Degustazione VAN tra scoperte, conferme e formaggi di Gregorio Rotolo

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VAN Vignaioli Artigiani Naturali
Natural Critical Wine
10-11 Novembre 2018
Roma
www.vignaioliartigianinaturali.it
www.ilgourmeterrante.it
www.codivin.com
www.cantinaconforme.it
www.vinointorno.it

49 produttori di vino naturale da tutta Italia, Slovenia e Spagna erano presenti alla ‘Città dell’altra Economia’ di Roma, a Testaccio, per la degustazione organizzata durante “VAN” la fiera dei Vignaioli Artigiani Naturali nei giorni sabato 10 e domenica 11 Novembre 2018.  

Qual è l’obiettivo di VAN? “Promuovere Vini genuini ottenuti da uve raccolte manualmente, da agricoltura biologica o biodinamica, unicamente da fermentazioni spontanee e senza aggiunte di alcun additivo o coadiuvante enologico di vinificazione, maturazione e affinamento.” (si legge nel loro sito)

Si tratta di un mercato in espansione che vede la produzione di questi vini dal Gusto sincero e senza alcun tipo di pretesa. Vini che vengono prodotti come una volta, ricordando in positivo, ad esempio (per chi ne ha avuto la fortuna), il vino del Nonno; un vino il cui sapore poteva variare ogni anno, proprio perché non frutto di miscele chimiche e macchinari intensivi. Si trattava di vino “vero”. Questa è la filosofia, la norma vitale percepita in quei due giorni che nell’odierno 2018 vive la sua ottava edizione, con 200 vini di pura bontà e carattere.

Tante aziende, molte scoperte ma anche grandi conferme.

I Franciacorta non Franciacorta di Mario Gatta sono stati una scoperta meravigliosa. Spumanti metodo classico avvolgenti e di una freschezza e mineralità incredibile. Si tratta di spumanti di grande stoffa, frutto di lunghi periodi su lieviti indigeni e lavorazioni d’altri tempi.
Segnalo lo spumante metodo classico dosaggio zero ‘Traccia’, a base di uve chardonnay 100% affinato sulle fecce per 40 mesi. Segue il fratello maggiore Spumante Rosé Dosaggio Zero Metodo Classico ‘Era’, un pinot nero in purezza che fa un affinamento sui lieviti di ben 120 mesi, creando così un vero portento. Uno spumante pregevole che sa regalare degli assaggi autentici e avvolgenti, legati da una nobile finezza .

La cosa che rende sempre più appassionanti questi incontri degustativi è proprio quello di scoprire cose nuove, conoscere aziende fantastiche, ma anche dare un ulteriore conferma al lavoro di altre. E’ questo il caso di ‘Tenuta del Conte’, azienda Calabrese che riflette tutto il carattere della regione nei suoi vini. Vini di grande spessore e bevibilità. Il rosato, figlio del Gaglioppo 100%, che in questa terra sa dare il suo meglio, è il mio chiodo fisso. Sarà perché ha un gusto che rievoca note antiche e vivaci, sarà per il colore meraviglioso che ti spinge a berne ancora, grazie a questa terra calda, rinfrescata da brezze marine, trova il compendio nel bicchiere del fortunato assaggiatore. Non vedo l’ora di incontrarli di nuovo a Vinointorno, anche perché, parlando, mi hanno detto che porteranno le loro nuove magliette dell’azienda, colorate e carinissime, purtroppo non in vendita durante la due giorni di VAN. Inutile a dire che mi sono consolato con un altro assaggio del Rosato.

In Questo turbinio di ‘assaggi naturali’ e gusto, non poteva mancare un tassello food altrettanto naturale. Sto parlando degli Ancestrali Formaggi di Gregorio Rotolo. Gente! niente di così buono prima d’ora. Gregorio è un pastore Abruzzese che ha due passioni: i suoi animali e la sua terra. Ciò riverbera nei suoi prodotti unici; formaggi con un sapore inimitabile, che varia da forma a forma (di formaggio) e che regalano grandi istanti di piacere. Sicuramente effetto delle terre incontaminate del parco Nazionale d’Abruzzo. Un luogo incolto ritrovato all’interno dei suoi prodotti. A tratti veraci e con uno spiccatissimo carattere.
Ci siamo quindi concessi una piccola degustazione. Gregorio ci ha indirizzati così: caciotta di capra; stagionato di capra; pecorino semistagionato; un caciocavallo semistagionato; un trittico, tre latti- vacca- pecora- capra a pasta filata; pecorino di 24 mesi; un caciocavallo stagionato in barrique; un formaggio di mucca stagionato 26 mesi; un assaggio di marcetto (altro non è che pecorino frullato con acqua e fermentato).

Una vera e propria esplosione di sapori e consistenze. Il trittico e il caciocavallo in Barrique resteranno per sempre nel mio cuore. Ho assaporato un gusto autentico con gli assaggi di queste creazioni, lavorate con maestria e sapienza da Gregorio, solito portatore della bandiera casearia Abruzzese, se non Italiana!

In nessun miglior modo poteva concludersi la degustazione. E’ grazie ad artigiani così che si prova un SAPORE in più ad essere Italiani.

 Andrea Tabolacci  

Pasquale Pace
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