Una giornata nelle Langhe con persone che ti sbalordiscono ogni volta.

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Az. Agricola Conterno Fantino
Via Ginestra, 1
Monforte d’Alba (Cn)
www.conternofantino.it

Ristorante L’Argaj
Via Alba Monforte, 144
Castiglione Falletto (Cn)
www.argajristorante.it

Az. Agricola Icardi – Cascina San Lazzaro
Strada Comunale Balbi, 30
Castiglione Tinella (Cn)
www.icardivini.com

Az. Agricola Rivetti Massimo
Via Rivetti, 22
Neive (Cn)
www.rivettimassimo.it

Vini Curto – Az. Agricola Curto Marco
Frazione Annunziata
Borgata Ciotto, 59
La Morra (Cn)
www.vinicurto.it

Ricordando una giornata che più lunga e intensa non si può. Si inizia alle otto con una buonissima e giusta colazione a Neive dove dormo nel  Borgese Camere e Suites, di una tranquillità paciosa ed elegante e che dovrò lasciare il giorno seguente. Sono stati giorni intensi di degustazioni, ma oggi sarà una giornata di visite che terminerà molto tardi. Si parte alle 9,00 precise, io, Mariagrazia Icardi e Marco Catena, direzione Monforte d’Alba. Inizia a piovere, mi sa tanto che resterà un desiderio vedere il panorama dalla torretta di Conterno Fantino. Questa è la visita che ci aspetta, arriviamo puntuali, la pioggia aumenta, si apre il cancello e quest’aria fresca da quel qualcosa in più alla vista di una bellissima entrata, si parcheggia, la pioggia si attenua per farci raggiungere  il posto coperto più vicino, ci fanno accomodare in cantina aspettando chi ci farà fare la visita, quindi per un po’ può piovere ancora. Si inizia la visita dal piano vinificazioni e inizio delle fermentazioni, tutto sembra esagerato, ma poi penso che qui ogni attimo è importante durante un breve periodo dell’anno e tutto può servire per dare attenzione all’uva, al mosto, d’altronde il loro motto, che a me piace, è: “Il nostro vino è uno di noi”. Si scende ancora e qui si resta senza fiato, barrique a perdita d’occhio, ancora acciaio, un grande storico… e l’acqua scorre, tutto è davvero tanto interessante. Si torna su, si passa in sala degustazione, è bello vedere la pioggia tra i vetri, ma la torretta nonostante il maltempo, non voglio perdermela. Non si vede nulla, tanta è la nebbia, ma si può immaginare dove lo sguardo potrebbe arrivare, magari a vedere tutti i 27 ettari di proprietà dei Conterno, tutti nel comune di Monforte. Iniziamo la degustazione: i vini bianchi, due Chardonnay 100%, il “Prinsìpi” DOC 2016, non giudico vini di annata già in bottiglia dal 22 Dicembre 2016; il Bastia DOC 2015, oggi il legno invade il gusto del vino, lo vorrei risentire tra qualche anno; si passa ai rossi, Dolcetto D’Alba “Bricco Bastia” DOC 2016, la giusta acidità mi fa pensare a cosa sarà dopo l’estate, avendolo bevuto in altre occasioni… ho voglia di aspettarlo; Barbera D’Alba “Vignota” DOC 2015, da 5 vigne separate, 5 fermentazioni separate, l’assemblaggio viene dopo la malolattica, la cura di tutto porta ad avere in bottiglia una gran buona Barbera D’Alba; Langhe Nebbiolo “Ginestrino” DOC 2015, non amo particolarmente i Nebbioli di entrata, questo lo conferma; Langhe Rosso “Monprà” 2014 , da Nebbiolo 50% e Barbera 50% , i due vitigni vengono vinificati a parte, sono assemblati solo prima dell’imbottigliamento, un vino ancora giovane, da risentire appena possibile; Barolo “Vigna del Gris” DOCG 2013, non ricordo se era aperto, ma credo che un Barolo di Conterno Fantino non può stare in queste condizioni, te lo dico, per te sta bene… andiamo avanti; Barolo Castelletto Vigna Pressenda DOCG 2013 è la prima volta di questo vino, posso solo dire che mi lascia con molta curiosità, lo vorrei risentire tra qualche mese, magari a Merano; Barolo “Mosconi Vigna Ped”2013 , acidità, legno in equilibrio, un vino, una bottiglia che fa già parlare di sé, che diventerà un gran bere (90+); Barolo “Sorì Ginestra” DOCG 2013,  un vino, un cru, un desiderio di averne sempre, una parola sola… adorabile, sei meno pronto del 2011 e del 2012 , ma io ti berrei sempre e comunque (92).  Quando sembrava tutto finito ecco arrivare Guido, la prima cosa che ha detto dopo i saluti è stata adesso è ora di uno Champagne, purtroppo lo Champagne non c’era in frigo e il primo brindisi è stato fatto con il Sorì Ginestra, il secondo con uno spumante di Rocche dei Manzoni, il Valentino Metodo Classico Brut “Riserva Elena” DOCG 2011, da uve Pinot Nero 30% e  70% Chardonnay, anche se fuori continuava a piovere, questo spumante ha la dote di rinfrescarti la beva, davvero un buon aperitivo. Le foto di rito ci stanno, così come i complimenti per questa stupenda realtà vinicola italiana.

