L’Osteria di Monteverde a Roma.

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L’Osteria di Monteverde

Via Pietro Cartoni, 163/165

00152 Roma

Tel. 06 5327 3887

www.losteriadimonteverde.it

Fabio Tenderini e Roberto Campitelli li incontro spesso alle degustazioni. Ho avuto l’onore di accoglierli nel mio paese per mangiare da Sora Maria e Arcangelo e visitare le Cantine Ciolli.
Ero a Thypico, in una degustazione che finiva con un bel seminario sul Cesanese di Olevano, del Piglio e di Affile, con Damiano Ciolli e Fernando Proietti, due produttori di Cesanese di Olevano Romano. Oltre a loro la c’erano Veronica Terenzi del Bar Lazio e Ivano Sterbini che col cibo ed il vino non c’entra nulla … ma mangia e beve … molto.
Alla fine del seminario decidiamo di chiamare L’Osteria di Monteverde per vedere se c’è posto. La risposta è stata molto piacevole “datemi il tempo che ci vuole a voi per arrivare…..il posto per quelli di Olevano c’è e ci sarà sempre”.
Partiamo ed arriviamo in poco tempo, avendo anche la fortuna di trovare posto per la macchina e poter fare due passi a piedi.
Il nostro tavolo è pronto e l’accoglienza simpatica con larghi sorrisi provenienti anche dalla cucina.
Fabio dice di scegliere il vino mentre assaggiamo il pane e la pizza. Il primo cestino del pane finisce presto, arriva il vino e subito il benvenuto: una polpetta con puntarelle.
Scegliamo ognuno il piatto e noto due menù degustazione: uno a 27 euro che si chiama 6 portate scelte da Roberto, l’altro da 37 euro, 8 portate scelte da Roberto. Bisogna tornarci. Due chiacchiere e iniziamo.
Il mio piatto è l’animella glassata e tartufata con spinaci freschi e crema Inglese alla carbonara. Mi intrigava il nome, dopo averla assaggiata ancora di più, L’esterno dell’animella glassato è una bella idea anche perché all’interno la cottura è perfetta. Ho fatto la scarpetta.
Fernando è da zuppa tiepida di ostriche, cavolfiore, nero seppia e bottarga fatta in casa. Ne assaggio un cucchiaio e penso sempre che adoro troppo le ostriche per sopportare qualsiasi accoppiamento con loro. Comunque non male.
Assaggio anche il polpo arrosticciato, fagioli borlotti al rosmarino e stracciatella di Andria. Il polpo mi piace, i fagioli anche, la stracciatella di più. Un buon piatto prima di passare ai primi.
Scegliamo il secondo vino da una lista ove ve ne sono tanti che mi piacciono. Nel frattempo Fabio porta una ciotolina con una tartare di carne e lardo che apre lo stomaco prima della pasta (come se ne avessimo bisogno….).
I primi scelti sono tre, vogliamo assaggiare più possibile. Due classici della cucina romana, cacio e pepe e carbonara, e la linguina del pastificio Lagano al pesto di pomodori secchi e crudo di gamberetto viola di Ponza. I due classici sono stati convincenti così come il terzo scelto da Damiano.
Si sta facendo tardi…..Olevano Romano è lontano…..Decidiamo di saltare i secondi con l’idea di tornarci e chiediamo caffè e tiramisù in barattolino di vetro, da bis.
Siamo usciti salutando Fabio e Roberto felici per aver verificato la loro bravura.
Pasquale Pace
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