Slow Wine Guida 2020 I Vini Slow, i Grandi Vini e i Vini Quotidiani per il Trentino Alto Adige con un mio piccolo commento vino per vino

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Slow Wine Guida 2020
I Vini Slow, i Grandi Vini e i Vini Quotidiani per il Trentino Alto Adige
12 Ottobre 2019

Terme del Tettuccio
Montecatini Terme (Pt)
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Continuo con il Trentino Alto Adige  a commentare i Vini Slow, i Grandi Vini e i Vini Quotidiani regione per regione della guida dello Slow Wine 2020, aspettando la grandissima degustazione di Montecatini Terme del 12 ottobre 2019. Io sto contando le ore che arrivi… oggi siamo a meno 12 giorni.
Ecco i premiati della guida per il Trentino Alto Adige, ma più che i premiati, voglio dire per una maggior parte i vini che piacciono a me, i produttori che piacciono a me, le persone che vado a trovare nelle loro aziende e quindi via a continuare con il Trentino Alto Adige. Prima dell’elenco ecco il commento alla regione a cura della redazione dello Slow Wine.

ALTO ADIGE
A guardarlo ora l’Alto Adige enoico – con i suoi vigneti curati, che disegnano il paesaggio urbano e quello collinare fino ad arrampicarsi eroici sui pendii delle montagne, con le sue splendide tenute e i suoi vini impeccabili – sembra quasi un territorio fiabesco dove tutto convive in una sorta di armonia felice ma statica. In realtà, se c’è una cosa che gli altoatesini non sanno fare è stare con le mani in mano. Lo dimostrano bene gli ultimi dieci anni di storia vitivinicola.

In questo lasso di tempo la produzione locale è riuscita, infatti, non solo a saldare l’alto livello qualitativo raggiunto grazie alle politiche messe in atto a partire dalla metà degli anni Ottanta, ma anche a raccontare ed esportare tale qualità nel resto del mondo. Per quest’ultimo aspetto un grande merito va al Consorzio Vini Alto Adige, creato nel 2007, e del quale fanno parte le cooperative sociali, i commercianti di vino e i vignaioli indipendenti.

Da oltre 10 anni, infatti, il Consorzio svolge un’intensa attività di marketing, fungendo da vero e proprio amplificatore e collante delle realtà locali. Un grande lavoro, in tal senso, è stato fatto e continua a essere fatto anche dalle cantine sociali che, anche grazie all’elevato numero di bottiglie prodotte, riescono a raggiungere e conquistare un pubblico vasto e internazionale.

Le cantine cooperative, inoltre, da sempre protagoniste della rinascita del vino sudtirolese, negli ultimi anni stanno dando vita anche a etichette di punta, che nascono da selezioni e che sfidano il mercato con prezzi ambiziosi.

Dal 2009 a oggi si è rafforzata molto anche l’identità dei vignaioli, dotati di personalità eterogenee e tenaci e capaci di produzioni particolarmente sensibili e originali. Fra queste tante belle sorprese stanno arrivando dalle giovani generazioni, che mostrano grande attenzione verso un’agricoltura sempre più rispettosa e sostenibile e verso una vinificazione premurosa ma poco interventista, che si affida alla materia prima.

Insomma, anche nel tranquillo Alto Adige (e per fortuna) non mancano produttori che animano i dibattiti e scuotono il territorio con idee nuove e vini che ne estendono le possibilità espressive. Molti viticoltori locali inoltre si stanno interessando alle varietà resistenti alle malattie funginee (PIWI) sperimentandone, fra i pochi in Italia, le proprietà in vigna e i risultati in cantina.

Negli ultimi tempi, infine, è stato imbastito un importante lavoro di zonazione, volto a individuare le “Unità Geografiche Aggiuntive”, che dovrebbe vedere la luce nei prossimi mesi. Cosa ci aspetta per il futuro? Difficile dirlo ma, a giudicare dagli ultimi 10 anni, possiamo affermare con sicurezza che l’Alto Adige non si siederà sugli allori dei successi raggiunti ma continuerà nelle proprie conquiste vitivinicole.”

