Incontri Rotaliani 2021 tra Mezzocorona, Mezzolombardo e San Michele all’Adige

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Incontri Rotaliani
Teroldego e Vini di Riojca
24 – 25 ottobre 2021
Mezzolombardo – Mezzocorona – San Michele all’Adige
di Stefano Calenne

Incontri Rotaliani è l’evento in Trentino che tutti aspettavamo con ansia per festeggiare i 50 anni di vita della Doc sul Teroldego . L’evento, suddiviso in una maratona durata 2 giorni, ha visto la presenza di molti nomi illustri dalle più importanti testate giornalistiche italiane ed estere. Impeccabile il servizio curato in maniera perfetta dai sommelier di Ais Trentino. Gli organizzatori, per dare ancora più piacevolezza, interesse e lustro all’evento, hanno voluto inserire i vini spagnoli della Rioja creando così una sorta di confronto e gemellaggio internazionale tra le 2 denominazioni. La manifestazione si è svolta presso 2 location distinte; la prima, domenica 24 Ottobre, nella suggestiva e storica cantina Martinelli a Mezzocorona la quale da poco restaurata ha arricchito ancor di più di fascino questa esperienza!

La seconda giornata, lunedì 25 Ottobre invece ci si è spostati nella cantina Rotaliana di Mezzolombardo caposaldo della realtà sociale del Teroldego. I protagonisti assoluti sono stati il Teroldego e il suo habitat naturale ovvero la Piana Rotaliana con i comuni di Mezzocorona, San Michele all’Adige e Mezzolombardo. In queste terre la vite viene coltivata ormai da più di 2000 anni. Le prime notizie sul vino ‘Teroldeghe’ sono datate 1300 D.C. Il suo nome sembri derivi da ‘Tiroldola’ o ‘Teroldela’ che stanno a significare il modo di coltivazione della pianta prima dell’arrivo della ‘Pergola Trentina’ e quindi ‘sostenuta da piante’ . La Piana Rotaliana, come anticipato, rappresenta l’habitat naturale del Teroldego e i suoi 412 ettari vitati sono composti da terreni di origine alluvionali causati dall’esondazione del torrente Noce che ha lasciato sulle superfici argillose , sedimenti rocciosi, sabbie e limo.

Questo spettacolare anfiteatro naturale è racchiuso da montagne che proteggono la Piana dai venti freddi e fanno da regolatore termico naturale accumulando così il calore del sole durante il giorno per poi restituirlo la notte. Altrettanto importante la presenza del vento il quale rappresenta un altro elemento fondamentale poiché La sua azione preserva le uve da eventuali formazioni di muffe e marciumi. In questo splendido scenario l’uomo in questi anni non ha dovuto far altro che rispettare e adattarsi a questo meraviglioso paesaggio.

-LE FRON Teroldego Rotaliano Doc 2019 De Vescovi Ulzbach: Rosso rubino denso caratterizzato da una leggera sfumatura violacea, sintomo di gioventù e ottimo stato di salute. Olfatto intrigante e complesso che racconta di un frutto scuro croccante, seguito da una piacevole sensazione erbacea, su uno sfondo leggermente balsamico . In bocca il vino è di grande ricchezza, tannini incisivi che chiedono ancora del tempo per essere addomesticati, acidità viva, chiusura saporita e minerale . Vino persistente che una volta raggiunto il pieno equilibrio si trasforma in un Capolavoro

-MOREI CILINDRICA Vigneti delle Dolomiti Igt 2018 Foradori: Visivamente forse il più bel Teroldego in degustazione. Rosso rubino di media intensità caratterizzato da una nitida luminosità e vivacità di colore. L’olfatto non tradisce! Un frutto fresco che ci parla di una mora di gelso accompagnata dalla viola e dalle spezie dolci. Una super complessità raggiunta dalle note di tostatura di polvere di caffè, cioccolato, liquirizia, su uno sfondo leggermente balsamico. Sorso verticale! Una ventata di freschezza che con se porta un tannino già ben integrato. Buono l’equilibrio e giusta la persistenza aromatica, con un finale tutto incentrato sulla freschezza del frutto. Vino elegante.

– INDULGENTE Vigneti delle Dolomiti Igt 2018 Redondel: Caratteristici colore del Teroldego. Grande intensità cromatica che rendono il vino impenetrabile alla vista. All’olfatto notiamo da subito una forte intensità di profumo estremamente piacevole che ci racconta di un frutto scuro maturo, spezie dolci e un finale etereo e balsamico. Bocca fantastica! Sorso pieno e deciso che spacca in due il vino. Da una parte i tannini belli succosi e saporiti, dall’altra una vivida freschezza. Chiusura olfattiva quasi sapida. Vino pronto e molto persistente . Massiccio e soddisfacente.

