Slow Wine Guida 2019 I Vini Slow, i Grandi Vini e i Vini Quotidiani per l’Alto Adige con un mio piccolo commento

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Slow Wine Guida 2019
I Vini Slow, i Grandi Vini e i Vini Quotidiani per l’Alto Adige
13 Ottobre 2018
Terme del Tettuccio
Montecatini Terme (Pt)
www.slowfood.it/slowine/

Lo Slow Wine inizia a presentare, regione per regione, le aziende premiate con i vini slow, con i grandi vini e i vini quotidiani per la guida 2019, fino ad arrivare alla grande degustazione di Montecatini  (qui il mio racconto dell’edizione passata).
Per saperne di più cliccate qui: La grandissima degustazione di Montecatini Terme (13 ottobre) si avvicina! Per non perderla clicca 
qui

Alla degustazione saranno presenti quasi o tutti i vini premiati, quasi o tutti i produttori premiati. Io metterò il commento alla regione e l’elenco dei premiati a opera della redazione dello Slow Wine.
Con molto piacere farò anche un mio piccolo commento, eccolo: Dire dell’Alto Adige, è dire di vini bevuti tantissime volte, in tutte le occasioni, vini che mi piacciono da sempre, nell’elenco ce ne sono tanti tra i preferiti della mia vita di consumatore. Ho detto della gioia che mi ha dato la chiocciola a Christian
Kerschbaumer della cantina Garlider, bello ritrovarlo qui con il suo Sylvaner 2016.
Per la prima volta vedo il Rouge 2017, Tenuta Dornach – Patrick Uccelli, produttore e vino scoperti in una degustazione a Trento… e poi? Poi ci sono tutti i miei preferiti, quindi complimenti a chi ha assaggiato per questa regione.

La 2017 è stata un’annata non facile per l’Alto Adige: gelate primaverili e grandinate estive hanno provocato perdite significative di produzione in valle Isarco, in Bassa Atesina e in parte nell’Oltradige, dando filo da torcere ai viticoltori. La vendemmia è stata comunque portata a casa con successo, come ha dimostrato l’alto livello degli assaggi, e ciò grazie a un attento e coscienzioso lavoro di selezione in vigna e a un vivo spirito di collaborazione.

Un dato che ci colpisce sempre di questo territorio, infatti, è la capacità di fare squadra e procedere coralmente nelle scelte e di fronte alle difficoltà. Non è un caso che in Alto Adige le cantine sociali, che rappresentano il 70 per cento dell’intera produzione, siano state tra le apripista della rivoluzione qualitativa e, ancora oggi, siano le prime a sfidare il mercato con etichette importanti, in termini sia di pregio qualitativo sia di prezzo. In questo percorso virtuoso gran parte del merito va dato ai vari kellermeister lungimiranti e coraggiosi che, a partire dalla metà degli anni Ottanta, hanno scommesso sulle potenzialità di questa terra.

Tra questi vorremmo ricordare due fondamentali protagonisti della scena produttiva altoatesina, recentemente purtroppo scomparsi: Sebastian Stocker, storico cantiniere della Cantina di Terlano e pioniere dei grandi bianchi da invecchiamento, e Luis von Dellemann, per oltre quarant’anni enologo “di casa” di Alois Lageder.

L’unione che rende forte l’Alto Adige, però, va ben oltre il sistema cooperativistico, in quanto è garantita da un approccio culturale e sociale che coinvolge anche gli altri due tasselli del mosaico vitivinicolo: i commercianti di vino (il 25 per cento della produzione) e i vignaioli indipendenti (il 5 per cento), tutti o quasi riuniti insieme alle cooperative sociali sotto il grande cappello del Consorzio Vini Alto Adige. Molti dei vignaioli indipendenti hanno un passato da conferitori di uve e nel tempo hanno dato vita a realtà originali e di indiscusso valore, come dimostrano le due nuove chiocciole assegnate a Urban Plattner della cantina Weingut in der Eben di Cornedo all’Isarco/Karneid e a Christian Kerschbaumer della cantina Garlider di Velturno/Feldthurns.

Nel frattempo continuano i dibattiti locali sull’individuazione delle nuove menzioni geografiche aggiuntive, che sta riguardando in particolare le zone più vocate per il pinot nero, e sui cambiamenti climatici, che sta portando diversi viticoltori a sperimentare e investire in appezzamenti in alta quota.

Insomma, una regione tanto piccola quanto caparbia e dotata, per la quale crediamo che la sfida attuale sia quella di amplificare le possibilità espressive del proprio variegato territorio, nell’ottica di vini sempre più identitari e appassionanti. Ci lasceremo sorprendere!

Le etichette segnalate con un riconoscimento in Slow Wine 2019:

VINO SLOW

A.A. Gewürztraminer Am Sand 2016, Alois Lageder
A.A. Schiava 2017, Glassierhof – Stefan Vaja
A.A. Schiava Gschleier Alte Reben 2016, Cantina Girlan
A.A. Terlano Chardonnay Sophie 2016, Manincor
A.A. Val Venosta Riesling Unterortl 2017, Unterortl – Castel Juval
A.A. Valle Isarco Riesling Kaiton 2017, Kuenhof – Peter Pliger
Elda 2014, Nusserhof – Heinrich Mayr
Kastlet 2015, Loacker
Kerner Radoy 2014, Radar – Norbert Blasbichler
Pinot Bianco Vom Muschelkalk 2016, Weingut Abraham
Rouge 2017, Tenuta Dornach – Patrick Uccelli
Sankt Anna 2015, Weingut in der Eben – Urban Plattner
Sylvaner 2016, Garlider – Christian Kerschbaumer
Vino Rosso Leggero 2017, Pranzegg – Martin Gojer

GRANDE VINO
A.A. Chardonnay AU Ris. 2015, Tiefenbrunner Castel Thurmhof
A.A. Gewürztraminer Epokale 2010, Cantina Tramin
A.A. Pinot Bianco Klaser Ris. 2015, Niklaserhof
A.A. Pinot Bianco Quintessenz 2016, Cantina Caldaro
A.A. Pinot Bianco Renaissance Ris. 2015, Gumphof – Markus Prackwieser
A.A. Pinot Nero 2016, Gottardi
A.A. Pinot Nero Ludwig 2015, Elena Walch
A.A. Sauvignon Voglar 2016, Peter Dipoli
A.A. Pinot Bianco Rarity 2005, Cantina Terlano
A.A. Valle Isarco Riesling 2017, Strasserhof – Hannes Baumgartner
A.A. Valle Isarco Veltliner Eichberg 2016, Klaus Lentsch
A.A. Valle Venosta Riesling 2016, Falkenstein . Franz Pratzner

VINO QUOTIDIANO
A.A. Lago di Caldaro Klaser 2017, Niklaserhof
A.A. Pinot Bianco 2017, Erste + Neue
A.A. Santa Maddalena Cl. 2017, Untermoserhof – Georg Ramoser
A.A. Schiava 2017, Bergmannhof – Josef Pichler
A.A. Schiava Alte Reben 2017, Glögglhof – Franz Gojer
A.A. Valle Isarco Müller Thurgau 2017, Röckhof – Konrad Augschöll
T Bianco 2016, Cantina Tramin 

Pasquale Pace
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