produttori appaiono comprensibilmente demoralizzati. Eppure una luce c’è, e noi continuiamo a crederci.
Infine il timorasso, varietà sulla quale per primi abbiamo puntato e che oggi cresce in modo troppo disordinato. Probabilmente servirà tempo per fermarsi, ripensare il percorso e costruire un futuro più solido. La materia, il territorio e produttori validissimi ci sono: ora occorrono testa e cuore. Se saprà ritrovare misura e direzione, siamo certi che il suo futuro sarà luminoso.






