Un giorno da ricordare con Sebastiano Capponi e il suo cru Vigna Bastignano a Firenze nel Garden Gucci e poi nell’Osteria Gucci

0

Villa Calcinaia – Conti Capponi
Via Citille, 84
Greve in Chianti (Fi)
www.conticapponi.it

Vivere una giornata così non capita tante volte nella vita. Raccontarla è gioia per il piacere di averla vissuta. Partenza all’alba dal mio paesello, in circa 3 ore arrivare in una Firenze fredda ma piena di luce, di sole, con pochissima gente (finirà questa situazione). A piedi raggiungo un luogo pieno di bellezza, di gusto.

Al mio arrivo trovo la persona che è stato artefice di tutto ciò, grazie Sebastiano Capponi di avermi fatto partecipe di una parte di te, della tua azienda, della tua famiglia.

Otto annate del cru Vigna Bastignano, in magnum, di Villa Calcinaia ci aspettano.
Questo cru è il mio preferito da sempre, dei tre che l’azienda produce. Eccomi a descrivere le mie impressioni sulle otto annate. La prima annata è stata la 2006, la 2007 non è stata prodotta, oggi abbiamo la 2008 – 2010 – 2011 – 2012 – 2013 – 2014 – 2015 – 2016.
Prima di iniziare a parlare dei vini, nei miei ricordi c’è il passeggiare in questi 0,80 ettari di questo cru. Il vedere i tonneaux messi in verticale dove fermenta questo vino. Insomma vorrei farvi capire che dei tre cru prodotti dall’azienda, gli altri due sono Vigna La Fornace e Vigna Contessa Luisa, questo è tra i miei preferiti. Le rese del vitigno sono di circa 55 ql per ettaro, 100% sangiovese le uve. Ecco le otto annate.

2008: i profumi del vino nel bicchiere mi catturano, lo considero come un saluto di buona degustazione, lo bevo senza esitare di più, la prima sensazione è di buona acidità ancora in atto, mi va di berlo, va giù con piacere. La beva diventa gradevole, si allunga, il colore è molto bello, vivo, non sembra che siano passati 14 anni. Un ottimo Vigna Bastignano (93).

2010: colore leggermente in avanti, così come il profumo, il tutto non mi aggrada più di tanto, in bocca esce anche un po’ di volatile. Peccato non va e mi disturba tanto la cosa, un magnum uscito male (87?).

2011: lo annuso, lo muovo, mi sembra chiuso in uno scrigno. Lo degusto, lo bevo, il vino ha una bocca piacevole, mi da tanto di più in bocca, lo degusto ancora, mi piace, lo considero una sorpresa, vedo ancora vita in prospettiva, oggi si becca un buon 91. Spero di trovarlo ancora nel mo errare.

2012: profumi quasi assenti, un po’ meglio alla beva, manca di lunghezza, il vino però è piacevole senza esaltare più di tanto (88).

2013: dai profumi si evince acidità, calore, la beva è intrigante, poi arriva il legno che ferma la beva a metà lingua, metà palato. Lo degusto ancora, si ripetono le sensazioni del primo sorso. Lo risentirei con piacere tra qualche anno (89).

2014: profumi piacevoli, beva fluida, datemelo oggi, me lo porterei in ogni angolo di Firenze, nei luoghi più belli. Mi piace, lo bevo con piacere, è bello, finisce… vino “BONO” quando si scola, questo lo è assai (92).

2015: profumi intriganti, alla beva acidità, sensazioni di piacevolezza per oggi, domani e dopodomani, oggi ha una beva piena di giovinezza, mi soddisfa, datemelo e lo bevo, datemelo e lo aspetto, anche se mi tenteresti ogni giorno (93).

2016: ci sento un passo in più nel Vigna Bastionano di quest’annata, già prima di oggi mi sei piaciuto. Lo feci tra i miei migliori assaggi in una degustazione, oggi ti ripeti come un gran campione, lo sarai ancora per tanto. Un vino che si innalzerà sugli allori in ogni anno della sua vita (95).

Una verticale molto soddisfacente, si finisce tra foto e belle parole tra tutti i partecipanti a questo evento piacevolissimo, non finisce qui, si scende al piano terra, lo staff tutto di Gucci Osteria ci aspetta.

Gucci Osteria da Massimo Bottura
Piazza della Signoria, 10
Firenze
www.gucciosteria.com

La goduria continua con il pranzo alla Gucci Osteria, il menù che ci aspetta è: Capitolo Rinascimento a cura della chef giapponese Karime Lopez. Il pranzo è stato accompagnato dai due spumanti prodotti a Villa Calcinaia. Il menù è stato presentato da un servizio impeccabile (complimenti). Si inizia, il mio posto è con vista parziale di piazza della Signoria, un gran bel posto.

L’inizio è con pane, pizza e grissini, tutti buoni per accompagnare un burro di notevole piacere. Nel frattempo Sebastiano Capponi ci spiega i due spumanti e risponde alle nostre domande. Il pranzo continua con 4 mini benvenuto, il brodo molto interessante.

Il primo antipasto è: “Ma che freddo fa” Chawanmushi sottobosco, sotto mare. Un piatto di una piacevolezza infinita, uovo cotto a bassa temperatura, gambero, funghi, cozze, tartufo tutti i prodotti presenti si amalgamano alla perfezione, escono da singoli e insieme, in un rimbalzo di gusto ottimo assai.

Secondo antipasto: Tostada di mais viola. Palamita marinata tostada di mais viola, profumato e citrico. Piatto da far innamorare gli occhi, gusto intrigante, ce ne sarebbe voluto un altro per capire meglio.

Primo piatto: In fondo al mare. Ditalini e brodo di calamari. Cottura perfetta della pasta e di tutte le palline di verdura, il fondo brodoso dei calamari buonissimi, penso che se ci fosse stato qualche pallina di calamaro sarebbe stato un piatto di clamorosa bontà. Mi è piaciuto tantissimo lo stesso, tanto da pulire il piatto come una lavastoviglie con il dito per una scarpetta dietetica.

Secondo piatto: Gadus gadus gadus. Merluzzo croccante e profumi del mediterraneo. Intrigante la prima chips della pelle, poi penso che erano troppe, tanto da coprire un buon merluzzo.

Dolce: Sfiorivano le viole. Meringa di mora e gelato alla violetta. Un piatto bellissimo, da foto in ogni lato del piatto. Nel complesso un dolce piacevole, ma molto più bello alla vista.

Piccola pasticceria e caffè. Tra questi bon bon ce ne era uno al cocco buonissimo.
Un pranzo molto divertente grazie anche al servizio che ci ha messo subito a nostro agio, così il servizio è scivolato nel miglior modo, anche con qualche risata, non guastano mai. Finiamo nel salutare tutti tra applausi ed elogi.

I maggiori ringraziameti vanno a Sebastiano Capponi e a Davide Bonucci, organizzatore di tanta bellezza.

A fine giornata raggiungo l’Agriturismo il Mulinaccio a Volterra dove ho passato un bel po’ dei miei prossimi giorni, vivendo tante altre cose belle a iniziare con un’ottima zuppa di pane della signora Maria.

Pasquale Pace
Share.

Leave A Reply