La Sibilla, un’azienda in mezzo al paese di Bacoli, un’azienda che mi è piaciuta assai

0

La Sibilla di Restituta Somma e Vincenzo Di Meo
Via Ottaviano Augusto, 19
Bacoli (NA)
www.lasibillavini.com
www.ilgourmeterrante.it
www.codivin.com
www.vinointorno.it
www.cantinaconforme.it

Partiamo in ritardo da Agnanum, il traffico ci aiuta, tutto fila liscio per strada, recuperiamo qualche minuto e grazie a google map ci ritroviamo dentro l’azienda di La Sibilla della famiglia Di Meo e di quella gran donna che risponde al nome di Restituta Somma. Una visita che desideravo da parecchio.

Il tempo di salutarci e ci ritroviamo a tavola, i vini sono al fresco per un pranzo che sarà delizioso. Non prendo appunti ma qualcosa vi dirò, perché sono vini che mi piacciono da sempre.

La tavola è perfettamente apparecchiata, i vini aperti, il pranzo inizia con la pasta mista, cozze e fagioli; Restituta me l’aveva anticipata per telefono e non vedevo l’ora di mangiarla, l’ora è arrivata avevo fame, ho  apprezzato un ottimo piatto. L’abbinamento con la Falanghina Campi Flegrei DOC 2020 è stato perfetto, ancora meglio, avevamo due bicchieri, è stato abbinarla con quello che reputo uno dei vini che mi piacciono di più in Italia, quel Cruna del Lago Campi Flegrei DOC Falanghina 2019, anche oggi ne sono rimasto entusiasta.
Vincenzo Di Meo – l’enologo della famiglia, dell’azienda – ci sorprende tuttavia con una Cruna del Lago 2008, aperto dal giorno prima si espresso in maniera entusiasmante. Me lo porterò nel bicchiere per abbinarci altri piatti.

Mi rilasso un attimo per godermi la Cruna del Lago 2008, il bicchiere non si stacca dalla mano, quando arriva una frittata di cipolle che sembra disegnata da Giotto per come è perfetta. Vi assicuro che è stata buonissima – il bis è stato doveroso. La Cruna del Lago è tra le vigne più antiche coltivate dalla famiglia, il vigneto è poco più di un ettaro. Il vino è un cru dell’azienda, rese bassissime ed è buono giovane, a circa 5 anni, oggi è stata la dimostrazione che può sfidare il tempo.
La sorpresa più grande, più incredibile che ci potevamo aspettare è farmi, farci, trovare la mozzarella di bufala del caseificio Ponte a Mare. Da tempo che non mangiavo quella che reputo la mozzarella di bufala più buona che esiste al mondo. Bello e buono divertirsi a mangiarla con il loro vino bianco “particolare” quel Domus Giuli Campania IGT 2012, un vino particolare vinificato nel modo antico detto “’mbuttare”, quella che oggi si chiama macerazione. Sono pochissime bottiglie e vanno a ruba. Ancora più divertente abbinarla con il Piedirosso Campi Flegrei DOC 2020, quanta piacevolezza di beva in questo vino.

La mozzarella resta li in attesa quasi a sfidarci mentre arriva una parmigiana molto ricca, eseguita alla maniera napoletana in maniera impeccabile. Un vino rosso ci sta benissimo… diciamo due, le due annate del Piedirosso Vigna Madre Campi Flegrei DOC 2018 e 2019. La Vigna Madre, certificata come “vigna storica”, è un vigneto di circa 8600 metri, una vigna piantata circa 85 anni fa. La resa è molto bassa, circa 40 quintali/ha, un vero e proprio cru. Tra le due annate si fa preferire di poco la 2019, ancora giovane ma ben allineata con quella che è un’annata da ricordare. Mi diverto con i due bicchieri rimbalzando da un’annata a un’altra, ne arriva un’altra la 2015, ho la conferma che giovani hanno un’altra beva, altro passo, il passo della gioventù e forse della longevità. Mi viene da pensare quando durante le degustazioni di Proposta Vini mi trovavo sui banchi annate vecchie, erano quelle in vendita, oggi sono felice che con le vendite i vini si siano allineati alle date più consone, il vino ne risente in piacevolezza, è intrigante ed è bello sentire Restituta che durante il Covid hanno venduto assai.

Finiamo con ciambelline, gelato e caffè, pronti per andare a vedere le vigne. Passiamo un attimo in cantina per poi tornarci alla fine per una cosa a cui tengo tanto.

Lasciamo l’azienda e ci incamminiamo  in salita sotto una bellissima pergola. Salendo ci rendiamo conto che l’azienda, i vigneti sono circondati dai palazzi, dalle case di Bacoli.
Dalla prima sommità costatiamo che il mare è li sotto, è vicinissimo. Attraversiamo la strada e iniziano le vigne del Piedirosso per poi arrivare nella casa di Vincenzo e alla cantina che custodisce lo storico dell’azienda. Saliamo ancora e si arriva alla sommità dell’azienda, i vigneti da una parte e dall’altra un meraviglioso panorama sul golfo di Pozzuoli.

Nello scendere mi rendo conto che La Sibilla è un’azienda bellissima, si passa davanti alla casa di Vincenzo, riattraversiamo le vigne e penso che in tutto questo c’è la vita della famiglia Di Meo. Vigneti, case, cantina e il paese di Bacoli.
All’arrivo apriamo due annate vecchie di Falanghina Campi Flegrei DOC 2006 e 2013, a me è tornata fame e non perdo l’occasione di mangiare ancora un po’ di mozzarella. Gli amici si chiedono quale è la migliore annata tra la 2006 e la 2013, io mi chiedo quanto è buona, ottima la mozzarella di bufala di Ponte a Mare con la Falanghina di La Sibilla.

Per finire con immensa soddisfazione, per tutte le volte che ci siamo incontrati, per tutte le volte che sono stato colpito, emozionato dai vostri vini, per la splendida giornata di oggi consegno  a loro il mio modesto adesivo per azienda consigliata da Il Gourmet Errante. Azienda consigliatissima.

Pasquale Pace
Share.

Leave A Reply