-OTTAVIO Teroldego Rotaliano Superiore Riserva Doc 2018 De Vigili: Questa giovane cantina che affonda le sue radici all’inizio dell’ 800, non smette di stupire per i suoi vini estremamente territoriali. Proveniente da un piccolo appezzamento e da vigne molto vecchie, l’Ottavio colpisce per la sua grande ricchezza di materia, limpidezza e luminosità. Olfatto tipico, di grande profondità e complessità, una qualità sicuramente eccellente. Al palato a stupire è la sua estrema finezza, tannini da masticare e chiusura di bocca lunga con piacevoli ricordi di mora, mirtilli e spezie dolci. Bella scoperta.

-SANGUE DI DRAGO Teroldego Rotaliano Doc 2018 Marco Donati: Un vero e proprio “Grand Cru” del Teroldego il vigneto storico dal quale proviene il Sangue di Drago. Situato nel cuore della Piana Rotaliana da piante molto antiche (anche 100 anni). Questo vino è un vero punto di riferimento territoriale. L’esame visivo ci parla di una lucente gioventù. L’olfatto è di qualità eccellente! Profumi primari, secondari e terziari tutti presenti e perfettamente percettibili. Sorso sontuoso! La grande maturità della vigna da tutti i suoi frutti! Ottima l’acidità e la morbidezza. Tannini perfettamente integrati che con il tempo diventeranno “vellutati”. Chiusura minerale dalla lunga persistenza aromatica. Vino leggendario.

-LUIGI Teroldego Rotaliano Riserva Doc 2016 Dorigati: Rosso rubino intenso, di grande consistenza nella rotazione, caratterizzato da una leggera sfumatura che vira sul granato. All’olfatto emerge un’importante sensazione di frutta scura matura quasi sotto forma di confettura, spezie dolci e balsamiche anticipano una parte di leggera tostatura in cui emergono liquirizia e caffè. In bocca il sorso non delude le attese del Luigi. I 5 anni trascorsi non ne hanno minimamente intaccato la freschezza. Tannino scalpitante ed una chiusura lunga e minerale lo rendono piacevole e ci riportano volentieri alla bevuta. Vino perfetto.

-GRANATO Vigneti delle Dolomiti Igt 2009 Foradori: La famiglia Foradori con questo vino ha messo le basi concettuali di un Teroldego in grado di poter sfidare il tempo. Il Morei mi aveva stupito per la sua eleganza giovanile, come il Granato con la differenza di 10 primavera in più sulle spalle. A renderlo unico in bocca è l’acidità e leggerezza, tanto frutto maturo e un tannino che ancora vuole dire la sua! Chiusura olfattiva quasi infinita e molto minerale. Memorabile.

-GRAN MASETTO Vigneti delle Dolomiti Igt 2008 Endrizzi: Il Teroldego del tutto e tanto!!! Il Gran Masetto è un vino diverso rispetto a tutti gli altri in degustazione. 100% uve Teroldego, di cui la metà subisce un processo di appassimento di circa 3 mesi. Il risultato lo si può definire un po’ “Amaroneggiante” e donano al vino colori più intensi, di grande vivacità e luminosità. Olfatto praticamente infinito dove raccontare i profumi diventa quasi impossibile per via di quanti se ne possono percepire. In bocca struttura (15,5 Vol) e morbidezza bilanciano perfettamente un tannino muscoloso. L’acidità fa’ da “trait d’union” tra le due parti. Chiusura olfattiva praticamente infinita per un vino quasi da masticare. Colosso.

-NOS Teroldego Rotaliano Superiore Riserva 2003 Mezzacorona: L’azienda Mezzacorona rappresenta un vero è proprio colosso enologico nazionale, Nos è la super e selettiva selezione delle migliori uve di Teroldego, provenienti dai più antichi e vocati vigneti di tutto il territorio. Sono poche migliaia le bottiglie prodotte. Per una qualità generale che raggiunge i vertici massimi regionali e non solo … A colpirmi più di tutto è stata la bevuta che durante la degustazione l’ho definita: “da grande Pinot Nero”. Monumentale.

-CLESURAE Teroldego Rotaliano Doc 2001 Cantina Rotaliana: Quando Luciano Lunelli (ex direttore aziendale) decise di produrre questo vino aveva già intuito tutto il potenziale evolutivo del Teroldego. Tra i vini degustati durante questi 2 giorni, il Clesurae 2001 è stato l’unico a farmi dire: “Ecco finalmente il Teroldego che ha raggiunto la pace dei sensi” Un tannino vellutato, buona acidità ma soprattutto una grande mineralita’ lungo tutta la bevuta. Vino perfettamente equilibrato che con il tempo ha raggiunto la perfetta maturazione. Pazzesco.

Stefano Calenne

Pasquale Pace
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