Ci si saluta e appena fuori dalla cantina si pensa al pranzo, siamo a Monforte, per andare a casa Icardi si deve passare per Castiglione Falletto, questo paese per diverse volte è stato dormire e mangiare a La Locanda di Valentina e Andrea, loro però si sono trasferiti,  il loro locale lo vedo bene per un piatto solo, ok vai andiamo… senza prenotare, ci sta la sorpresa. Arriviamo presto, un ampio parcheggio ci attende, piove ancora si entra di corsa, vado subito in cucina, mentre entro incontro Valentina, è bello rivederla è bello stare ancora qui con loro, con la cucina di Andrea, saluto anche lui, siamo tutti e tre felici, è ora di iniziare è troppo poco il tempo.  Si sceglie in fretta da un menù che mi piace, poche e giuste cose, siamo in tre ci divederemo i piatti per assaggiare di più. Si inizia e Andrea mi sbalordisce subito con il primo benvenuto: bignè con fegatini di coniglio, bigné perfetto, la frutta secca sopra che dà croccantezza, il patè ti fa dire alla faccia del benvenuto, è buonissimo. Ancora,  nuvola di parmigiano con aria di miele , ancora un benvenuto stuzzicherino, bravi Andrea e Valentina. Arriva il mio antipasto: Uovo croccante con crema di parmigiano e asparagi. Voglio iniziare dagli asparagi, mangiare una verdura cotta così croccante mi piace molto, questa non so se è la perfezione ma ci siamo vicini, buonissimi… mentre pensi a questo, apro l’uovo e anche qui la cottura è come piace a me, la crema di parmigiano fa il resto dando sapidità e morbidezza, per un piatto davvero notevole. Arriva un piatto da assaggiare in tre, Roast-Beef di cervo, con salsa alla barbabietola, e cips di polenta. Piatto offerto da Valentina e Andrea, uno dei piatti che non prenderei mai… e invece… intrigante assai.  Non volevamo il dolce, ma uno in tre si può e arriva un capolavoro: Cilindro al cacao con torrone e caffè. Un torrone che dire buono è dir poco, uno dei torroni più buoni della mia vita, adoro il torrone, se poi ci aggiungi il caffè perfetto come questo divento pazzo, questo dolce è buono da impazzire. Sarà uno dei miei tre dolci da ristorante per il 2017. Si chiude con un buon caffè e dell’ottima piccola pasticceria. Vado via con grande piacere dopo aver visto questa coppia nel loro nuovo ristorante, tornerò a metà settembre in Langa e chissà che non ci scappi un altro ottimo pranzo di passaggio.

