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Slow Wine 2026: la copertina e l’introduzione della sedicesima edizione, presentazione a Milano il 18 ottobre 2025, io ci sarò, sarà un piacere grande come gli altri anni

Slow Wine Guida 2026
La più grande degustazione dell’anno
18 Ottobre 2025
SuperstudioMaxi
Via Mocucco, 35
Milano
www.slowfood.it/slowine/
www.ilgourmeterrante.it
www.codivin.com
www.vinointorno.it
www.izziliquori.it

Vi mostro la nuova copertina e riporto qui sotto l’introduzione alla guida, redatta dal curatore Giancarlo Gariglio.
Introduzione che ho letto per ben tre volte e mi piace ASSAI!

Ecco se questa guida mettesse le rese per ettaro in quintali e in ettolitri almeno dei vini premiati… sarebbe perfetta. Forse chissà le hanno messe davvero.

In questa introduzione c’è una frase che mi piace ed è: USANDO L’ARMA DELLA VERITA’!
Quella verità che è sempre mancata da parte di certe aziende, certi enologi, certe persone senza scrupoli che paventano anche premi comprati su guide che sarebbe bello, ecco anche loro, avessero L’ARMA DELLA VERITA’.
In tutto questo mondo poi ci sono, in questa guida, tante ottime realtà del vino italiano. Piccole aziende che non hanno affatto il problema delle rimanenze in cantina.

Da parte mia, mi sono organizzato tre giorni per godermi, oltre alla FANTASTICA… ASSAI degustazione, tra le migliori che ci siano, Milano e non solo.

Slow Wine 2026: la copertina e l’introduzione della sedicesima edizione.
Il 29 agosto è andata in stampa l’edizione 2026 di Slow Wine: ecco la nuova copertina e l’introduzione del nostro curatore Giancarlo Gariglio.

Partecipa alla degustazione di vino più attesa dell’anno: potrai  incontrare i produttori premiati in guida e assaggiare con loro oltre 800 etichette!

sabato 18 ottobre 2025
Milano – SuperstudioMaxi

Ecco l’introduzione del curatore Giancarlo Gariglio.

“Sedici edizioni all’attivo: ben sedici anni sono trascorsi dall’inizio di questa avventura. Molti, anche tra quelli che l’hanno iniziata, non avrebbero scommesso più di tanto sul futuro di questa pubblicazione. Già nel 2010 la crisi del cartaceo era tremenda, con dati negativi che facevano impallidire qualsiasi altro settore. Eppure eccoci qui a celebrare la guida ai vini italiana più diffusa e più letta, con oltre 40.000 copie l’anno all’attivo. Per cui, quando quest’anno abbiamo iniziato a girare per cantine per le nostre consuete visite, e ci siamo imbattuti in moltissimi sguardi cupi che presagivano tempesta, abbiamo capito che il 2025 sarebbe stato il nostro anno.

Solo i sopravvissuti, quelli che hanno sfidato i marosi di un’economia che ti trascina a fondo, possono infondere un po’ di speranza a chi pensa che il mondo stia per finire. Certo viviamo un presente con due guerre a due passi, con il presidente del più grande mercato mondiale che ha deciso di porre dei dazi pesanti, con i giovani che paiono aver voltato le spalle al nostro amato vino e con un clima impazzito che un anno arrostisce i raccolti e l’anno dopo li inzuppa. Tutto vero.

Ma sant’Agostino diceva che la speranza ha due figli bellissimi: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose, il coraggio per cambiarle.

Quando “camminando le vigne” osserviamo uve stupende pagate meno di 50 centesimi al chilo, il sangue ci sale al cervello e monta la rabbia per un’agricoltura svilita e per politiche di sviluppo assenti, o addirittura dannose. Ma poi crescono il coraggio e il desiderio di cambiare quanto non funziona nel nostro mondo. Un mondo che può offrire la vista di vigneti di una bellezza struggente, con un suolo rigoglioso, soffice, rinato grazie a pratiche agronomiche che puntano a recuperare la vitalità del terreno e a consegnarlo alle generazioni future più in salute che mai. E abbiamo osservato paesaggi modellati dall’uomo degni delle più affascinanti opere architettoniche, tanto da meritarsi il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO. Infine, abbiamo toccato con mano l’impatto virtuoso che un’azienda agricola può avere sul proprio territorio, fornendo lavoro, richiamando i turisti, facendo sì che borghi in territori marginali non si spopolino.

Come può il vino essere terrorizzato per il futuro? Se saremo capaci di comunicare la sua eccezionalità usando l’arma della verità, dicendo quello che si fa e facendo quello che si dice, siamo certi che i giovani abbracceranno con entusiasmo i valori positivi che caratterizzano il nostro settore. Ci vuole il coraggio di buttare a mare alcune zavorre, come un linguaggio vecchio legato alle degustazioni che non appassiona neppure quelli che lo utilizzano, disciplinari vetusti che hanno fatto il loro tempo, pratiche agronomiche ancora troppo debitrici della chimica, alcune dinamiche consortili democristiane che volendo accontentare tutti finiscono per fare il male delle denominazioni stesse.

Bob Dylan cantava “la vostra vecchia strada sta rapidamente invecchiando, andatevene vi prego dalla nuova se non potete anche voi dare una mano, perché i tempi stanno cambiando”. Così la speranza si trasforma in azione. Quell’azione che quest’anno – dopo le scelte forti della scorsa edizione che ci hanno condotto a non recensire le cantine che diserbano chimicamente le vigne – ci porta a inserire in guida il peso di ogni singola bottiglia recensita. Potrebbe sembrare un dato di poco conto – eppure il vetro incide da un minimo del 30 fino al 70% sull’impronta carbonica di un vino –, invece è il desiderio di proporre un modello che combini futuro, ambientalismo e benessere. La stessa azione che ci spinge a unire alla guida un lavoro di educazione che passa attraverso la recente creazione di una rete internazionale che raccoglie sotto uno stesso ombrello produttori, appassionati e professionisti – la Slow Wine Coalition – e un evento fieristico, la Slow Wine Fair, che è l’incontro di chi si riconosce e si batte per la promozione e il consumo di un vino buono, pulito e giusto.

E così, per la ciurma di Slow Wine e per tutti coloro che vorranno seguirci su questa traballante imbarcazione, è giunta l’ora di issare due nuove vele per portarci fuori dalla tempesta perfetta e dalla crisi sistemica in cui ci siamo infilati: lo sdegno e il coraggio, i due figli più luminosi di questo 2025.

administrator
Il Gourmet Errante, è ciò che faccio da sempre per passione. Ho avuto l'opportunità di degustare tanti vini e prodotti e di passare bellissimi momenti di confronto, discussione e allegria con produttori e artigiani di tutta Italia. Ho vissuto l’evoluzione di molte aziende e nel corso degli anni la curiosità, la ricerca e le scoperte mi hanno portato a disegnare una mappa di emozioni, fatta di persone e storie, che ho sempre cercato di comunicare e promuovere.

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