{"id":6227,"date":"2026-10-09T06:12:51","date_gmt":"2026-10-09T06:12:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/?p=6227"},"modified":"2026-10-09T06:12:51","modified_gmt":"2026-10-09T06:12:51","slug":"la-campania-nella-guida-slow-wine-2027-la-guida-ai-vini-buoni-puliti-e-giusti-a-milano-ci-saro-con-grande-piacere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/la-campania-nella-guida-slow-wine-2027-la-guida-ai-vini-buoni-puliti-e-giusti-a-milano-ci-saro-con-grande-piacere\/","title":{"rendered":"La Campania nella guida Slow Wine 2027. La guida ai vini buoni, puliti e giusti. A Milano ci sar\u00f2 con grande piacere"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-6227 gallery-columns-3 gallery-size-full'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/250.jpg'><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1840\" height=\"2024\" src=\"https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/250.jpg\" class=\"attachment-full size-full\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/250.jpg 1840w, https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/250-273x300.jpg 273w, https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/250-931x1024.jpg 931w, https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/250-768x845.jpg 768w, https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/250-1396x1536.jpg 1396w\" sizes=\"(max-width: 1840px) 100vw, 1840px\" title=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>Slow Wine\u00a0Guida 2027 \u2013 Campania<br \/>\nLa pi\u00f9 grande degustazione dell\u2019anno<br \/>\n17 Ottobre 2026<br \/>\nSuperstudio Maxi<br \/>\nVia Mocucco, 35<br \/>\nMilano<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.slowfood.it\/slowine\/\">www.slowfood.it\/slowine\/<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/\">www.ilgourmeterrante.it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.codivin.com\/\">www.codivin.com<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.vinointorno.it\/\">www.vinointorno.it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.izziliquori.it\/\">www.izziliquori.it<\/a><\/p>\n<p>La Campania in Slow Wine 2027<\/p>\n<p>Potrete incontrare le Cantine premiate e assaggiare i Top Wine della Campania durante la\u00a0degustazione che si terr\u00e0 a Milano sabato 17 ottobre 2026.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/shop.slowfood.it\/shop\/home_stores\/index.php?category=cf22cc86-b070-4451-82c7-fe76e95061c7&amp;store=3\">Acquista qui il tuo biglietto!<\/a><\/p>\n<p>Il costo dell\u2019ingresso \u00e8 di 49 euro (39 euro per i soci Slow Food e i soci Fisar) e comprende anche una copia della guida\u00a0Slow Wine 2025.<br \/>\nDalle 14 alle 20 negli ampi spazi del\u00a0Superstudio Maxi, in via Moncucco 35, troverete i banchetti di assaggio con la presenza diretta dei produttori: in definitiva ci saranno pi\u00f9 di 800 vini da assaggiare, per la gioia di ogni palato.<\/p>\n<p>Il mio palato come sempre ci sar\u00e0 perch\u00e9 davvero questa \u00e8 una degustazione entusiasmante.<br \/>\nSono tanti i vini presenti che mi piacciono, aspetto l\u2019elenco definitivo per scegliere e farmi un piano.<br \/>\nCi sar\u00f2 dal mattino perch\u00e9 mi piace anche la presentazione, fare foto e vedere l\u2019emozione dei premiati.<\/p>\n<p>Dopo Piemonte e Valle d\u2019Aosta, oggi ci spostiamo pi\u00f9 a Sud: ecco l\u2019introduzione, i premi e i riconoscimenti della Campania in Slow Wine 2027.<\/p>\n<p>A seguire ecco il commento sulla Campania e l\u2019elenco dei premiati.<\/p>\n<p>La Campania del vino attraversa una fase piena di contraddizioni: se da un lato non \u00e8 mai stata cos\u00ec ricca di produttori, territori, interpretazioni, dall\u2019altro \u00e8 un fatto che, proprio mentre cresce la qualit\u00e0 media, il settore deve confrontarsi con un mercato in rapido cambiamento, soprattutto sul fronte dei rossi. Pur avendo molto da raccontare, la regione fatica ancora a trovare una narrazione capace di restituirne l\u2019intera complessit\u00e0.