Osteria Le Zie a Lecce

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Le Zie Trattoria di Perrone Anna Carmela Cucina Casareccia

Via Costadura, 19

73100 Lecce

Tel. 0832 245178

Eccomi a scrivere della mia prima sorpresa della guida Osterie d’Italia dello Slow Food (sorpresa non per loro che la mettono da sempre). L’ho scritto in altri articoli, il piatto che più mi era piaciuto durante il pranzo a Castello Monaci per la presentazione della Guida era stato CICERI e TRIA, piaciuto così tanto che mi sono trovato a raccontarlo in diversi momenti ai miei amici. Il giorno dopo la manifestazione a Castello Monaci era un giorno da mare e abbiamo fatto il bagno alle 8,30 a Torre dell’Orso, per poi dirigersi fino a Capo d’Otranto. Durante il breve viaggio il tempo cambiava, a volte ti faceva pensare al mare e a volte agli interni del Salento. Per caso siamo capitati in una fattoria che produceva formaggio, ed un desiderio era visitare il Pastificio Benedetto Cavalieri a Maglie. Così tra i formaggi e la pasta si é arrivati all’ora di pranzo. Di pesce ne avevamo già mangiato e il richiamo del piatto CICERI e TRIA era forte. Eravamo a soli 20 minuti dal locale, quindi si chiama, il posto c’è e ci aspettano. Alle 14,00 siamo davanti ad un’insegna che sa di tempi andati e l’entrata sa di casa. Il tavolo è pronto, Anna ci viene incontro e si ordina subito, con immancabile il piatto CICERI e TRIA per tre. I vini si scelgono da una piccola lista di vini pugliesi e la mia scelta va su Polvanera. Il bianco é una bella sorpresa, un vino di 12 gradi, con la bottiglia che dura il tempo di una portata. La prima portata è un’altra sorpresa. Cozze cadute nell’orto è stato il mio primo pensiero, mentre il nome è TAJEDDRA CON LE COZZE: un tortino di verdure con le cozze (il guscio compreso) e un po’ di pecorino. Un piatto buonissimo, di tanti sapori che si amalgamano alla perfezione. Da farci la scarpetta. Si è iniziato con un piatto per tre da dividere e si continua con sua maestà CICERI e TRIA in una scodella grande sempre per tre. Il profumo è indescrivibile e oggi sembra ancora più buono. Il piatto è una specie di tacchie  con i ceci. La grandezza di questo piatto è la tacchia che viene fritta mischiata alle altre. Ogni boccone è fantastico e non ti stancheresti mai di mangiarlo. Evviva questi piatti della tradizione (sarà sicuramente tra i miei tre primi dell’anno). Arrivano i secondi e arriva anche il 16, vino rosso di Polvanera che tra i suoi tre vini prodotti è da sempre il mio preferito. Gli altri sono il 14 e il 17. I secondi sono tre, ognuno ordinato singolarmente, ma li abbiamo divisi negli assaggi. Baccalà con le patate al forno, piatto davvero di casa, eseguito perfettamente. Polipo in pignata (adoro il polpo) e questo si fa apprezzare per la sua cottura perfetta e per il condimento da scarpetta. Polpettoncini al vino bianco ripieni di formaggio, erano tre ce li siamo litigati e la voglia è venuta anche di ordinare le Polpette al sugo di pomodoro. Abbiamo aggiunto un piatto di formaggio, in modo da unirlo al sugo delle polpette. Nel frattempo si conosce il marito di Anna, lui è di Roma, partono i ricordi , i racconti e scoprire di conoscere gente in comune. E’ anche l’ora dei dolci e con loro non finiscono le sorprese. Vogliamo assaggiare il più possibile, così in piccole porzioni ordiniamo: TORTA CASSATA , una delizia, da mangiare piano piano per farla durare più possibile; TORTA PASTICCIOTTO, fatta a modo suo, cioè il modo di Anna che mi sento di chiamare dicendogli: “ma sei nata pasticciera? ” Mentre faccio la domanda arrivano anche Biscottini misti, un gelato nocciola e zabaione e una mousse di mandorle. Il tutto a chiudere un pranzo da ricordare in un’osteria chiocciolina dello Slow Food che consiglio a TUTTI. Il conto onestissimo calcolando che 40 euro erano di vino e di cibo si è pagato 30 euro a testa. In piedi a complimentarsi con la signora Anna e tutte le sue donne ai tavoli, assolutamente impeccabili. Si fa la foto di rito, chiudendo soddisfatti di aver trovato un altro posto del cuore.

 

Pasquale Pace
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