Tutto in un giorno si può fare se si va in locali dove ti piace godere. Ristorante Romano, bar Martinucci, pasticceria Belle Helene ed enoteca Giannino 1936

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Romano Ristorante di Roberto Franceschini
Via G. Mazzini, 122
Viareggio (Lu)
www.romanoristorante.it

Martinucci Laboratory
Stazione Termini
Piano -1 da Via Giolitti
Roma
www.martinuccilaboratoryroma.it 

Belle Helene di Francesca Castignani
Pasticceria – Caffetteria – Produzione Artigianale
Via G. Garibaldi, 12
Tarquinia (Vt)
www.pasticceriabellehelene.com

Ristorante Enoteca da Giannino 1936 di Mario Bigotti
Via A. De Gasperi, 646
Serravezza (Lu)

Tutto in un giorno si può fare. Dai nostri programmi, il locale a cui puntavamo di più era Romano, se poi eventualmente i nostri stomaci avrebbero resistito, si sarebbe andati da Giovannino a trovare Mario Bigotti. Ecco il racconto di un’ottima giornata.

Parto presto dal mio paesello, come sempre con i mezzi necessari per raggiungere in tempo gli appuntamenti, i luoghi, i locali o gli eventi. Pullman, treno e metro, tutto puntuale a raggiungere, in un sabato con pochissima gente, la coppia di amici Gabriella e Massimo. Ma prima, glielo avevo promesso, vado da Martinucci alla stazione Termini di Roma.

Il pasticciotto viene annunciato dal profumo che arriva fuori piazza dei Cinquecento. Ecco, anche bendato potrei arrivare al bel banco della pasticceria, basterebbe seguire l’odore. La barista annuncia il mio arrivo con un sorridente buongiorno, io gli ordino il pasticciotto, un cappuccino e altri tre dolci da portare via, dicendogli che mi siedo in uno degli sgabelli. Lei: “Si accomodi, ecco il pasticciotto adesso le porto il cappuccino”

Senza aspettare il cappuccino mordo il pasticciotto, è caldo, appena fatto, è croccante, la crema è buonissima, rido felice, la giornata non può iniziare meglio, anche se sono due ore che sono in piedi.

Mi porta il cappuccino, ne faccio un sorso, torno sul dolce è ancora più buono dell’altre volte, forse c’è l’entusiasmo nel pensare alla giornata che mi attende, senza forse e senza altri entusiasmi, questa è la conferma di stare davanti ad un ottimo dolce.

L’ultimo pezzo lo immergo nel cappuccino, è buonissimo prenderlo con il cucchiaino sapendo anche che un po’ di crema si staccherà e sarà bellissimo cercarla. Appagato da tutto ciò, penso che il pasticciotto di Martinucci sarà uno dei tre migliori dolci da bar pasticceria per l’anno 2020.

Vado verso l’appuntamento con il profumo dei pasticciotti nello zaino, arrivo a Piazza Re di Roma e Massimo e Gabriella sono ad aspettarmi. Si parte. Durante il viaggio ci accorgiamo che stiamo in netto anticipo, una sosta? Perché no. Troppa è la voglia di raggiungere Tarquinia, di tornare a trovare Francesca Castignani nella sua fantastica pasticceria-bar la Belle Helene, poi loro non ci sono mai stati, essendo goduriosi come me si meritano di conoscere un locale tra i migliori d’Italia.

L’arrivo a Tarquinia ci fa avere la fortuna di trovare un ottimo posto per la macchina, siamo a 200 metri dal Bar e vicinissimi al laboratorio di Francesca.
Entrare in questo locale è sempre un’emozione, scegliamo il tavolo, ordiniamo caffè e cappuccino, di alto livello entrambi, poi tre dolci: il frangipane (http://www.ilgourmeterrante.it/sito/in-pochi-bar-pasticcerie-del-mondo-si-mangia-un-cornetto-tanto-buono-come-dalla-belle-helene-di-tarquinia-vt/), il bostock mandorle e fior d’arancio e infine una brioche con crema pasticcera e mele leggermente profumate alla cannella. Tre dolci fantastici, siccome alla bontà non c’è mai fine, ecco che Enrico ci porta un cornetto con pera e cioccolato, da qui a dedurre che in pochi bar-pasticceria del mondo si osa con tanto burro. Il profumo è inebriante, ogni sfoglia è una poesia, un capolavoro. Questa è la Belle Helene. Ogni volta si hanno conferme, ogni volta ci sono novità, ogni volta resto sbalordito da tanta bontà, da tanta qualità, da tanta arte, da tanta cordialità… potrei continuare per ore a descrivere il mondo di Francesca ed Enrico. Bravi come sempre, ma anche di più.
Si riparte per il nostro principale obbiettivo, un viaggio tranquillissimo fino ad arrivare in perfetto orario da Romano.

All’entrata i saluti di Romano e del cameriere Luigi mi mettono subito a mio agio, sentirsi a casa è un attimo, Roberto arriverà presto e sarà gioia grande. Oggi a pranzo e finalmente solo in tre.

La tavola si arricchisce di profumi, sono arrivati tre pani.  
L’inizio è sempre la mini frittura da mangiare con le mani, altrimenti te la tolgo. Ogni prodotto è fritto benissimo e molto leggero, il fritto continua con un’ottima sogliola. Rivalutiamo le sogliole ne vale la pena.

Roberto dopo i saluti torna felice con il pane di Altopascio, a vederlo ti fa pensare subito a olio e salumi, lo provo con l’olio ed è gustosissimo, croccante e sciapo, ottimo per fare la scarpetta al piatto che è appena arrivato: Ostrica, mazzancolla e zuppetta di cetriolo, molto accattivante. Inizio fresco. 

