I Tre Bicchieri della Campania per la guida “Vini d’Italia 2021” del Gambero Rosso… con un mio piccolo commento

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Tre Bicchieri Campania   
Vini d’Italia 2021 del Gambero Rosso
Via Ottavio Gasparri, 13/17
Roma
www.gamberorosso.it
www.ilgourmeterrante.it
www.codivin.com
www.cantinaconforme.it
www.vinointorno.it

Eccomi a ripetere lo scritto dellanno scorso, con una felice novità dellazienda Scuotto. La misi come il non cera e questanno, finalmente, ha preso i suoi primi tre bicchieri. Per il resto tutto come lanno scorso. 23 tre bicchieri lanno scorso, quest’anno 23, sempre quel numero fortunato che ormai fa della Campania la regione con  tanti vini che mi piacciono, ce ne sono diversi in questo elenco, ma tanti ne mancano, ecco quest’anno voglio elencare un po’ di aziende che non sono più tra i premiati da qualche anno, mi riferisco a Cautiero, Perillo, Ciro Piacerello (ma vi ha fatto qualcosa?), Tenuta Sarno di Maura Sarno, Villa Diamante, Vadiaperti, poi ci sono i mai premiati, tra questi tre in particolare, una che mi sembra il caso che la prendete in considerazione sul serio, lei è Masseria Felicia, poi ci sono due piccoli campioni, uno è un mito per me, ed è a Capri, lui è Andrea Koch con la sua Scala Fenicia.
I grandi vini spaziano su tutto il territorio della regione, così come la grande gastronomia, così come la grande bellezza del mare, dell’arte, e dei prodotti che questa meravigliosa regione produce. Sono tra i miei vini preferiti, lo dico da sempre.

Con questo mio scritto eccomi, come ogni anno a pubblicare i Tre Bicchieri del Gambero Rosso. Come sempre qualcuno storcerà la bocca, ma ognuno è padrone di ciò che vuole fare della propria vita e a me questa cosa diverte. Sono un curiosone, mi diverte controllare, curiosare, confrontare con gli anni passati. Questanno continuo a commentare le regioni e i vini dopo aver trascorso tre giorni a Roma, dopo aver partecipato a tutti e tre i giorni di degustazione. Una volta ne ero veramente preso per tutto l’anno, non lo nego, con le guide ho imparato tante cose, oggi le metto in libreria e poche volte le vado a prendere, ma le voglio perché mi diverte averle e a volte consultarle.

Ecco l’elenco dei premiati con il commento, tra virgolette, per la regione da parte della redazione del Gambero Rosso:

 I migliori vini della Campania 2021

Il panorama vitivinicolo della Campania

In Campania si raggiungono picchi di sapore rari. Li troviamo nei vini quanto nei piatti di una regione che ha tra le mani un patrimonio di biodiversità pazzesco. In regione si mangia bene, si cucina saporito. Tutto questo nel bicchiere si sente eccome.

La superficie vitata? Abbraccia 24.200 ettari e in Guida vi raccontiamo 106 cantine, con tante new entry, dal più piccolo artigiano alla grande azienda da milioni di bottiglie. In un panorama a dir poco variegato, le costanti in bottiglia sono l’impronta marina e le suggestioni mediterranee. Pensiamo ai vini delle isole, alle viti a piede franco sulle pendici del Vesuvio, le vigne che guardano il mare nel Cilento o quei meravigliosi fazzoletti di vigne sotto forma di terrazze della Costiera Amalfitana. Ma anche sulle colline del Beneventano o dell’Irpinia i suoli presentano alte quote di sedimenti fossili marini, con strati di tufo e calcare. E nel Casertano ritorna l’influenza vulcanica a conferire un ritmo sapido più scuro ai vini.