Si riparte, destinazione Castiglione Tinella, destinazione Icardi, destinazione amicizia, destinazione biodinamica seria. Con noi c’è Mariagrazia, all’arrivo ci aspettano Claudio e Luca, rispettivamente fratello e figlio di Mariagrazia. Quando arrivi qui non si può mancare a una passeggiata tra le vigne, lo so, il terreno è bagnato e sarà un casino, ma Claudio pagherà con qualche apertura eccezionale, la passeggiata è vedere anche i fiori che crescono ai bordi delle vigne, vedere la biodinamica che sviluppa solo il buono dalla terra, vedere l’entusiasmo di Claudio nel raccontare il suo lavoro. Si torna in cantina con le scarpe piene di fango, ma va bene così, Marco va a vedere la cantina io scelgo i vini, sono curioso di sentire l’evoluzione del Dadelio Bianco 2014, questo vino di evoluzione positiva ne ha… e ne continuerà ad avere. Per capire ciò si apre anche il Dadelio Bianco 2010, qui in tutta la sua prima volta si vede che c’era già tanta sostanza. Sentiti questi bianchi si passa a un Pafoj vecchio, si passa al 2000, vino di un assemblaggio tra Cortese, Sauvignon, i due vini affinano in barrique e Chardonnay che affina in acciaio, il modo di come era fatto in quei tempi non lo ricordo e non l’ho chiesto perché siamo rimasti colpiti dalla bontà, dalla buonissima evoluzione di questo Pafoj. Infine un grande Barbaresco Montubert  2001, non è la prima volta che bevo questo 2001, ogni volta è una sensazione ricca di un vino davvero che sta reggendo al tempo, calcolando che questa annata è super, penso che resisterà ancora per molto e di storico qui, qualcosa c’è. Si sceglie anche un vino per la serata, poi vi dirò, si parla dell’imminente Vinitaly.

Ci si saluta con Claudio e Luca e si parte per ritornare a Neive per poi andare ad Alba a casa di una produttrice di La Morra, Nadia Curto. Prima di partire c’è il tempo per un aperitivo e si va in un bel locale, su una bella piazzetta, il locale è dell’azienda vinicola Massimo Rivetti, a gestirlo i suoi figli, l’aperitivo si fa con un metodo classico bianco, prodotto con Nebbiolo, Pinot Nero e Chardonnay, resta 5 anni sui lieviti, per portarti un calice di un ottimo spumante, davvero una buona sorpresa, nel parlare mi sono ricordato di aver degustato un suo rosso, alla vista dell’etichetta mi sono ricordato della loro Barbera d’Alba Superiore Serraboella, questa è la 2014, mi piace e con i salumi dell’aperitivo è davvero una ottimo abbinamento. Si saluta, si fanno i complimenti, ci si ripromette una visita, vado via felice di aver visto anche il futuro in questa azienda, il futuro nei figli del proprietario.

Si parte per Alba per andare a casa di Nadia proprietaria dell’azienda Vini Curto – Az. Agricola Curto Marco, non prima di aver fotografato un bellissimo tramonto. Si inizia con uno Sautillant Sauvignon e Chenin Petillant Naturel 2015, spumante ancestrale da uve Sauvignon e Chenin, la Loira che non finisce mai di stupirti . Lo beviamo, lo tracanniamo con gli ottimi salumi, che già conoscevo, selezionati da Nadia.  Si passa alla carne cruda, in Piemonte non può mancare e si passa a uno Champagne – Nomine-Renard Special Club, Millesimato 2010, lo beviamo non solo con la carne, anche con asparagi e uova a dimostrazione che vini così stanno bene con tantissime cose, arriva la pasta, un piatto esagerato, arriva un Barolo, purtroppo il bianco di Borgogna era tappato, si decanta è un 2001 Arborina, un vino che sta in un modo incredibile, davvero una gran conclusione di una giornata lunga e bella… ma giornate cosi non meritano di finire, quindi chitarra in mano a Davide, marito di Nadia, si canta e si degusta un Barolo Chinato a finire di una giornata con persone fantastiche, in luoghi di una bellezza incredibile, nelle Langhe nostro orgoglio e Patrimonio dell’Unesco.

Pasquale Pace
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