VINO SLOW

A.A. Lagrein Riserva 2013, Nusserhof – Heinrich Mayr (lui è bravo in tutto)
A.A. Lagrein Riserva 2016, Glassierhof – Stefan Vaja (ma quanti ne conoscete?)
A.A. Pinot Bianco Terlano Eichhorn 2017, Manincor (uno dei Pinot Bianchi più buoni d’Italia e non solo)
A.A. Schiava Classico 2016, Reyter (da conoscere)
A.A. Valle Isarco Riesling Kaiton 2018, Kuenhof – Peter Pliger (siamo ritornati agli allori di qualche anno fa)
A.A. Valle Venosta Pinot Nero 2016, Stachlburg (forse lo sentirò da Proposta Vini)
Caroline 2016, Pranzegg – Martin Gojer (lui fa vini molto buoni)
Gran Lareyn 2017, Loacker (è tanto che non sento i loro vini)
Pinot Bianco Vom Muschelkalk 2017, Weingut Abraham (ma quanti ne conoscete?)
Pinot Grigio 2017, Grawü (ma quanti ne conoscete?)
Roter Malvasier 2016, In Der Eben – Urban Plattner (mi piacciono i loro vini)

GRANDE VINO

A.A. Gewürztraminer Nussbaumer 2017, Cantina Tramin (un grande classico)
A.A. Pinot Nero Bachgart Riserva 2016, Klaus Lentsch (da sentire)
A.A. Pinot Nero Praesulis 2017, Gumphof – Markus Prackwieser (un vero campione in tutto)
A.A. Santa Maddalena Cl. 2017, Erbhof Unterganzner – Josephus Mayr (lui è bravo in tutto)
A.A. Santa Maddalena Hub 2017, Untermoserhof – Georg Ramoser (buono, da bottiglia “vino buono quando finisce”
A.A. Sauvignon Voglar 2017, Peter Dipoli (un grande classico dei sauvignon italiani)
A.A. Terlano Pinot Bianco Rarity 2006, Cantina Terlano (beato chi lo potrà degustare, bere)
A.A. Val Venosta Riesling Windbichel 2017, Unterortl – Castel Juval (insieme a Falkenstein riesling migliori dei vini tedeschi)
A.A. Valle Isarco Müller Thurgau Praepositus 2018, Abbazia di Novacella (certo ne capirete sicuramente più di me)
A.A. Valle Isarco Riesling 2017, Köfererhof – Günther Kerschbaumer (un campione del mondo)
A.A. Valle Isarco Sylvaner 2018, Hoandlhof – Manni Nössing (bello rivederti in qualche premio)
A.A. Valle Isarco Sylvaner AnJo 2017, Strasserhof – Hannes Baumgartner (mi piacciono i suoi vini)
Donà Blanc 2013, Hartmann Donà (certo ne capirete sicuramente più di me)

VINO QUOTIDIANO

A.A. Schiava 2018, Bergmannhof – Josef Pichler (il primo di quattro vini da bere tutti i giorni)
A.A. Schiava Alte Reben 2018, Glögglhof – Franz Gojer (il secondo di quattro vini da bere tutti i giorni)
A.A. Schiava Menzen 2018, Cantina Colterenzio (il terzo di quattro vini da bere tutti i giorni)
T Bianco 2018, Cantina Tramin (il quarto di quattro vini da bere tutti i giorni)

 

TRENTINO

“In passato abbiamo insistito spesso sulle notevoli potenzialità, in molti casi non pienamente espresse, del mondo del vino trentino: volendo oggi tracciare un sommario bilancio dopo 10 edizioni di Slow Wine vissute sul campo, frequentando quasi quotidianamente le cantine e le vigne di questa provincia autonoma, viene da dire che qualcosa si è mosso. Siamo di fronte a un territorio che in apparenza non ha mostrato grandi segni di dinamismo o di discontinuità con quanto accaduto in passato; utilizzando tuttavia una lente d’ingrandimento più precisa, si nota qualche importante novità che potremmo definire una sorta di piccolo rinascimento della vitivinicoltura trentina.

Partiamo da un dato di fatto, rimasto immutato in questo decennio: il mondo della cooperazione in Trentino controlla circa il 90 per cento della produzione vinicola e ricopre quindi un ruolo di enorme importanza nella definizione delle politiche in materia. Gli investimenti in fiumi di vino economico fatti perlopiù in passato da questo comparto produttivo si stanno rivelando oggi azzardati e miopi.

Questi disegni commerciali sfuocati hanno comportato nel tempo un generalizzato calo dei prezzi delle uve, che sta giocoforza imponendo a molte aziende agricole di fermarsi a ripensare la propria strategia produttiva. Un ripensamento che per fortuna ha investito anche qualche realtà produttiva di dimensioni rilevanti, segno che un’idea differente di vino si sta lentamente ma progressivamente diffondendo.