I Tre Bicchieri 2021 della Campania

Quest’anno la Campania strappa 23 Tre Bicchieri. Diamo il benvenuto nel club a due cantine: Tenuta Scuotto, grazie al Fiano d’Avellino del 2019, e Fiorentino in virtù di un ottimo Taurasi del 2015. La geografia dei Tre Bicchieri vede in testa l’Irpinia con 12 Tre Bicchieri, segue il Sannio con quattro premi, tre nel Salernitano, due nel Casertano, altrettanti nei Campi Flegrei, in questo caso in provincia di Napoli. Il Fiano di Avellino conferma il primato in regione, ma anche Greco di Tufo e Falanghina, tanto nel Sannio quanto sui territori Flegrei, confermano il momento positivo grazie a una buona annata come la 2019. Segnali importanti arrivano dal Taurasi, da anni non collezionava ben quattro premi, grazie a interpretazioni che non giocano solo la carta della potenza. In chiusura, vi proponiamo alcuni Due Bicchieri Rossi, ottimi vini approdati alle nostre finali. Partiamo dal Greco di Tufo Le Arcaie di Passo delle Tortore, prima assoluta in Guida; l’ultimo vino proposto da Nanni Copè, il meraviglioso bianco Polveri della Scarrupata; poi, il timbro unico, maturo e fumé del Terra di Lavoro di Galardi; la trama salata, sulfurea e potente del Greco di Tufo Miniere di Angelo Muto. E, ancora, La Matta Dosaggio Zero di Casebianche, un Fiano spensierato che rifermenta e danza in bottiglia; il Grecomusc’ di Contrade di Taurasi profumato di erbe di montagna; infine, il Fiano prodotto in uno dei luoghi più suggestivi del pianeta: siamo a Punta Tresino, in Cilento: il Fiano di San Giovanni dà del tu al mare anche nel bicchiere.

  • Campi Flegrei Falanghina Cruna deLago ’18 – La Sibilla (come sempre un vino fantastico, quest’anno ancora di più. Tra i miei 16 assaggi preferiti della degustazione)
  • Campi Flegrei Piedirosso Colle Rotondella ’19 – Cantine Astroni (un’ottima espressione di piedi rosso)
  • Core Bianco ’19 – Montevetrano (non è male)
  • Costa d’Amalfi Furore Bianco Fiorduva ’19 – Marisa Cuomo (ormai un monumento di Furore, della costiera amalfitana, della Campania, dell’Italia e del mondo tutto)
  • Falanghina del Sannio Janare Senete ’19 – La Guardiense (in questa cooperativa si lavora bene)
  • Falanghina del Sannio Sant’Agata dei Goti V. Segreta ’18 – Mustilli (ne ho sentito di annate migliori)
  • Falanghina del Sannio Svelato ’19 – Terre Stregate (mi piace da sempre)
  • Falanghina del Sannio Taburno ’19 – Fontanavecchia (ne saprete sicuramente più di me)
  • Fiano di Avellino ’19 – Colli di Lapio (un fantastico Fiano di Avellino, prodotto da un’azienda fantastica)
  • Fiano di Avellino ’19 – Tenuta Scuotto (e finalmente)
  • Fiano di Avellino Alimata ’18 – Villa Raiano (non è niente male)
  • Fiano di Avellino Pietramara ’19 – I Favati (un vino buonissimo prodotto da un’azienda bravissima)
  • Fiano di Avellino Tognano ’17 – Rocca del Principe (uno dei vini bianchi più buoni che oggi sono in Italia)
  • Greco di Tufo ’19 – Fonzone (ne saprete sicuramente più di me)
  • Greco di Tufo Claudio Quarta Special Edition ’19 – Sanpaolo di Claudio Quarta (ne saprete sicuramente più di me)
  • Greco di Tufo G ’19 – Di Meo (non è niente male)
  • Morrone Pallagrello Bianco ’18 – Alois (il re del Pallagrello bianco)
  • Pian di Stio ’19 – San Salvatore 1988 (anche le bufale iniziano ad amare il Pian di Stio)
  • Taurasi ’16 – Donnachiara (non lo conosco)
  • Taurasi ’15 – Fiorentino (non lo conosco)
  • Taurasi V. Cinque Querce ’13 – Salvatore Molettieri (un Taurasi che non tradisce mai)
  • Taurasi V. Macchia dei Goti ’16 – Antonio Caggiano (un monumento del Taurasi)
  • Zagreo ’18 – I Cacciagalli (bello leggere questo vino, in questo elenco)
Pasquale Pace
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