Si continua prima dell’arrivo dei crudi: Tartare di ombrina alla pizzaiola. Ottima idea per un boccone di buona cucchiaita.

Iniziano i crudi e il crudo da Romano è sempre pieno di gusto, con un ottimo sapore di mare. Primo piatto, cinque crudi.

Arrivano i cucchiai di Romano. Tutti buoni, un paio da leccarsi il cucchiaio per quanta freschezza e qualità c’era.

Il carciofo al cubo. Piatto che mi intriga, Roberto ci ha fatto mettere anche uno scampo a far si che questo piatto mi piacesse ancora di più. Nicola Gronchi ha saputo interpretare un piatto di Romano alla perfezione. Tutti e tre i carciofi molto buoni, a volte nemmeno a Roma li mangi così bene. Buonissima la maionese di Luigi… il cameriere.

Triglie scottate, maruzzelle e salsa al curry. Lo mangio con il cucchiaio, così da prendere più prodotti possibili. Le Maruzzelle danno consistenza, la triglia è perfetta, la salsa al curry è leggera ma saporosa, il tutto fa un piatto che mi è piaciuto assai, piatto che si merita la foto prima e dopo.

Mi piace tanto ritornare in alcuni ristorante e richiedere piatti che mi piacciono assai. Romano e i suoi calamaretti sono tra questi.
Anche oggi li ho mangiati ancora una volta con le mani e ogni boccone era un piacere grande, li ho gustati, li ho goduti, perché sono qualcosa di fantastico. Oggi mi è venuta voglia di fotografarli come se fossero i calciatori della Roma, perché questo piatto si ama come si può amare solo la Roma e Roberto ne sa qualcosa. Oggi mi sono sembrati ancora più buoni. Oggi sono stati in compagnia di piatti nuovi che mi hanno fatto apprezzare il nuovo cuoco Nicola Gronchi.

Quando vengo da Romano, uno dei miei vini preferiti è il Fiano Riserva Tognano di Rocca del Principe.  Poi quando c’è un’annata vecchia in grande forma come questa, il piacere aumenta. Vino ottimo.
Risotto “Gran Riserva Gallo” sedano rapa al barbecue, con sgombro marinato. Piatto troppo forte nello sgombro: Immagino già che si dirà c’è chi lo ama e chi no. Io farei passo un’altra volta.

Spaghetti “dei Campi” 2016 aglio, olio e peperoncino, battuto di crostacei, polvere di olive e bottarga. Ogni forchettata un pieno di ottimi sapori. Tutto si fa apprezzare fino ad arrivare ad una grande scarpetta con il pane di Altopascio.

Roberto arriva con una sorpresa, si brinda all’amicizia, a una nuova proprietà della Roma,  con un amico per sempre, il Methius della Cantina Dorigati. Annata 2012 in forma smagliante, una bevuta stupenda. Spumante che si candida a essere una dalle tre bollicine per l’anno 2020.

Zuppa di pesci cotti e crudi, come un caciucco. Parlando con Roberto e Nicola Giancarlo Gronchi ho saputo che questo è un piatto del cuoco. Questo mi ha fatto piacere, questo piatto è buonissimo, è divertente, è gustoso, è gioioso… è “BUONO ASSAI”.

A finire un gran buon classico dei dolci di Romano. I sorbetti di Romano, in quattro gusti di frutta, uno più buono dell’altro. Mi verrebbe da dire: “pronto a ricominciare, tanto ho mangiato bene”.

Piccola pasticceria. Ahimè ho dimenticato di chiedere a Romano le sfere di cioccolato bianco, sarà per la prossima volta. Esco felice anche se abbiamo dimenticato di fare la foto con Romano e Roberto.

Il tempo è brutto, sarebbe stato bello fare una passeggiata e smaltire un po’… il quarto appuntamento ci aspetta.

Un po’ di riposo e si parte per andare a trovare Mario Bigotti nel suo ristorante-pizzeria.

Prima o poi dovevo  venire a trovare Mario, ero pieno dal pranzo da Romano, ma a leggere il menù mi è arrivata l’acquolina in bocca. Poi c’era la promessa di assaggiare la pizza di Mario. Pizza sia.

Base bianca con mozzarella fior di latte – cavolo nero – burrata di Gioia del Colle – acciughe del Cantabrico. I prodotti che sono su questa pizza sono tra i miei preferiti, sono gustosi, la base della pizza è fatta molto bene, la combinazione di tutto ciò è il risultato di una pizza molto buona. Bravo Mario mi hai convinto, la tua passione ti ha portato ad essere un ottimo pizzaiolo.

Base bianca con mozzarella fior di latte – lardo – ricotta – pistacchi e mandarini. Pizza in più, te “pozzeno”, ghiotta, estrema, ma cavolo se si prende tutto insieme è una pizza da dividersi in tre con grande piacere.

Tordelli versiliesi chiusi a mano. Qui una porzione sono dodici, immaginate l’abbondanza, noi divisi in tre, oggi eravamo pieni, se un giorno tornerò, per recuperare ne prenderò 15… bello e ottimo quando si sentono i sapori di casa.

Picchiante (umido con cuore, polmone e milza) – quinto quarto. Ecco che facciamo il botto, ma tutti i pezzi più buoni, più teneri li ho mangiati… e poi anche il resto, mi è mancata la scarpetta.

Vini e olio buono qui da Mario non mancano. Non manca la qualità, si sta bene e ho voglia di tornarci, mi piacciono i locali come questo dove si trovano tipicità e l’aria di casa.

Si conclude così una giornata da gourmet errante, grazie a Massimo e Gabriella che mi hanno supportato in tutto. Ottima compagnia per affrontare un errare così buono e ottimo. 

Pasquale Pace
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