Vignaioli Contra’ Soarda – Veneto

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Vignaioli Contra’ Soarda 

Strada Soarda, 26

San Michele di Bassano del Grappa (Vi) 

www.contrasoarda.it

Non ero mai stato a Marostica, non avevo mai visto la famosa Piazza degli Scacchi e non avevo mai visto Bassano del Grappa e il suo ponte. Un giorno ho l’idea, vedere i treni, gli orari, le coincidenze, per avvicinarsi a Merano per poi raggiungerlo. Vedere anche le cantine e qualche ristorante in cui mangiare. Nelle cantine che ho letto ce ne era una che mi incuriosiva tanto.Una cantina costruita dentro la terra con una volta stile Gaudì, poi Biodinamica e senza solfiti con la consulenza dell’enologo Marco Bernabei … che queste cose non le ama … nel leggere ciò una risata mi è scappata e la curiosità è aumentata. Lasciato Bassano del Grappa si sale verso la frazione San Michele, un piccolo cartello annuncia l’entrata in cantina, i colori dell’autunno fanno la loro parte e questa entrata fa già capire di stare davanti a una bella cosa, una bella realtà in tutto. Ero accompagnato da un’amica mia  ma soprattutto loro, così le presentazioni avvengono in un attimo, la leggera diffidenza mostrata da Mirco è svanita in un attimo. Loro sono in pieno lavoro e la serata sta per terminare, lo sguardo mi va alle vigne, colori bellissimi in questo periodo, la loro pendenza si allinea su quello che è la cantina, qui si usa sovescio, compost e preparati biodinamici, qui il famoso vento della Valsugana fa stare le vigne al caldo di giorno e al fresco di notte, questo permette una perfetta protezione, tutto fa in modo che si possano usare meno prodotti possibile nei trattamenti, rame e zolfo, in preminenza. I terreni sono vulcanici.  L’entrata della cantina è ampia e molto intrigante. Mentre parliamo un po’ di tutto, Mirco ci accompagna nella bottaia, una vera opera d’arte il soffitto della cantina, spiegarlo?  Non sono un architetto, quindi vederlo, fotografarlo e raccontarlo, qualsiasi cosa si possa dire non riesce a dare la vera cognizione, nessuna foto e nessun racconto possono far capire la bellezza di questa cantina e delle sue volte. La parte dove si lavora è composta da serbatoi di acciaio e da qualche tronco conico per il Pinot Nero. Con Mirco ci siamo presi subito, senza aprire una bottiglia mi fa sentire dai serbatoi tutto il possibile, da tutta la produzione 2015, da vini del 2014, fino a qualche 2013. Qui non si usano solfiti, o davvero pochi, qui non si filtra quasi mai, qui i lieviti usati sono lieviti indigeni, le fermentazioni sono spontanee. Veniamo agli assaggi, davvero tanti, parlando degli uvaggi, diventeranno poi vini da classificare con il loro nome in base alla qualità, e qui la qualità è davvero alta.

Garganega in piena fermentazione, ma la dice già tutta su quello che diventerà un buon vino, di solito la Garganega viene usata per il Pendio tagliato con l’uva Vespaiolo. Vespaiolo 2015, inizio fantastico, profumi inebrianti, questo non può che diventare un Vignasilan, oggi è in vendita il 2012, qui si produce anche un altro Vespaiolo dal nome Soarda, senza solfiti, due vini che non vedo l’ora di sentire. Mi merito anche l’assaggio del Vespaiolo 2014, vino in piena evoluzione, sapere quale dei due diventerà il migliore, li terrò in mente e vedrò nel tempo. Si passa ai rossi iniziando dal Merlot 2015, vino? Mosto intrigante, lui diventerà il Terre di Lava e mi incuriosisce assai. Eccoci al Marzemino, e qui come non sentire tutta la territorialità di questo vino, mi sembra di sentire anche il vento della Valsugana, lui diventerà il Gaggion. Il Gaggion 2012 degustato a Merano durante la giornata del Bio&Dynamica, mi è piaciuto per la sua facilità di beva.  Si passa al Pinot Nero, degustando il 2015, il 2014 e il 2013, sfido chiunque a dire: questo è un Pinot Nero della Borgogna o non lo è, questo è un vino rosso italiano fatto con Pinot Nero, un Pinot Nero che in tutte e tre le annate ha da dire tante cose, oggi è in commercio l’annata 2012, degustata a Merano, mi è piaciuto tanto, come è piaciuto a tutti quelli che ci ho portato a farlo sentire. Per finire ecco il Carmenere 2014, una mia passione, resto senza parole davanti a tanta complessità, il Carmenere va a finire insieme ad altri uvaggi autoctoni ne Il Saggio. Altri progetti sono in corso in questa azienda tra cui due vini senza solforosa aggiunta, il 121 b.c. da carmenere e il Musso da carmenere, groppello e marzemino. Spero di tornare a visitare questa azienda che mi ha intrigato assai, anche perché la loro origine è da ristoratori, il loro Pulierin era uno dei locali più apprezzati nel bassanese. Oggi il Pulierin Enotavola è qui. Dove seduti si possono gustare i vini dell’azienda e qualche piatto della casa. Quindi tornare è quasi un obbligo.  

Pasquale Pace
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