Se ciò avviene è sicuramente per merito di molti piccoli o piccolissimi produttori, in massima parte associati al Consorzio dei Vignaioli Trentini, capaci di investire in produzioni enologiche di personalità assoluta: il lavoro fatto su nosiola, incrocio Manzoni, riesling – solo per citare i vitigni maggiormente premiati nelle ultime edizioni di questa guida, e senza dimenticare l’eccellente lavoro che si sta facendo attorno al teroldego e al marzemino, e alle certezze qualitative che arrivano da tempo dai tagli bordolesi della Bassa Atesina – ci consegnano oggi un’immagine del Trentino fatta di vini autenticamente territoriali, impeccabili dal punto di vista tecnico, ma soprattutto curiosi e divertenti da bere.

Questo movimento ha messo in moto anche una riconsiderazione della geografia dei vigneti trentini nel loro complesso, fino ad oggi compressi e concentrati nella valle dell’Adige, e ha portato, in maniera intelligente e lungimirante, alla riscoperta di territori inconsueti per la moderna viticoltura, ovvero le tante piccole valli laterali dove in passato fiorivano vigne di grande qualità. Speriamo che questi accenni siano solo l’avanguardia di qualcosa di più vasto e duraturo.”

VINO SLOW

Nosiola 2017, Vignaiolo Fanti (sono felice che tra 44 giorni lo andrò a visitare)
Nosiola 2018, Maso Grener (certo ne capirete sicuramente più di me)
Nosiola Fontanasanta 2017, Foradori (certo ne capirete sicuramente più di me)
Teroldego Rotaliano Maso Chini 2016, Andrea Martinelli (ma quanti ne conoscete?)
Trentino Gewürztraminer 2017, Maso Furli (lui è bravo)
Trentino Marzemino 2017, Lorenzo Bongiovanni (ma quanti ne conoscete?)
Trentino Moscato Rosa 2018, Maso Bergamini (ma quanti ne conoscete?)
Trentino Vino Santo 2005, Pisoni (da sempre un ottimo vin santo)

GRANDE VINO

Nosiola Corylus 2017, Cantine Monfort (un vino davvero di notevole fattura)
Nosiola Largiller 2012, Cantina Toblino (certo ne capirete sicuramente più di me)
Pragiara 2016, De Tarczal (da conoscere)
San Leonardo 2015, Tenuta San Leonardo (certo ne capirete sicuramente più di me)
Trentino Müller Thurgau Vigna delle Forche 2017, Cembra – Cantina di Montagna (un grande vino, un grande posto la vigna delle Forche)
Trento Dosaggio Zero Riserva 2012, Letrari (bello vedere gli ottimi Trentodoc in questa lista)
Trento Dosaggiozero Riserva Bio 2015, Maso Martis (bello vedere gli ottimi Trentodoc in questa lista)
Trento Extra Brut Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2008, Ferrari (un grande spumante italiano, adorato anche dai francesi)

VINO QUOTIDIANO

Blanc de Sers 2017, Cantine Monfort (il primo di sei vini da bere tutti i giorni)
Rebo 2016, Pravis (il secondo di sei vini da bere tutti i giorni)
Trentino Lagrein 2018, La Vis (il terzo di sei vini da bere tutti i giorni)
Trentino Lagrein Kretzer 2018, Dorigati (il quarto di sei vini da bere tutti i giorni)
Trentino Müller Thurgau Laetitia 2018, Cantina Romanese (il quinto di sei vini da bere tutti i giorni)
Trentino Schiava 2018, Cembra – Cantina di Montagna (il sesto di sei vini da bere tutti i giorni)

Le etichette premiate che vedete qui elencate potrete trovarle in degustazione a Montecatini Terme il 12 ottobre, per non perdervi il più grande evento di presentazione di una guida italiana cliccare qui. 

Pasquale Pace

Il Gourmet Errante, è ciò che faccio da sempre per passione. Ho avuto l'opportunità di degustare tanti vini e prodotti e di passare bellissimi momenti di confronto, discussione e allegria con produttori e artigiani di tutta Italia. Ho vissuto l’evoluzione di molte aziende e nel corso degli anni la curiosità, la ricerca e le scoperte mi hanno portato a disegnare una mappa di emozioni, fatta di persone e storie, che ho sempre cercato di comunicare e promuovere.
Pasquale Pace
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