Una giornata organizzata per andare a provare il nuovo locale Mactra di Andrea Pechini a Vitorchiano, si è riempita di tante sorprese

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Mactra
Via Francesco Aquilant, 1b
Vitorchiano (Vt)

Agriturismo Il Casaletto
Strada Grottana, 9
Grotte Santo Stefano (Vt)
www.ilcasaletto.it

Cantina Antonella Pacchiarotti
Via Roma, 14
Grotte di Castro (Vt)
www.vinipacchiarotti.it

Dormire al Casaletto da una sensazione di pace fino a verso le sette, poi inizia il pensiero a colazioni da ricordare. Anche questa volta è stato così, con me c’era il mio amico fraterno Alessio Bernini, anche lui proprietario dell’Agriturismo il Mulinaccio. L’appuntamento era per le otto e mezza, sarebbe stato l’inizio di una giornata da ricordare. La colazione inizia con la cottura dei “mazzoi” budella di animale preparati alla perfezione. Non può mancare la loro mortadella, da campionato del mondo. Una spalletta buonissima a completare gli affettati, abbinati con il pane “abbruscato” per dare “ghiottezza”, come se non ce ne fosse già abbastanza. Nel frattempo arriva un altro grande amico Carlo Zucchetti, lui di colazioni importanti sa.
I sott’oli dell’azienda Agnoni stamattina hanno dato un qualcosa in più a una colazione da capriole.
Coratella. In periodo di carciofi, uno spera che arrivi la coratella con i carciofi, ma al Casaletto ci sono i loro pomodori, io li conosco bene e allora questa variante, in questo caso è bene accolta. Sapori che a provarli è difficile descrivere, troppo è il gusto immensamente piacevole di ogni boccone. Un piatto incredibile, ogni boccone ti fa pensare al prossimo, ogni boccone viene seguito dall’inzuppamento del pane fresco e croccante. La carne è buona, proviene dai loro allevamenti, dei pomodori ho detto, alla fine dico che questo si candida a essere uno dei miei migliori antipasti per l’anno 2021.
Altro must dell’agriturismo sono i nervetti, peccato che questa volta è mancata la solita fantastica consistenza e croccantezza, ma stiamo trovando il capello nell’uovo di struzzo.
In questo locale si beve territorio e non solo, qui si beve bene, qui si trovano tanti vini detti “naturali” quelli buoni però, quelli buoni assai.

In una colazione non possono mancare i dolci, anche perché l’evoluzione qualitativa che sta facendo Donata Baccelliere  è davvero notevole, lei con la sua modestia dice: “Mi sento spesso con la Belle Helene – Francesca Castignani – questo mi sta facendo crescere molto, inoltre sono stata affiancata da un’altra grande pasticcera locale Renée Abou Jaoudé, con cui mi trovo in piena affinità”.
Accompagnate da un cappuccino perfetto, ecco la crostata di prugne. Frolla impeccabile da pasticceria vera e grande, il loro strutto è il plus che tutto fa migliorare.
Il secondo dolce è qualcosa di clamoroso. Frolla allo strutto con caramello salato, crema Appareil al cioccolato e nocciole dei monti Cimini di Luca Di Piero.
Mentre Donata Baccelliere la taglia inizia il sollevarsi di un profumo spettacolare, l’acquolina è inevitabile, il desiderio aumenta come una Ferrari alla partenza a velocità massima. Al primo boccone mi alzo in piedi e inizio a fare i complimenti a Donata, gli dico: “Ma ti rendi conto che hai fatto? Questo dolce è pazzesco, un gusto di pasticceria notevole.” Me lo gusto e lo candido a essere uno dei miei tre dolci da ristorante per l’anno 2021. Dopo tante emozioni e momenti piacevoli ci salutiamo con la famiglia Ceccobelli e si parte per il secondo appuntamento della giornata.

Passiamo a prendere gli altri andando alla tabaccheria della Settimia, la celebre mamma di Alessandra Di Tommaso. Tutti conosco le loro gag, pochissimi sanno che un signore le ha raccolte tutte in un libro, sarei strafelice se questo libro diventasse ufficiale e pubblicato, ci sarebbe da ridere assai. Con noi si aggiungono Catia Minchi e Giorgio Aprile.

