Sora Maria e Arcangelo – Bistrot64.

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Sora Maria e Arcangelo
Via Roma, 42
Olevano Romano (Rm)
www.soramariaearcangelo.com

Bistrot64
Via Guglielmo Canterini, 64
Roma
www.bistrot64.it

15 Dicembre 2014 – Il pranzo di Natale a cena.

Il tutto era nato circa un mese fa con la venuta al mio paese, Olevano Romano, nel Ristorante Sora Maria e Arcangelo del duo di Bistrot64: Emanuele Cozzo e Noda Kotaro accompagnati da Vincenzo Pagano di Scatti di Gusto. Alla fine di un pranzo iniziato a mezzogiorno e protrattosi fino alle 18,00, Vincenzo ha lanciato l’idea di fare un pranzo a quattro mani al Bistrot 64 di Roma. Il giorno dopo, avuto “l’arduo” compito di telefonare a Giovanni e di convincerlo ad accettare la proposta sebbene molto stanco per l’immane lavoro prenatalizio, l’idea è stata partorita!!! Poiché il Natale si avvicina sempre più, l’evento è stato chiamato simpaticamente “Il Pranzo di Natale a cena”. La proposta era di fare tre piatti a testa, uno, Giovanni,  della tradizione romana, gli altri piatti rivisitati in chiave moderna da Noda. Stabilita la data, dopo qualche giorno il pienone era già assicurato e in un attimo ci ritroviamo al 15 dicembre, data dell’evento tanto atteso. Per quelli come noi che partivano da Olevano, la cena è iniziata dal pranzo……….un po’ per aiutare lo chef e un po’ come prova dei piatti della serata. Nel primo pomeriggio si parte per l’ennesima avventura romana. Arrivati è già tutto pronto grazie allo staff del Bistrot64 (GRAZIEEEEEEEe, ragazzi!!!). Non resta che attendere le 20,30 per l’arrivo della stampa e degli ospiti paganti.

Alle 21,00, dopo l’aperitivo in piedi, inizia la cena: si parte con un ottimo panin-one croccante e ben fatto. Si prosegue con gli antipasti: il primo assaggio è un piatto di Giovanni Milana, Bollito di cappone in salsa verde con puntarelle e acciughe. Ai tavoli qualche lamentela per la porzione: troppo poco il bollito e ancor meno la salsa verde, perfetta nelle sua classicità.

E’ il turno di Noda Kotaro che si fa notare per il suo panino, Si nun è zuppa è pan bagnato, che andava mangiato con le mani (E’ un panino!!! Da non dimenticare)  sebbene avessi tentato di mangiarlo con forchetta e coltello………….che dire? Semplicemente buonissimo!

Adesso i primi: per Giovanni, Spaghetti spezzati in brodo di arzilla e broccoli con l’aggiunta delle foglie e di qualche gambo che hanno dato colore a un piatto classico della cucina romana, io adoro questo piatto, eseguito molto bene;  per Noda, Ravioli broccoli e arzilla, piatto ricco che è piaciuto a tutti; io l’ho riprovato e lo riproverei ancora in un altro modo perché sono sicuro che sarebbe un piatto perfetto visti gli ingredienti! Sui secondi sfidano il capitone: Giovanni con il capitone alla romana, sugo buonissimo che forse ha fatto perdere le caratteristiche del capitone e Noda con capitone laccato al miele di castagno, piatto che ha divertito me e il mio palato. Confesso di non amare le laccature, ma questo piatto ha un solo difetto:  i filetti di capitone dovevano essere due!!!! Per provare tutto il piacere basta mischiare i tre sapori del capitone, la cipolla e la polenta!!! Piacere assoluto! Una cena (pranzo) lungo a quattro mani di due cuochi bravi davvero. Il tutto accompagnato dai vini in mescita dal menù. Io, grazie a un sempre più bravo Fabio Cagnetti, ho potuto bere alla grande!!!

Dulcis in fundo, si dice: qui è stata la degustazione di ben quattro panettoni!!!

  • la Focaccia di Claudio Gatti della Pasticceria artigianale Tabiano a Salsomaggiore Terme (Pr) pasticceriatabiano.it;
  • il Panettone Pera e Cioccolato della Pasticceria Vincenzo Tiri ad Acerenza (Pz);
  • il Panettone Classico di Alfonso Pepe a Sant’Egidio del Monte Albino (Sa) pasticceria-pepe.it
  • il Panettone all’Arancia di Pietro Macellaro della Pasticceria Agricola Cilentana a Piaggine (Sa) pietromacellaro.it.

Mi dilungherò su questi quattro panettoni: la Foccacia di Gatti è uno dei miei tre dolci dell’anno, non aggiungerei nulla e farei parlare il dolce!!!

Il Panettone di Pepe? Molto tradizionale, ma mi ha lasciato un ricordo migliore il suo Mandorlato, assaggiato un paio di giorni prima.

Che dire sul Panettone di Tiri? Non è il mio genere!!!

Infine il Panettone di Macellaro……….mi ha fatto esclamare di gioia e piacere!!! Posso solo dire che questo pasticciere non è un macellaro è un artista. Vero. E’ sublime il suo panettone. Per vederlo, basta guardare il filmato su www.scattidigusto.it

Ovviamente, non si poteva non finire con la tradizione più classica!!! E così è stato: pampepato di Olevano Romano fatto dalla Sora Rita, mamma di Giovanni Milana e tozzetti di Bistrot64. Il tutto accompagnato da un grande vino dolce portato da Fabio per sugellare una serata davvero splendida.

 

Pasquale Pace
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