Pizzeria ‘O Scugnizzo ad Arezzo, un’altra ottima sosta a 10 km. dall’uscita dell’autostrada, ne vale davvero la pena andare a trovare Pierluigi Police

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‘O Scugnizzo
Via de’ Redi, 9/11
Arezzo
www.lo-scugnizzo.it

Era quasi l’ora di ripartire, la due giorni della degustazione per la presentazione del catalogo di Proposta Vini 2022 a Parma Fiera stava per finire. Con Alberto Giacobbe bravissimo produttore di Cesanese di Olevano Romano, di Cesanese del Piglio e di Passerina del Frusinate, mio compagno di viaggio, stavamo pensando a dove fermarsi a cena. La mia proposta, la mia idea era per un’ottima pizza, Alberto mi risponde: “Andrebbe anche a me una bella pizza.” Finiamo, salutiamo un po’ di amici e via in macchina verso casa. Prendiamo l’autostrada sono le 18,15, posso iniziare la mia ricerca.
Vado su google, cerco i tre spicchi, i loro top per la pizza al piatto del Gambero Rosso, per la Toscana, arriva l’elenco ed eccola la pizzeria, ‘o Scugnizzo ad Arezzo, vado su waze, da quando ci sono i locali su questa applicazione è ancora più utile, immetto il nome, arrivo previsto per le 20,26, prendo il telefono del locale, chiamo, la risposta alle mie domande è immediata: “Siamo aperti, siamo a 10 km. dall’uscita dall’autostrada, il parcheggio dove conviene parcheggiare si chiama Cadorna, poi in 5 minuti sarà da noi, mi dia il suo nome la aspettiamo.” Si va sul sito della pizzeria, nel leggere le pizze e gli ingredienti arriva l’acquolina in bocca.
L’autostrada è poco affollata, la musica di Virgin radio va… Coldplay, Placebo, Keane e così via, musica e chilometri, una breve sosta per fare il pieno e puntualissimi siamo davanti al locale.
Entriamo, arredamento simpatico, cucina e forno a vista, arriva una ragazza giustamente dandoci del lei, molto professionale, dopo un minuto capisce la mia pazzia davanti all’ordine, le concedo con piacere il tu, iniziano i sorrisi, tutto diventa molto piacevole e divertente.
Ordiniamo, fritti e tre pizze, il tutto da dividere, dopo tanto vino, solo birra.
Iniziamo la nostra cena, non vediamo l’ora, anche perché la fame c’è.

Mozzarella, e scamorza in carrozza, niente male, tutti due buoni, i formaggi filano, la frittura è ok, forse un po’ più di formaggio non ci sarebbe stato male.

Pizza margherita. Non si può prescindere nel prendere una margherita per capire tanto di ciò che è il pizzaiolo, all’arrivo del piatto già si capisce che si è davanti a una cottura perfetta, l’impasto è soffice, la cottura del cornicione mi piace assai. Il primo boccone mi fa dire: ci siamo, mi piace tanto. Il resto poi lo fanno gli ingredienti scelti con cura, ricerca maniacale di ciò di più buono si possa trovare da Mondragone, il paese di origine di Pierluigi Police, e dintorni, fino ad arrivare ad Arezzo. Ottimo inizio.

Pizza del presidio. Base di salsiccia di Castelpoto, papacelle, provola, conciato romano e fiordilatte di Agerola. Il conciato romano nemmeno a dirlo è quello di Manuel Lombardi. Al suo arrivo, guardo la pizza è bellissima, sembra mi sorrida quasi a sfidarmi, non vedo l’ora di mangiarla, la taglio a metà, più la taglio e più emana profumi di qualità. L’arrotolo a involtino, il primo morso è sorprendente, con Alberto ci guardiamo e insieme diciamo: è buonissima. Al secondo morso chiudo gli occhi, l’olio delle papacelle si amalgama al conciato, l’arrivo della salsiccia è emozione, continuano i mugugni di approvazione, il secondo quarto è goduria assoluta, nei mie pensieri arriva il dire: siamo appena a gennaio, questa però è una pizza che si candida a essere una delle mie tre migliori pizze dell’anno.” Non posso che fotografare il piatto vuoto e andare in cucina a elogiare Pierluigi e Gennaro per essere così bravi. Mi guardano stupiti sorridendo. Sono felice, mi sto divertendo tantissimo.

Pizza capricciosa. Ho sempre sognato di trovare nel menù dei grandi pizzaioli la pizza capricciosa, oggi il sogno si è avverato. Pizza già scelta in macchina leggendo il sito del locale. Eccola nel mio tavolo, prosciutto cotto, olive, carciofini e mozzarella, è bellissima. Il primo boccone mi fa tornare alla mia gioventù. Mi tornano in mente i ricordi del chiedersi se l’uovo sodo va sulla quattro stagioni o sulla capricciosa, qui non c’è, quindi sulla capricciosa non ci va e Pierluigi lo sa. Dopo i ricordi torno al presente, a una pizza ghiottissima, una pizza perfetta e siamo alla terza, tre pizze, tre ottime scelte, tre fantastiche esecuzioni.

Torno in cucina, Pierluigi già ride, partono gli elogi, i complimenti, parte la foto. Partono altri sorrisi. Mi sento chiamare è Filippo Volpi, capisco che lui è di casa qui, due battuta anche con lui e via. Olevano il mio, il nostro paesello è lontano, oggi però so che c’è un’altra ottima sosta vicino all’autostrada. Complimenti ancora grandi alla ragazza che ci ha servito, l’unica cosa negativa, ci siamo dimenticati di lasciargli la mancia, la prossima volta sarà doppia. A presto Pierluigi e Gennaro.

Pasquale Pace
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