Weingut Bernhard Ott mister Gruner Veltliner

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Weingut Bernhard Ott
Neufang 36. A
3483 Feuersbrunn Am Wagram
www.ott.at

L’appuntamento nelle cantine Ott è molto presto per il mio gruppo di amici, per questo gli dico le 9,30 invece che le 10,00. Il nostro albergo è a una quarantina di minuti quindi li faccio smuovere prima. Un abbondante colazione con tante risate, con le battute di chi non è abituato a bere così presto. Melk 8,40 si parte puntuali, tengo troppo a questa visita, a questa azienda a questi vini. Lungo la strada i soliti paesaggi verdi, molto belli, bagnati da una leggera pioggia, si arriva con qualche minuto di anticipo, va benissimo così. Suoniamo ai tipici portoni delle Weingut austriache, ci apre una signora e Bernhard ci viene a salutare in tutta la sua grande simpatia. Ci annuncia che stiamo in anticipo e ci affida al suo simpatico enologo, se fa vini come questi è sicuramente anche bravo. Si fanno le presentazioni e si parte per le vigne, normalmente per me, smette di piovere. Si sale sul nostro pulmino e in circa tre km si arriva nelle vigne, siamo quasi nel punto più alto della Wagram, in zona Konigsbrunn am Wagram, vigne a terrazzamenti, vigne davvero belle, vigne tenute benissimo, circa 40 ettari, nel punto più in alto vicino al bosco c’è l’unico ettaro di Riesling, tutti gli altri vigneti sono di Grüner Veltliner, altri piccoli uvaggi qua e la, rese basse per un totale di circa 45000 bottiglie. L’enologo si dimostra davvero una persona preparata, disponibile e simpatica. Risponde con cortesia a tutte le nostre e mie domande, il discorso va sulla biodinamica, la sorpresa e che qui non si fa biodinamica totale per la difficoltà di reperire preparati biodinamici, discorso già sentito altre volte, a quel punto mi viene di dirgli  con piacere di Carlo Noro, il discorso si riprenderà alla fine della visita con il signor Ott, chiamato mister Veltliner dagli americani. Le domande, le risposte, le risate, le foto, non finirebbero mai, il vento tira, le nuvole in lontananza camminano il paesaggio, bellissimo cambia continuamente, non lasceresti mai questi luoghi, lungo la strada ci sono diversi punti per fare pic-nic addirittura con sdraio a disposizione. Tutto scorre, così il tempo, è ora di tornare in azienda, si entra dal retro rispetto a prima, la cosa che noto subito sono le scritte di Ott in diversi posti, muri, tende, porte, le piattine della pressa soffice, poi ancora, la pulizia, la perfezione in tutto quello che c’è, in modo particolare il modo di fare i loro vini, l’enologo mi entusiasma, a ogni domanda risponde come avrei voluto sentire … ecco perché poi si fanno vini buoni e ottimi. Qui si fa tutto quello che serve affinché si faccia un vino buono, lieviti autoctoni, pochi solfiti, la cantina tutta a temperatura come un frigorifero, la cernita delle uve, prima in vigna e poi in cantina, le giuste fermentazioni e il resto nel bicchiere, la bontà nel bicchiere. Si vedono anche le anfore sotterrate, qui si sperimenta tutto ciò che è naturale. Dopo la soddisfacente visita in cantina si passa nella sala degustazione, ecco i vini degustati:

 

  1. Gemirschter Satz 2015 è la prima volta che viene prodotto, 5000 bottiglie, è l’insieme di 4 uvaggi, due li ricordo, il Pinot Bianco, il Gruner Veltliner, gli altri due no, ricordo però che è stato un vino buono, intrigante, da far maturare ancora in bottiglia, ma già oggi davvero una buona bevuta (85+);
  2. Am-Berg 2015, Gruner Veltliner, 70000 bottiglie circa, sentito già a Roma pochi giorni fa, mi piace la sua semplicità e la sua facile beva, un vino da sbicchierare con piacere (83);
  3. Fass 4 2015, Gruner Veltliner, 70000 bottiglie circa, un vino che mi piace, è un vino che quando lo trovo lo prendo per diversificare un po’, un vino che colpisce sempre per la sua pulizia, i gradevoli profumi, la sua beva, per far conoscere il Gruner Veltliner (84+);
  4. Der Ott 2015, Gruner Veltliner, 35000 bottiglie circa, il vino che porta il nome del produttore, un vino simbolo dell’Austria e del Gruner Veltliner, un vino che mi piace assai, fargli fare un po’ ancora in vetro ed esprimerà tutto il suo valore, oggi si fa già apprezzare molto (89++);
  5. Gruner Veltliner Feuersbrunner Spiegel 2013, si produce solo in annate davvero buone, nel 2014 non è stato fatto, circa 7000 bottiglie per un vino che mi piace tantissimo, un vino da profumi inebrianti e da sapori superlativi (91);
  6. Riesling 2015, come detto dalle vigne più in alto dell’azienda, ecco uno dei due riesling prodotti, un vino che da gioia e bontà da subito, non ne ho mai bevuto uno di qualche anno, spero di bere questo tra qualche tempo, per oggi una buona beva davvero (86);
  7. Gruner Veltliner Qvevre 2013, la prima volta dell’anfora, un vino che non mi convince molto, chissà in futuro … da risentire al più presto, sono poche bottiglie e chissà se arriverà mai in Italia, avanti con gli esperimenti è giusto così (??);
  8. Der Ott 2010 Gruner Veltliner, eccola l’emozione forte davanti a tanta classe, non si può che godere, un vino superlativo, un vino che sarà tra i miei tre migliori bianchi per l’anno 2016 (93).

La degustazione è finita, non finiscono, però,  i bei momenti di una visita davvero bella in tutto, si organizzano le foto, arriva anche Bernhard con la sua macchina fotografica, ci si scambiano le magliette, io regalo a lui quella del Gourmet errante, lui ci regala le sue, si riparla di biodinamica, gli do il numero di telefono di Carlo Noro, lui si ripromette di andarlo a trovare nel suo prossimo viaggio a Roma, si scherza ancora, partono risate pacche sulle spalle, ci si saluta, io esco consapevole di aver realizzato un sogno, un desiderio, era tutto ciò che mi aspettavo da questa azienda, ho trovato ancora di più di quello che speravo, adesso sono ancora più convinto di stare davanti a un’azienda che produce i vini bianchi tra i più buoni al mondo. Complimenti e grazie mister Veltliner per averci fatto passare una mattinata da ricordare. 

Pasquale Pace

Il Gourmet Errante, è ciò che faccio da sempre per passione. Ho avuto l'opportunità di degustare tanti vini e prodotti e di passare bellissimi momenti di confronto, discussione e allegria con produttori e artigiani di tutta Italia. Ho vissuto l’evoluzione di molte aziende e nel corso degli anni la curiosità, la ricerca e le scoperte mi hanno portato a disegnare una mappa di emozioni, fatta di persone e storie, che ho sempre cercato di comunicare e promuovere.
Pasquale Pace
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