{"id":6153,"date":"2026-09-17T17:10:49","date_gmt":"2026-09-17T17:10:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/?p=6153"},"modified":"2026-09-17T17:16:26","modified_gmt":"2026-09-17T17:16:26","slug":"slow-wine-guida-2027-17-ottobre-2026-la-piu-grande-degustazione-dellanno-si-avvicina-io-ci-saro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/slow-wine-guida-2027-17-ottobre-2026-la-piu-grande-degustazione-dellanno-si-avvicina-io-ci-saro\/","title":{"rendered":"Slow Wine Guida 2027 &#8211; 17 Ottobre 2026. La pi\u00f9 grande degustazione dell\u2019anno si avvicina&#8230; io ci sar\u00f2"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-6153 gallery-columns-3 gallery-size-medium'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1-1.jpg'><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"171\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1-1-171x300.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1-1-171x300.jpg 171w, https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1-1-584x1024.jpg 584w, https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1-1.jpg 697w\" sizes=\"(max-width: 171px) 100vw, 171px\" title=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/2-1.jpg'><img decoding=\"async\" width=\"180\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/2-1-180x300.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/2-1-180x300.jpg 180w, https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/2-1-615x1024.jpg 615w, https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/2-1.jpg 699w\" sizes=\"(max-width: 180px) 100vw, 180px\" title=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>Slow Wine Guida 2027<br \/>\nLa pi\u00f9 grande degustazione dell\u2019anno<br \/>\n17 Ottobre 2026<br \/>\nSuperstudio Maxi<br \/>\nVia Mocucco, 35<br \/>\nMilano<\/p>\n<p>Una volta chiesta la data della presentazione e della fantastica degustazione al curatore dello Slow Wine Giancarlo Gariglio ho fatto subito i biglietti del treno e con 32 euro me la sono cavata: Italo andata e ritorno,\u00a0 sar\u00e0 un gran piacere ancora una volta partecipare.<\/p>\n<p>Eccomi a riportare i primi due scritti dello Slow Wine che potrete trovare sul loro sito. Riporto i loro link evidenziati nello scritto.<\/p>\n<p>Ci siamo: <a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/slowine\/ci-siamo-slow-wine-2027-e-andata-in-stampa\/\">Slow Wine 2027 \u00e8 andata in stampa.<\/a> Dopo mesi di visite in cantina, incontri con i produttori, assaggi e confronti, scrittura e revisioni, abbiamo consegnato la nuova edizione della guida.<\/p>\n<p>Per la redazione e per i 253 collaboratori sparsi in tutta Italia \u00e8 un momento particolare: il lavoro \u00e8 finito, perlomeno sulla carta, ma il viaggio della nuova Slow Wine sta per cominciare.<\/p>\n<p>Nelle prossime settimane inizieremo a raccontarvi le novit\u00e0 di quest\u2019edizione e i vini che ci hanno maggiormente colpito. Per conoscere tutto, per\u00f2, bisogner\u00e0 aspettare sabato 17 ottobre, giornata in cui presenteremo ufficialmente Slow Wine 2027 allo Studio Maxi di Milano.<\/p>\n<div id='gallery-2' class='gallery galleryid-6153 gallery-columns-3 gallery-size-medium'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/3-1.jpg'><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/3-1-300x300.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/3-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/3-1-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/3-1-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/3-1-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ilgourmeterrante.it\/newsite\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/3-1.jpg 1230w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" title=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>Come ogni anno, la presentazione sar\u00e0 accompagnata da una delle pi\u00f9 grandi degustazioni dedicate al vino italiano: centinaia di cantine, quasi un migliaio di etichette e, dietro i banchi, i vignaioli chiamati a raccontare territori, vendemmie e scelte produttive, paure e speranze per il futuro, in un momento mai cos\u00ec delicato per il vino.<\/p>\n<p>Slow Wine 2027: <a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/slowine\/slow-wine-2027-copertina-e-introduzione-alla-diciassettima-edizione\/\">ecco la copertina e l\u2019introduzione alla diciassettesima edizione della guida.