<\/p>\n<p>Segnali contrastanti arrivano innanzitutto dall\u2019Irpinia, distretto vinicolo la cui fama \u00e8 sempre pi\u00f9 legata alla produzione di bianchi di alto livello qualitativo e da cui arriva una delle due nuove Chiocciole dell\u2019edizione di quest\u2019anno. Pur patendo maggiormente il cambiamento climatico, il Fiano di Avellino \u00e8 ora chiamato a passare dalla riconoscibilit\u00e0 varietale a una sempre pi\u00f9 accurata lettura territoriale. Al contrario, guadagna sempre maggiore reputazione il Greco di Tufo, il cui identikit coincide con quello dei bianchi gastronomici, verticali e non necessariamente immediati che tanto sono ricercati in questo momento storico. Falanghina e Coda di Volpe, poi, vivono una stagione di rinnovato interesse. Pi\u00f9 complesso il futuro dell\u2019Aglianico, che passa probabilmente attraverso la scelta di esposizioni pi\u00f9 fresche, maturazioni equilibrate ed estrazioni misurate, oltre che di un uso pi\u00f9 consapevole del legno. Un segnale importante in fatto di biodiversit\u00e0 arriva, per\u00f2, dal recupero dell\u2019aglianico lasco, al centro di un progetto di ricerca e valorizzazione: ne parliamo nel box dedicato a p. 935.<\/p>\n<p>Il Sannio, gigante produttivo dotato di straordinaria ricchezza varietale e paesaggistica, continua invece a cercare una fisionomia pi\u00f9 nitida. La Falanghina rappresenta il principale punto di forza commerciale, ma la sua versatilit\u00e0 rischia di diventare un limite se non si traduce in una sempre maggiore riconoscibilit\u00e0 territoriale.<\/p>\n<p>Lo avevamo gi\u00e0 detto e le confermiamo: c\u2019\u00e8 un bel fermento nel Casertano, per anni ingiustamente relegato a fanalino di coda della produzione regionale. Non \u00e8 un caso se da qui arriva la maggior parte dei nuovi ingressi in guida di quest\u2019anno. Abbiamo segnali positivi soprattutto dal Pallagrello Bianco, comprese le interpretazioni provenienti dall\u2019area montana del Matese, oggetto di uno specifico approfondimento nel box a p. 920.<\/p>\n<p>Il Vesuvio possiede un vantaggio narrativo apparentemente imbattibile, ma deve trasformare la forza evocativa del vulcano in una reale identit\u00e0 di vigna, affidata a piedirosso, caprettone e catalanesca. L\u2019area flegrea, pur segnata dalla crisi del bradisismo, appare invece molto vicina alle nuove tendenze di consumo: mare, vulcano, citt\u00e0 e viticoltura frammentata danno vita a bianchi salini e a Piedirosso agili e dinamici.<\/p>\n<p>Nel Cilento, vasto e profondamente mediterraneo, piccoli produttori e giovani realt\u00e0 stanno riportando attenzione sulla relazione tra altitudini, biodiversit\u00e0 e variet\u00e0 dei suoli. La Costa d\u2019Amalfi, che alla fine del 2025 ha perso Gaetano Bove, ambasciatore della viticoltura di Tramonti, resta, infine, un presidio paesaggistico prima ancora che produttivo. Terrazzamenti, pendenze e variet\u00e0 locali rendono il lavoro difficile e costoso, ma Furore, Ravello e Tramonti mostrano come la viticoltura eroica possa tradursi in vini freschi e identitari: da quest\u2019ultima area arriva l\u2019altra nuova Chiocciola di quest\u2019anno.<\/p>\n<p>La Campania, insomma, non ha un problema di materia prima o di talento, ma deve dare ordine alla propria straordinaria ricchezza. Quel che serve e quel che a noi piace raccontare sono le interpretazioni precise, leggibili e capaci di restituire nel bicchiere il carattere dei luoghi.<\/p>\n<div id='gallery-2' class='gallery galleryid-6227 gallery-columns-3 gallery-size-full'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/251.jpg'><img decoding=\"async\" width=\"1216\" height=\"810\" src=\"https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/251.jpg\" class=\"attachment-full size-full\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/251.jpg 1216w, https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/251-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/251-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/251-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1216px) 100vw, 1216px\" title=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/253.jpg'><img decoding=\"async\" width=\"1302\" height=\"1710\" src=\"https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/253.jpg\" class=\"attachment-full size-full\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/253.jpg 1302w, https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/253-228x300.jpg 228w, https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/253-780x1024.jpg 780w, https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/253-768x1009.jpg 