Vignaioli Naturali di Tiziana Gallo a Roma, da sempre una delle degustazioni più interessanti, ecco i miei migliori otto assaggi

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Vignaioli Naturali a Roma 2019 di Tiziana Gallo
26-27 Gennaio 2019
The Westin Excelsior
Via Vittorio Veneto, 125
Roma
www.vininaturali.it
www.ilgourmeterrante.it
www.codivin.com
www.cantinaconforme.it
www.vinointorno.it

In una degustazione, che per me resta tra le più interessanti da fare, ecco i miei migliori 8 vini degustati alla fine di circa 140 assaggi. 
Certo avrei potuto mettere i vini della Staffa di Riccardo Baldi, sempre più consacrato tra i migliori produttori italiani. Il suo Rincrocca 2016 si candida, già da adesso, a essere uno dei miei tre migliori bianchi per l’anno 2019.
Avrei potuto mettere almeno un Cesanese del mio paese… ben 4 aziende di Olevano Romano erano presenti alla degustazione. Avrei potuto mettere l’Alter Alea Bianco 2017 di Andrea Occhipinti, vino che è stato tra i migliori vini bianchi per l’anno 2018, anche il Rossobordò di Valter Mattoni non ci starebbe mai male tra i migliori. Fantastici come sempre i formaggi della Formaggeria di Francesco Loreti e famiglia. Si sono difesi alla grande i salumi dell’Antica Norcineria Sebastiani di Olevano Romano. Alla fine la mia scelta è andata su questi otto vini:  

 

1)       Azienda Giuliemi – Quantico 2016, Etna Doc, da uve carricante 70% e cataratto 20% e 10% grillo. Per questo vino dico: minimi solfiti, macerato sulle bucce, lieviti indigeni, senza puzze, ma con tanti profumi di territorio, mare, sapido, lava, Etna, al primo sorso ti conquista… anzi no, la prima bottiglia non mi aveva per niente conquistato, era palese che non stava bene, bottiglia che era quasi finita, bottiglia moscia, adesso vorrei sapere che ha scritto un giornalista che ha degustato prima di me quella bottiglia.
Io mi tengo stretta la seconda, tanto da farla tra i migliori assaggi dell’evento vignaioli naturali a Roma. (89+).

 

2)       Col di Corte – Vigneto Di Tobia Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore 2016, 100% verdicchio, fermenta con lieviti spontanei aiutato da il pied de cuve, solo acciaio. Non è la prima volta che scelgo tra i miei migliori assaggi il Vigneto di Tobia, mi ricordo tanto di questo vino e per questo mi trovo in bocca un ottimo 2016. Affascina con i suoi profumi, ammalia al primo sorso, ti mette sull’attenti e ti viene voglia di consigliarlo a tutti, un ottimo verdicchio, un verdicchio che è sempre più una grande conferma. (91+).

 

3)       Giuseppe Cortese – Langhe Nebbiolo Doc 2016, 100% Nebbiolo, vino prodotto con le uve dei vigneti più giovani, un vino che ti avvolge in tutta la sua semplicità, in tutta la sua bontà, il bicchiere non si stacca dalla mano, perché si ha voglia di berlo ancora, la bottiglia finirebbe in un lampo… e il detto “vino BONO quando finisce” questo vino ce l’ha attaccato nelle sue caratteristiche. Vino risentito in cantina tre giorni fa, si è confermato alla grande. A Gabriele ho detto, visto che c’era la neve intorno a noi, ma non nelle vigne di Giuseppe Cortese: “questo vino lo vorresti avere nello slittino, dopo una discesa vertiginosa, alla fine di essa lo berresti per festeggiare, per sentirsi appagato da tanta bontà”. (91). 

 

4)       Tenuta Lenzini – La Sirah Toscana Igt 2016, 100% sirah, 24 mesi in tonneaux, il legno dove è andato a finire? Dopo alcuni anni Michele ha capito che legni usare e ormai la Syrah è un susseguirsi di annate buonissime. Non è la prima volta che lo faccio tra i miei migliori assaggi, questo 2016, oltre a essere un vino buono ha sempre più linearità, finezza, classe, si espande con tutta la sua beva per l’intera bocca, non vedo l’ora di risentirlo e guardare gli occhi di Michele e Benedetta sorridere, non vedo l’ora di battere il “cinque” a Michele, un segno di conferma che a Tenuta Lenzini si sta lavorando sempre meglio, si sta lavorando in biodinamica seria (91).

 

5)       Giacomo Fenocchio – Barolo Bussia Docg 2015, 100% nebbiolo, lunghe macerazioni, vino già sentito quando era ancora in botte grande, quel giorno era quasi arrabbiato, oggi si è ricordato che è la seconda volta che gli rompo le scatole, ma ti degusterò ogni volta che mi capiterà di poterti degustare, perché hai tanta forza che esprimerai ottimamente nel tempo. Ecco è facile prevedere un gran futuro ad un vino che ti avvolge di tannini precisi ma forti, non disturbanti, forti da sapere quanto diventerà un ottimo vino. Ho ricordato la mia visita con Claudio Fenocchio, ricordo sempre ogni volta che ho incontrato la sua signora e a Roma anche sua figlia. Ecco da una famiglia bellissima arriva un ottimo Barolo, arrivano ottimi Baroli (92+). 

 

6)       Caprera – Montepulciano D’Abruzzo DOC Le Vasche 2016, 100% Montepulciano, forse dal produrre questo Montepulciano D’Abruzzo nel più naturale possibile nasce un Montepulciano di classe, quasi setoso in bocca, ma poi ci senti la forza che mi fa pensare: un grande vino, da subito ottimo, si può fare anche da un vitigno da ostico come questo, un vino che per la seconda annata consecutiva mi lascia sorpreso, mi lascia ottimamente impressionato dalla sua bontà (90+). 

 

7)       Vigna Meridio – Arundo Igp Terre siciliane Rosso 2015, 100% Alicante, ogni volta che incontro Angelo Di Grazia degusto vini buoni e ottimi, ecco questo mi ha sballottato durante la beva, sembrava come stare in mare, la salinità della beva immersa in una vasca di Alicante, una vasca di acciaio, da dove è nato in maniera più naturale possibile, questo vino piacevole, intrigante, da conoscere meglio, da risentire, per avere la conferma di star davanti ad un ottimo bicchiere di vino rosso siciliano (89+). 

 

8)       Odilio Antoniotti – Bramaterra Doc 2015, Nebbiolo 70%, Croatina 20%, Vespolina 7%, Uva Rara 3%, che altro dire quando il grande Odilio, vignaiolo vero, ti versa nel tuo bicchiere il suo Bramaterra, indubbiamente c’è emozione, è bello vederlo sorridere, in un sorriso timido, ma pieno di sapere, pieno di convinzione del versarti un vino che gli piace assai. 
I profumi sono di classe pura, in bocca si prova subito piacere, la beva va lunga, fine, lineare, fino ad arrivare in ogni parte del palato, del piacere… ecco è vero, anche a me questo vino mi piace ASSAI (93). 

Pasquale Pace

Il Gourmet Errante, è ciò che faccio da sempre per passione. Ho avuto l'opportunità di degustare tanti vini e prodotti e di passare bellissimi momenti di confronto, discussione e allegria con produttori e artigiani di tutta Italia. Ho vissuto l’evoluzione di molte aziende e nel corso degli anni la curiosità, la ricerca e le scoperte mi hanno portato a disegnare una mappa di emozioni, fatta di persone e storie, che ho sempre cercato di comunicare e promuovere.
Pasquale Pace
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