<\/a><\/p>\n<p>Durante le visite abbiamo incontrato diversi produttori che nel 2026 non hanno imbottigliato. Molti rinviano l\u2019uscita dei vini rossi, oggi la categoria pi\u00f9 in affanno. Le esportazioni verso gli Stati Uniti mostrano preoccupanti segni meno, mentre i consumi italiani ristagnano e i costi continuano a salire. Non \u00e8 una difficolt\u00e0 passeggera, ma una crisi complessa: cause lontane tra loro finiscono per sommarsi e moltiplicarne gli effetti. A luglio abbiamo ricevuto la telefonata del responsabile di un\u2019importante societ\u00e0 di distribuzione, che ci chiedeva di prendere posizione sui ricarichi praticati nei ristoranti. Quella conversazione ci ha fatto capire quanto il clima si sia deteriorato. I produttori accusano i ristoratori di rendere il vino inaccessibile; i ristoratori puntano il dito contro i listini delle cantine e i margini della distribuzione; i distributori rimandano la responsabilit\u00e0 agli uni e agli altri. \u00c8 il classico gioco dello scaricabarile. Solo che questa volta a giocarlo sono i protagonisti della stessa filiera. Ogni colpo inferto a uno dei suoi anelli indebolisce tutti gli altri. Serrare i ranghi non significa chiudersi in una difesa corporativa o chiedere protezione per conservare tutto com\u2019\u00e8. Pensare che ciascuno possa salvarsi lasciando agli altri il conto della crisi sarebbe miope. E anche stupido. Ora pi\u00f9 che mai produttori, distributori, ristoratori e consumatori devono riconoscere di essere legati dallo stesso destino e scegliere insieme come agire.<\/p>\n<p>Carlo Petrini lo aveva detto con chiarezza: \u00abNon si esce da questa situazione se non si cambiano i paradigmi e le radici di questa economia\u00bb. Non invocava una restaurazione, ma alleanze capaci di cambiare le regole del gioco.<\/p>\n<p>Alle autorit\u00e0 competenti torniamo a chiedere scelte nette: fermare la vinificazione illegale delle uve da tavola; rendere finalmente attendibile lo schedario viticolo e controllare anche i vigneti non iscritti a Dop o Igp, sui quali troppo facilmente vengono fatte ricadere eccedenze prodotte altrove; abbassare le rese dei vini generici, che grazie alle deroghe possono arrivare fino a 400 quintali per ettaro; sospendere i nuovi impianti, tutelare i vigneti di collina e montagna e favorire l\u2019aggregazione delle imprese e la condivisione dei servizi. Dobbiamo liberarci dall\u2019ossessione della quantit\u00e0: soltanto cos\u00ec difenderemo davvero i vigneti, il paesaggio e il lavoro. Ma chiedere sempre agli altri di salvarci non \u00e8 giusto. N\u00e9 coraggioso. Le regole servono, gli aiuti anche; per uscire dalla tempesta, per\u00f2, tutta la filiera deve remare nella stessa direzione.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 il prezzo. Il vino non deve essere per forza caro, ma non si pu\u00f2 pretendere di pagare una bottiglia meno di 8 o 9 euro senza domandarsi chi saldi il resto del conto. A saldarlo sono spesso il bracciante sfruttato, l\u2019agricoltore pagato pochi centesimi per le sue uve o un territorio consumato da una viticoltura predatoria. All\u2019estremo opposto, certi ricarichi espellono il vino dalla vita quotidiana. Tra la bottiglia a prezzo stracciato e il calice proibitivo c\u2019\u00e8 lo spazio per un patto pi\u00f9 giusto.<\/p>\n<p>Proprio al mercato del vino, ai suoi linguaggi, alle sue contraddizioni e ai consumi che cambiano sar\u00e0 dedicata la sesta edizione della <a href=\"https:\/\/www.slowinefair.com\/home\/16179.html\">Slow Wine Fair<\/a>. Vogliamo che Bologna diventi il luogo in cui i protagonisti del conflitto possano sedersi allo stesso tavolo e immaginare il vino che verr\u00e0. Non una tregua provvisoria, ma un laboratorio nel quale tracciare una rotta comune.<\/p>\n<p>Nell\u2019Odissea di Christopher Nolan, mentre il mondo conosciuto brucia, all\u2019orizzonte se ne annuncia un altro. Non per forza migliore. Il rischio \u00e8 antico: dimenticare gli errori e ripeterli. Tutto dipender\u00e0 dalle scelte che avremo il coraggio di compiere adesso. \u00c8 l\u00ec che vogliamo andare: verso un vino che custodisce i suoli e la biodiversit\u00e0, crea lavoro, produce bellezza, diffonde conoscenza e tiene vive le comunit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019alba sorger\u00e0 comunque. Sta a noi decidere quale mondo illuminer\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Slow Wine Guida 2027 La pi\u00f9 grande degustazione dell\u2019anno 17 Ottobre 2026 Superstudio Maxi Via Mocucco, 35 Milano Una volta chiesta la data della presentazione e della fantastica degustazione al curatore dello Slow Wine Giancarlo Gariglio ho fatto subito i biglietti del treno e con 32 euro me la sono cavata: Italo andata e ritorno,\u00a0 sar\u00e0 un gran piacere ancora una volta partecipare. Eccomi a riportare i primi due scritti dello Slow Wine che potrete trovare sul loro sito. Riporto i loro link evidenziati nello scritto. Ci siamo: Slow Wine 2027 \u00e8 andata in stampa. Dopo mesi di visite in cantina, incontri con i produttori, assaggi e confronti, scrittura e revisioni, abbiamo consegnato la nuova edizione della guida. Per la redazione e per i 253 collaboratori sparsi in tutta Italia \u00e8 un momento particolare: il lavoro \u00e8 finito, perlomeno sulla carta, ma il viaggio della nuova Slow Wine sta per cominciare. Nelle prossime settimane