Tre Bicchieri 2027 – Alto Adige
Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso
Via Ottavio Gasparri, 13/17
Roma
www.gamberorosso.it
www.ilgourmeterrante.it
www.codivin.com
www.vinointorno.it
www.izziliquori.it
La presentazione, la premiazione e la degustazione della guida Vini d’Italia 2026 – Tre Bicchieri del Gambero Rosso ci sarà il 25 ottobre a Roma alla Nuvola, locali fantastici per un evento come questo, sarà una gran giornata di bella, buona, ottima convivialità.
Per l’Alto Adige 26 tre bicchieri quest’anno, 24 l’anno passato. Mi sa tanto che è il massimo dei tre bicchieri per questa regione che giustamente merita assai. Piano, piano vi accorgerete della grandezza della famiglia Pfitscher, l’omonima azienda sarà la mia preferita per il nord Italia per questo 2026.
Per adesso pochi commenti, prendo atto di ciò che leggo e vado avanti. Però c’è la grande gioia dei Tre Bicchieri all’Alto Adige per Tenuta Ansitz Waldgries, Gump Hof – Markus Prackwieser e Köfererhof – Günther Kerschbaumer, tutti e tre sono fantastici.
Sarà bello e buono durante l’evento dei tre bicchieri degustare i vini che non ho assaggiato durante l’anno. Di alcuni ne faccio a meno a prescindere.
La nuova guida
Vini d’Italia
I migliori vini dell’Alto Adige: le etichette nate per non avere fretta da provare almeno una volta
Tra 86 nuove sottozone e vigne che sfidano i 1100 metri d’altezza, ecco come grandi cooperative e piccoli vignaioli stanno ridisegnando la mappa di alcuni dei vini più pregiati dello Stivale
L’Alto Adige è un territorio composito che ha visto nell’ultimo mezzo secolo una progressiva specializzazione della viticoltura per zona e vitigno culminata oggi con la nascita delle 86 sottozone che identificano i luoghi più vocati per ogni uva. Ecco che allora le aziende più estese, generalmente cooperative o le grandi tenute familiari, a dispetto dell’ampia varietà ampelografica di cui dispongono, decidono di valorizzare con le etichette più ambiziose non tutti i vitigni ma solo le situazioni in cui vitigno e territorio si fondono alla perfezione e danno vita ad alcuni dei vini più interessanti dello Stivale. Allo stesso modo i piccoli viticoltori hanno smesso di piantare seguendo le indicazioni del mercato e concentrato le loro attenzioni sulle uve che al meglio rendono nei loro appezzamenti.
A questa presa di coscienza si lega anche il rallentamento dei mercati mondiali, il quale ha colpito in minima parte questa zona e ha indotto i produttori ad allungare i tempi di maturazione proprio dei vini più importanti, che vengono proposti senza fretta solo quando hanno raggiunto la piena armonia.
Geografia del terroir altoatesino tra vette e fondovalle
La regione può contare su una piattaforma viticola di circa 5.500 ettari di vigneto distribuiti fra i 200 e i 1100 metri di altitudine che alternano zone dal clima a dir poco mediterraneo a zone chiaramente alpine dove anche la stessa vita vegetativa della vite si accorcia sensibilmente.
Sul fondovalle generalmente è protagonista la coltivazione dei meli, mentre la viticoltura si sviluppa su pendii che offrono giaciture, esposizioni e suoli che alternano la dolomia al porfido, il calcare alle rocce sedimentarie e alle marne, permettendo ai numerosi vitigni coltivati di trovare il luogo più indicato per portare a maturazione le uve. La conca cittadina e le colline alle sue spalle vedono la presenza pressoché totale della schiava e del lagrein, l’Oltradige offre spunti pedoclimatici un po’ per tutte le uve, mentre la Bassa Atesina spazia dal fondovalle alle vigne più alte di Favogna e Aldino, permettendo la produzione tanto del pinot grigio e del lagrein quanto dei müller thurgau che, se ben interpretati, rivelano pienamente la parentela con i nobili genitori.
Le varietà aromatiche
Risalendo il corso dell’Isarco e dell’Adige scompaiono quasi completamente le uve a bacca rossa e dominano invece le varietà aromatiche che più necessitano del fresco, come i riesling, i grüner veltliner o i sylvaner che caratterizzano i piccoli fazzoletti vitati che risalgono i fianchi delle montagne alla ricerca di insolazione e escursione termica e danno vita a vini tratteggiati e dal profilo incisivo.
Tre bicchieri 2027 dell’Alto Adige
A. A. Bianco Aichberg Ris. 2023 – Tenuta Kornell
A.A. Bianco LR Ris. 2022 – Cantina Colterenzio
A. A. Chardonnay Kreuzweg Family Reserve Ris. 2022 – Castelfeder (un vino che mi piace sempre di più)
A. A. Chardonnay Marei 2023 – Castel Sallegg
A. A. Chardonnay Troy Ris. 2023 – Cantina Tramin
A. A. Gewürztraminer Frauenrigl Ris. 2024 – Cantina Kurtatsch
A. A. Gewürztraminer V. Kastelaz 2024 – Elena Walch (un ottimo classico di questo vitigno)
A. A. Lagrein Taber Ris. 2024 – Cantina Bozen (la storia del Lagrein passa anche per il Taber)
A. A. Lagrein V. Klosteranger Ris. 2022 – Muri-Gries (dal primo anno è sempre un ottimo Lagrein)
A. A. Müller Thurgau V. Feldmarschall von Fenner 2023 – Tiefenbrunner – Schlosskellerei Turmhof
A. A. Pinot Bianco Itos Ris. 2023 – Ansitz Waldgries (sempre più bravo anche con i vini bianchi)
A. A. Pinot Bianco Kalkberg Ris. 2024 – Kellerei Sankt Pauls
A. A. Pinot Bianco Sirmian 2024 – Nals Margreid (sempre più un riferimento per il Pinot Bianco)
A. A. Pinot Grigio 2025 – Peter Zemmer
A. A. Pinot Grigio Sanct Valentin 2024 – Cantina Produttori San Michele Appiano
A. A. Pinot Nero Renaissance Ris. 2022 – Gump Hof – Markus Prackwieser (te lo avevo detto che era un grande Pinot Nero)
A. A. Pinot Nero Schweizer 2022 – Franz Haas
A. A. Pinot Nero Trattmann Ris. 2023 – Cantina Girlan (ci vedremo con piacere il 10 novembre)
A. A. Pinot Nero V. Herbsthöfl Barthenau Ris. 2023 – Tenuta Hofstätter
A. A. Santa Maddalena Cl. 2025 – Pfannenstielhof – Johannes Pfeifer (ci vedremo con piacere il 5 novembre)
A. A. Spumante Pas Dosé M. Cl. 2021 – Kettmeir
A. A. Terlano Pinot Bianco Vorberg Ris. 2023 – Cantina Terlano (quanto ne ho bevuto)
A. A. Valle Isarco Grüner Veltliner 2025 Tenuta Ebner – Florian Unterthiner (sempre meglio)
A. A. Valle Isarco Kerner Aristos 2025 – Cantina Valle Isarco
A. A. Valle Isarco Riesling R 2024 – Köfererhof – Günther Kerschbaumer (un fuoriclasse)
A.A. Terlano Pinot Bianco Eichhorn 2024 – Manincor