La destinazione è Grotte di Castro, sarà la mia prima volta nelle cantine di Antonella Pacchiarotti.
Le visite che ti sorprendono, momenti piacevoli e interessanti assai, davanti a mini verticali piene di sorprese. Una cantina al centro del paese dove si cammina tra grotte di tufo, dove lo sguardo viene appagato dalla bellezza di questo locale. Seduti all’interno di questo posto stupendo inizia la nostra degustazione. La prima bottiglia è una sorpresa, una grande sorpresa, Amalasunta 2011, un vino che non c’è più, bevendo questa bottiglia debbo dire solo: Peccato!
Oggi è stato un vino ancora pieno di freschezza e piacevolezza, l’aleatico era accompagnato anche dal trebbiano, l’acidità lo rende ancora vivo e pieno di gusto. Una gran buona sorpresa (88).
Lo ammetto, del Matèe mi è piaciuta prima l’etichetta e poi il vino, trovato interessante ogni volta che lo degustavo.
Da 100%, aleatico, rese basse, le uve subiscono un leggero appassimento, affinamento solo in acciaio, tre annate una più interessante dell’altra, su tutte la 2016 (89), anche le altre si sono fatte apprezzare 2015 (87) – 2017 (88). Complimenti anche all’enologo Daniele Di Mambro.
Ramatico da uve aleatico 100%, rese basse, fermentazione di 14 giorni in acciaio, dove poi affina per almeno 8 mesi. Oggi tre annate, su tutte l’annata 2019 (88+), annata che aspetterei ancora, ogni volta che verrò qui chiederò ad Antonella questa bottiglia. Niente male nemmeno le altre due annate 2017 (86) – 2018 (88).
Non è la prima volta che metto un’aleatico dolce tra le mie bevute preferite, d’altronde l’aleatico è un vitigno che si presta a essere dolce. Il vino è il Butunì 2017 IGT Lazio Rosso Aleatico. Le vigne sono sul lago di Bolsena, terreno vulcanico, fermentazione e affinamento in acciaio.
Un vino che mi ha colpito già tantissimo dai suoi profumi, da loro si evince un grande equilibrio. Il tutto si ripete con grande piacevolezza alla beva.
Una beva che mi fa appoggiare alla sedia, mi fa riflettere, mi fa pensare che questo vino mi piace assai (90). Un vino che lo finisco di degustare con un formaggio erborinato dei F.lli Pira, Tonino Pira sei stato nominato, forse questo è l’abbinamento perfetto, io me lo sogno anche seduto con vista lago al finire di una giornata di bagni e felicità. Oggi fa la sua gran figura anche nella cantina di Antonella, sono in buona compagnia e questo vino mi ha fatto godere assai.
Una degustazione piena di gusto e piacere. L’aleatico in questa azienda viene trattato con cura, con passione, con attenzione, le rese basse rendono la cosa più facile, per questo complimenti per la scelta di farle. Vado via contento di ciò che ho degustato, mi piace quando si superano le aspettative in maniera così bella. Arrivata l’ora di pranzo è arrivato anche il motivo di questa giornata. Ci trasferiamo nel locale creato da Andrea Pechini e la sua compagna Cristina Carriero, sono felice di aver organizzato questo incontro. Ci raggiunge anche Marco Ceccobelli, proprietario del Casaletto e ex capo di Andrea. Con i suoi vini ci raggiunge anche Laura Verdecchia dell’azienda La Pazzaglia. Bene siamo in sette, possiamo assaggiare cinque  pizze e altre cose. Quando tutto tornerà come prima Andrea a pranzo non farà pizza, sarà un ristorante, ma questo con piacere lo verificheremo un’altra volta. Dopo i saluti,  la scelta dello champagne, si inizia con un supplì classico. Al supplì cosa si chiede? Prima di tutto l’ottima cottura del riso, una gran panatura e non ultimo la mozzarella che fila, ebbene qui c’è tutto questo. Inizio molto piacevole, ci starebbe bene un bis, ma le pizze ci aspettano. In una pizzeria le mine montanare ci stanno alla grande.
Queste due mini mi sono piaciute tanto, ogni volta che verrò le chiederò ad Andrea.  Quella con il pomodoro ghiotta, quella con il prosciutto di gran gusto. Un merito tenere sul tavolo gli oli della Cooperativa Agricola Colli Etruschi. Oli di qualità impeccabile.

Arriva la prima pizza. Napule è: fior di latte, pomodoro basilico e pecorino – la margherita – come la fanno a Napoli. Oggi Napoli era a Vitorchiano, il perché è il gusto di questa pizza, sarà stata la fame, l’ho trovata di grande piacevolezza per un buon inizio.

La scarola: scarola, mozzarella di bufala, alici, olive, uvetta e pinoli. Non so se Andrea ricordava che questa pizza è tra le mie favorite, sono stato felice di trovarla. Mi è piaciuta anche se la scarola mi ci piace meno cotta, sono particolari che Andrea saprà correggere, per il resto abbondanza di condimento e va bene così.

Giudea: fior di latte, patate, carciofi ripassate in padella con olio, aglio e rosmarino. Una pizza ghiottissima, mi è piaciuta, però un consiglio, il rosmarino va bene per le patate, a questo punto meglio metterci la menta romana che va bene con i carciofi, da provare il cambiamento pe vedere se una pizza già di per se buona diventa super buona.

Trentina: fior di latte, misticanza, carne salata di manzo e senape fatta in casa. La pizza che non ti aspetti, la sorpresa che non ci entra nulla con il territorio, però continua a farla, magari mettendoci ancor più senape che non guasta perché è fatta bene assai.

First Lady: fior di latte, broccolo siciliano ripassato, formaggio erborinato e guanciale. Non lo so se Andrea l’ha dedicata a Cristina o se lei se l’è dedicata da sola, in ogni caso era un gran pizza. Tagliare leggermente più alto il guanciale la potrebbe rendere ancora più buona.

Il nostro bere, dopo uno champagne per festeggiare qualcosa di nuovo, ci siamo deliziati con i vini della Tenuta La Pazzaglia, vini che mi piacciono, una famiglia che non sbaglia più nulla, vini che sono in una carta fatta di territorio come è giusto che sia.

Si finisce con l’assaggio di tre dolci. Tiramisù, migliorabile. Crostata ricotta e frutti di bosco e babà, dolci come si fanno a casa, in una casa in cui li sanno fare.

Dopo la foto tutti insieme arrivo alle conclusioni. Andrea è un ragazzo vocato a fare il pizzaiolo, oggi era teso, emozionato, ma tanto bravo. I suoi impasti sono impeccabili, il suo saper fare è senza ombra di dubbio, il peperino di Cristina è forte nel suo portare a tavola e anche se con qualche emozione ci ha servito a maniera, con eleganza e carattere. Tiralo sempre fuori il tuo sorriso che è un quid in più. Il locale è pieno di luce, quel finestrone a vista sulle mura del castello di Vitorchiano è molto bello, quel giardino per l’estate fa sognare, il tutto è pronto per un vostro luminoso lavoro. Io con immenso piacere vi ho donato il mio adesivo di locale consigliato da il Gourmet Errante. A presto ragazzi per godere ancora insieme.

Pasquale Pace
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