768w, https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/253-1170x1536.jpg 1170w\" sizes=\"(max-width: 1302px) 100vw, 1302px\" title=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Slow Wine\u00a0Guida 2027 \u2013 Campania La pi\u00f9 grande degustazione dell\u2019anno 17 Ottobre 2026 Superstudio Maxi Via Mocucco, 35 Milano www.slowfood.it\/slowine\/ www.ilgourmeterrante.it www.codivin.com www.vinointorno.it www.izziliquori.it La Campania in Slow Wine 2027 Potrete incontrare le Cantine premiate e assaggiare i Top Wine della Campania durante la\u00a0degustazione che si terr\u00e0 a Milano sabato 17 ottobre 2026. Acquista qui il tuo biglietto! Il costo dell\u2019ingresso \u00e8 di 49 euro (39 euro per i soci Slow Food e i soci Fisar) e comprende anche una copia della guida\u00a0Slow Wine 2025. Dalle 14 alle 20 negli ampi spazi del\u00a0Superstudio Maxi, in via Moncucco 35, troverete i banchetti di assaggio con la presenza diretta dei produttori: in definitiva ci saranno pi\u00f9 di 800 vini da assaggiare, per la gioia di ogni palato. Il mio palato come sempre ci sar\u00e0 perch\u00e9 davvero questa \u00e8 una degustazione entusiasmante. Sono tanti i vini presenti che mi piacciono, aspetto l\u2019elenco definitivo per scegliere e farmi un piano. Ci sar\u00f2 dal mattino perch\u00e9 mi piace anche la presentazione, fare foto e vedere l\u2019emozione dei premiati. Dopo Piemonte e Valle d\u2019Aosta, oggi ci spostiamo pi\u00f9 a Sud: ecco l\u2019introduzione, i premi e i riconoscimenti della Campania in Slow Wine 2027. A seguire ecco il commento sulla Campania e l\u2019elenco dei premiati. 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Al contrario, guadagna sempre maggiore reputazione il Greco di Tufo, il cui identikit coincide con quello dei bianchi gastronomici, verticali e non necessariamente immediati che tanto sono ricercati in questo momento storico. Falanghina e Coda di Volpe, poi, vivono una stagione di rinnovato interesse. Pi\u00f9 complesso il futuro dell\u2019Aglianico, che passa probabilmente attraverso la scelta di esposizioni pi\u00f9 fresche, maturazioni equilibrate ed estrazioni misurate, oltre che di un uso pi\u00f9 consapevole del legno. Un segnale importante in fatto di biodiversit\u00e0 arriva, per\u00f2, dal recupero dell\u2019aglianico lasco, al centro di un progetto di ricerca e valorizzazione: ne parliamo nel box dedicato a p. 935. Il Sannio, gigante produttivo dotato di straordinaria ricchezza varietale e paesaggistica, continua invece a cercare una fisionomia pi\u00f9 nitida. La Falanghina rappresenta il principale punto di forza commerciale, ma la sua versatilit\u00e0 rischia di diventare un limite se non si traduce in una sempre maggiore riconoscibilit\u00e0 territoriale. Lo avevamo gi\u00e0 detto e le confermiamo: c\u2019\u00e8 un bel fermento nel Casertano, per anni ingiustamente relegato a fanalino di coda della produzione regionale. Non \u00e8 un caso se da qui arriva la maggior parte dei nuovi ingressi in guida di quest\u2019anno. Abbiamo segnali positivi soprattutto dal Pallagrello Bianco, comprese le interpretazioni provenienti dall\u2019area montana del Matese, oggetto di uno specifico approfondimento nel box a p. 920. Il Vesuvio possiede un vantaggio narrativo apparentemente imbattibile, ma deve trasformare la forza evocativa del vulcano in una reale identit\u00e0 di vigna, affidata a piedirosso, caprettone e catalanesca. L\u2019area flegrea, pur segnata dalla crisi del bradisismo, appare invece molto vicina alle nuove tendenze di consumo: mare, vulcano, citt\u00e0 e viticoltura frammentata danno vita a bianchi salini e a Piedirosso agili e dinamici. Nel Cilento, vasto e profondamente mediterraneo, piccoli produttori e giovani realt\u00e0 stanno riportando attenzione sulla relazione tra altitudini, biodiversit\u00e0 e variet\u00e0 dei suoli. La Costa d\u2019Amalfi, che alla fine del 2025 ha perso Gaetano Bove, ambasciatore della viticoltura di Tramonti, resta, infine, un presidio paesaggistico prima ancora che produttivo. Terrazzamenti, pendenze e variet\u00e0 locali rendono il lavoro difficile e costoso, ma Furore, Ravello e Tramonti mostrano come la viticoltura eroica possa tradursi in vini freschi e identitari: da quest\u2019ultima area arriva l\u2019altra nuova Chiocciola di quest\u2019anno. 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