inizieremo a raccontarvi le novit\u00e0 di quest\u2019edizione e i vini che ci hanno maggiormente colpito. Per conoscere tutto, per\u00f2, bisogner\u00e0 aspettare sabato 17 ottobre, giornata in cui presenteremo ufficialmente Slow Wine 2027 allo Studio Maxi di Milano. Come ogni anno, la presentazione sar\u00e0 accompagnata da una delle pi\u00f9 grandi degustazioni dedicate al vino italiano: centinaia di cantine, quasi un migliaio di etichette e, dietro i banchi, i vignaioli chiamati a raccontare territori, vendemmie e scelte produttive, paure e speranze per il futuro, in un momento mai cos\u00ec delicato per il vino. Slow Wine 2027: ecco la copertina e l\u2019introduzione alla diciassettesima edizione della guida. Durante le visite abbiamo incontrato diversi produttori che nel 2026 non hanno imbottigliato. Molti rinviano l\u2019uscita dei vini rossi, oggi la categoria pi\u00f9 in affanno. Le esportazioni verso gli Stati Uniti mostrano preoccupanti segni meno, mentre i consumi italiani ristagnano e i costi continuano a salire. Non \u00e8 una difficolt\u00e0 passeggera, ma una crisi complessa: cause lontane tra loro finiscono per sommarsi e moltiplicarne gli effetti. A luglio abbiamo ricevuto la telefonata del responsabile di un\u2019importante societ\u00e0 di distribuzione, che ci chiedeva di prendere posizione sui ricarichi praticati nei ristoranti. Quella conversazione ci ha fatto capire quanto il clima si sia deteriorato. I produttori accusano i ristoratori di rendere il vino inaccessibile; i ristoratori puntano il dito contro i listini delle cantine e i margini della distribuzione; i distributori rimandano la responsabilit\u00e0 agli uni e agli altri. \u00c8 il classico gioco dello scaricabarile. Solo che questa volta a giocarlo sono i protagonisti della stessa filiera. Ogni colpo inferto a uno dei suoi anelli indebolisce tutti gli altri. Serrare i ranghi non significa chiudersi in una difesa corporativa o chiedere protezione per conservare tutto com\u2019\u00e8. Pensare che ciascuno possa salvarsi lasciando agli altri il conto della crisi sarebbe miope. E anche stupido. Ora pi\u00f9 che mai produttori, distributori, ristoratori e consumatori devono riconoscere di essere legati dallo stesso destino e scegliere insieme come agire. Carlo Petrini lo aveva detto con chiarezza: \u00abNon si esce da questa situazione se non si cambiano i paradigmi e le radici di questa economia\u00bb. Non invocava una restaurazione, ma alleanze capaci di cambiare le regole del gioco. Alle autorit\u00e0 competenti torniamo a chiedere scelte nette: fermare la vinificazione illegale delle uve da tavola; rendere finalmente attendibile lo schedario viticolo e controllare anche i vigneti non iscritti a Dop o Igp, sui quali troppo facilmente vengono fatte ricadere eccedenze prodotte altrove; abbassare le rese dei vini generici, che grazie alle deroghe possono arrivare fino a 400 quintali per ettaro; sospendere i nuovi impianti, tutelare i vigneti di collina e montagna e favorire l\u2019aggregazione delle imprese e la condivisione dei servizi. Dobbiamo liberarci dall\u2019ossessione della quantit\u00e0: soltanto cos\u00ec difenderemo davvero i vigneti, il paesaggio e il lavoro. Ma chiedere sempre agli altri di salvarci non \u00e8 giusto. N\u00e9 coraggioso. Le regole servono, gli aiuti anche; per uscire dalla tempesta, per\u00f2, tutta la filiera deve remare nella stessa direzione. Poi c\u2019\u00e8 il prezzo. Il vino non deve essere per forza caro, ma non si pu\u00f2 pretendere di pagare una bottiglia meno di 8 o 9 euro senza domandarsi chi saldi il resto del conto. A saldarlo sono spesso il bracciante sfruttato, l\u2019agricoltore pagato pochi centesimi per le sue uve o un territorio consumato da una viticoltura predatoria. All\u2019estremo opposto, certi ricarichi espellono il vino dalla vita quotidiana. Tra la bottiglia a prezzo stracciato e il calice proibitivo c\u2019\u00e8 lo spazio per un patto pi\u00f9 giusto. Proprio al mercato del vino, ai suoi linguaggi, alle sue contraddizioni e ai consumi che cambiano sar\u00e0 dedicata la sesta edizione della Slow Wine Fair. Vogliamo che Bologna diventi il luogo in cui i protagonisti del conflitto possano sedersi allo stesso tavolo e immaginare il vino che verr\u00e0. Non una tregua provvisoria, ma un laboratorio nel quale tracciare una rotta comune. Nell\u2019Odissea di Christopher Nolan, mentre il mondo conosciuto brucia, all\u2019orizzonte se ne annuncia un altro. Non per forza migliore. Il rischio \u00e8 antico: dimenticare gli errori e ripeterli. Tutto dipender\u00e0 dalle scelte che avremo il coraggio di compiere adesso. \u00c8 l\u00ec che vogliamo andare: verso un vino che custodisce i suoli e la biodiversit\u00e0, crea lavoro, produce bellezza, diffonde conoscenza e tiene vive le comunit\u00e0. L\u2019alba sorger\u00e0 comunque. 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