Belle Helene – Muscari Tomajoli – Tenuta il Radichino, tre aziende in un giorno, tre aziende (4) a cui ho dato il mio adesivo per locale o azienda consigliata da il Gourmet Errante

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Belle Helene
Pasticceria – Caffetteria – Produzione Artigianale
Via G. Garibaldi, 12
Tarquinia (Vt)

Azienda Muscari Tomajoli
Strada Bandita del Casalnuovo
Tarquinia (Vt)
www.muscaritomajoli.it

Tenuta Il Radichino – Famiglia Pira
Località le Chiuse
Ischia di Castro (Vt)
www.tenutailradichino.it

Tutto in un giorno, partire dal mio paesello per quello che sarà il primo giorno di 12 erranti.
La prima tappa a Tarquinia dalla Belle Helene.
Varcare questa entrata è per me ogni volta qualcosa di bello, mi trasmette gioia, sorpresa, immensa goduria già al pensiero di andare ad assaggiare le creazioni di Francesca Castignani. Oggi eravamo in sette e si è assaggiato di più. Ogni dolce ha un suo perché, ogni dolce mi fa dire quanto è brava… ma che dici brava, bravissima… ma che dici bravissima, bravissima assai Francesca.
Cornetto al cioccolato di fantastica fattura.
Treccina di sfoglia alle noci pecan e sciroppo d’acero, un dolce insolito, un po’ all’americana, ma che è piaciuto a tutti!
Il dolce per la festa delle donne… era buonissimo e mi ha fatto gridare: EVVIVA LE DONNE, EVVIVA ALLA TUA BRAVURA!
Circa dieci dolci in cui  si evidenzia il mondo grande di Francesca e di tutto ciò che lei fa, mettiamoci anche che qui ormai il caffè è di gran fattura, così come il cappuccino. Il cappuccino potrebbe partecipare a ogni concorso mondiale e arriverebbe sicuramente sul podio… ho voglia di prenderne un altro.
La Sacher era buona lo stesso, era a modo tuo, però per una volta non mi trovi d’accordo.
Oggi poi ero da te per darti il mio adesivo per locale consigliato da il Gourmet Errante, ecco nella didascalia di questa foto potete leggere il tutto (https://www.facebook.com/photo?fbid=10221968868362181&set=a.10221938459081968); è il primo di 4 oggi.

La seconda tappa è nell’azienda Muscari Tomajoli.
Dalla Belle Helene alla cantina di Marco, è un lampo, arrivarci con lui è stato ancora più veloce. Arrivare e restare sorpreso da tanti spazi, lo sguardo si perde fino al mare, Marco ci indica le isole toscane e anche la Corsica, davvero belle vigne, poi aggiungo che è quasi primavera e tutto è più pieno di luce e colori.
La cantina piccola, essenziale, ma tanto pulita e funzionale.
Ci sediamo e la degustazione sarà raccontare la storia dell’azienda e della nostra conoscenza.
Per la filosofia dell’azienda vi rimando sul loro sito, leggetela però, perché è davvero interessante, io però sottolineo le basse rese per ettaro. Per ogni vino stiamo a circa 50 ql di uva.
Quattro annate del Nethun, da uve vermentino 100%, esce dopo un anno dalla vendemmia, solo acciaio.

Nethun 2014, leggera ossidazione al naso, lo lascio stare, lo trastullo un po’ e sparisce, si fa bere senza esaltarmi più di tanto. Si era giovani e agli inizi, in un’annata non tanto tra le migliori, va più che bene

Nethun 2016, il ricordo piacevole che avevo, oggi si è trasformato in finezza, vino ancora pienamente in forma, mi piace tanto il suo essere compiuto.

Nethun 2018, rimasi un po’ deluso alla sua uscita, avevo aspettative maggiori dopo l’annata 2016, resta sempre un buon vino, con la giusta acidità che mi fa pensare a tempi futuri.

Nethun 2019, non lo so se si è trovata la quadratura del cerchio, spero che sia sempre più perfetta, però questo vino è davvero buono già dai profumi che stimolano alla beva, la bocca viene invasa da un’acidità precisa, mi arriva il mare che ho sognato prima, mi arriva la voglia di dire che questo vino mi piace tanto.

Velca rosato 2019 si fa piacere.
Pantaleone in tre annate 2015 – 2016 – 2019, sono felice che questo vino sta crescendo anche perché si stanno capendo quei piccoli sbagli che si sono fatti. Il 2019 da Petit Verdot solo acciaio, vino piacevole che vorrei risentire tra qualche mese di più in bottiglia.

Una visita, una degustazione che mi ha fatto tanto piacere e capire. Lo ammetto, non avrei voluto darti il mio adesivo, poi invece per quello che ho degustato e visto, credo tanto a questa azienda. Per tutto ciò, eccomi a darti il mio adesivo per azienda consigliata da il Gourmet Errante.

La giornata è lunga, come sarà lunga la sosta, il pranzo dalla famiglia Pira.
Il pranzo ha portato, per i formaggi già ero convinto, a dare due miei adesivi in un colpo solo.
Uno per l’azienda che produce formaggi, l’altro per il ristorante. Le motivazioni sono molto valide altrimenti non avrei dato il mio stemma per azienda e per locale consigliati da il Gourmet Errante. Oggi è stata la prima volta a pranzo dalla famiglia Pira, avevo sempre sentito parlare di ciò che accadeva qui, io però credo solo a ciò che vedo con i miei occhi. L’inizio è con circa 20 tipi di formaggi, tra buoni, fino ad arrivare ad alcuni ottimi assai. Poi zampetti di maiale (super), verdure di campo buonissime (cotte a puntino).
Quattro primi a scelta, li ho provati tutti e due mi sono piaciuti particolarmente. S
i passa ai secondi, si passa al trionfo della “ciccia”.
Cotolette panate e fritte, un maialino cotto – qui sono sardi – in maniera impeccabile, buonissimo, da ripetere prima possibile, a finire una carne al sugo da farci la scarpetta fino a esaurimento.

I vini qui ci sono e per la maggior parte sono vini che mi piacciono, sono i vini della Tuscia e qualcosa della maremma – non è tanto lontana. Oggi qualcosa l’avevamo portata noi e si è bevuto niente male.
A finire un bellissimo tramonto ad accompagnare l’attaccamento degli adesivi. Prodotti e locale consigliatissimi.

Una giornata che desideravo da tempo, una giornata di quelle che una volta si chiamavano “fuoriporta”, una giornata da ripetere e che consiglio a tutti, visitando, degustando e mangiando in due aziende e in due locali consigliati da il Gourmet Errante.

Pasquale Pace
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