Ristorante Essenza da Pontinia a Terracina per essere ancora più bello e soprattutto più buono assai

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Ristorante Essenza di Simone Nardoni e Ilary Mandatori
Via Camillo Benso Conte di Cavour, 38
Terracina (Lt)
www.essenza.co
www.ilgourmeterrante.it
www.codivin.com
www.cantinaconforme.it
www.vinointorno.it

Il giorno era destinato al pranzo da Essenza, ma una giornata bellissima ci ha permesso di anticipare la nostra venuta a Terracina e salire sul Tempio di Giove Anxur da dove si domina, tra muri e arcate di quello che è rimasto del tempio, la città di Terracina. Oltre alla città si domina la costa sia a destra e sia a sinistra della città, se fosse stato più chiaro si sarebbero viste molto bene le stupende isole pontine. Cosi tra passeggiate e foto il tempo è trascorso veloce per arrivare alle 12,00 con l’appuntamento con John Wine, Simone Nardoni e Ilary Mandatori. 

Con rimpianto dico che la mia prima volta di Essenza a Terracina è arrivata dopo troppo tempo. Ma oggi è stato fantastico come e più di sempre. Eccolo il nostro pranzo. L’entrata mi piace, mi piace la luce, mi piace il banco. Mi piace talmente tanto da non vedere l’ora di iniziare. Mi piace il posizionamento dei tavoli. Mi piace il mio tavolo, il nostro tavolo. Non possono mancare gli stuzzicanti grissini di Simone.

Meringa e chips di rapa con gorgonzola. Tremo quando vedo la rapa rossa, ma questo bocconcino con la rapa e la gorgonzola è stato un ottimo inizio dei tre benvenuti.
Macaron alla curcuma, paté e mostarda. Mi piacciono i macaron dolci, ma quando ti arrivano questi salati ne sono molto soddisfatto.
Airbag ripieno di broccolo e acciughe. Come l’ultima volta dissi che quello non era un benvenuto, lo ripeto oggi, questo, in formato più grande potrebbe essere un ottimo antipasto. Tre ottimi e carinissimi benvenuti.

Uovo pieno di brasato di cervo, zabaione salato e polvere di tè nero affumicato. Un piccolo scrigno contenete tre uova pieni di gusto, piatto da ripetere per capirlo meglio, nel ripensarlo però mi arriva l’acquolina in bocca.
Cipolla caramellata allo zafferano con purea di patate, parmigiano e nocciola. Un classico di Simone, un classico che si fa sempre apprezzare.
Quando il pane ha un suo ottimo perché, dopo i grissini, arrivano questi due tipi di pane, ottimi entrambi.
Spaghetto di calamaro, sgombro, patate soffiate e salsa all’aglio amaro. Piatto intrigantissimo. Quegli spaghetti di calamaro li mangerei con qualsiasi cosa, erano buonissimi, come tutto il resto, poi con la salsa tutto era ancora più intrigante.
Zuppa di carciofi, gambero bianco, ravioli di burrata. La fantasia che corre e corre, forse l’unico assaggio con poco equilibrio… o forse era troppo buona la crocchetta e questa zuppa ha perso la sfida.
Crocchetta di besciamella di pesce, con ricciola marinata al gin e rapa, chips di carciofo. Ottime le chips, per sapore e croccantezza, la crocchetta era gustosissima, un boccone davvero interessante.

Raviolo di seppia, con pioppini e tè di porcini. Il mare incontra il bosco in maniera perfetta e gustosissima, tutti i prodotti si sentono singolarmente per poi amalgamarsi in un sapore unico e affascinante. Mentre scrivo la didascalia risento il piacere nella mie papille gustative. Piatto che si merita il prima e il dopo.
Pesce San Pietro, bieta, bagnetto verde, gelato burro e alici. Il pesce era molto buono, cottura perfetta, le cime di puntarelle, croccanti e saporose, il gelato burro e alici da metterlo in vaschetta e farne un gusto proprio. Piatto che dove prendi prendi, prendi buono.

Tortello di erbe pazze, katsuobushi di capesante, brodo di scampi. Qualcosa è andato storto, non mi ha convinto del tutto, ma forse lo storto sono io… il brodo mi è piaciuto tantissimo, così come la consistenza della pasta.

Due vini, due spumanti. Furlani naturale senza puzze ma con sapori davvero interessanti. Inganno, un altro spumante dei fratelli Calatroni, loro sono una sicurezza, lo dimostrano con questo spumante dalla beva piacevolissima. L’olio molto interessante… poi con quel buonissimo pane.

Tagliolini mantecati in aglio nero fermentato,calamari e tartufo bianchetto.
Il piatto è arrivato con un profumo fantastico, ho pensato ad un grandissimo Barolo prima di berlo. Ho mosso il tutto con la forchetta e il profumo è diventato ancora più intenso, profumi incredibili  mai sentiti. È stato divertente prendere la prima forchettata, ero felice, mi sarei sporcato il viso di questo colore nero, ma non volevo sciupare nulla della prima forchettata e nemmeno della seconda. L’entusiasmo è salito mentre lo masticavo, ridevo, ero contento, pensavo a quanto è bravo Simone. La seconda forchettata è stata sorprendente più della prima, ho pensato che era tutto vero, un primo piatto stupendo. La terza forchettata si firmava di consapevolezza di stare davanti ad uno dei miei tre migliori primi piatti dell’anno 2020. Il resto sono state forchettate goduriose, immense di piacere. Ilary e le sue collaboratrici erano felici nel vederci così contenti davanti a questo ottimo piatto di pasta. Alla fine ho chiamato Simone e gli ho detto: “ Complimenti hai fatto un piatto strabuono”.

 Tortello di cinghiale, paprika chinata e mela. La mela cotta non mi piace, al primo tortello l’ho tolta e i sapori erano forti, forse troppo, al secondo e terzo ho lasciato la mela, ecco serviva per smorzare il buono che era nel tortello e tutto è diventato equilibrato e buono… e dagli retta a Simone.
 Pappardella, coscia di germano confit e parmigiano. Piatto molto carino, bello scomporlo e godersi il profumo che emana, buono scomporlo e farne un boccone dai sapori molto buoni. 

 Nulla si lascia al caso da Essenza, un coltello che preannuncia una carne che sicuramente sarà all’altezza.
Sella di cervo, creme brulé di funghi. Tagliato, mangiato e mi è venuto di gridare il nome di un noto ristorante in Val Badia in cui mangiavo un cervo eccezionale, anche questo lo è stato. L’ho mangiato piano, piano, tanto era buono ed era giusto gustarselo fino in fondo. Un grande piatto di caccia.
Tutto il piccione. Tutto c’era per fino la carcassa da dove ho tirato fuori fino all’ultimo pezzetto di carne. Cotto in tanti modi, tanti modi per goderselo. La prossima volta voglio come primo piatto quei piccoli, ma grandi tortellini al piccione.

 Pre-dessert: creme brulé alla liquirizia, sorbetto lime e melissa, croccante alla liquirizia. Merita l’onore di essere un dolce, non un pre-dessert, dolce da rimetterti dall’inizio. Freschezza e consistenza…esageratamente buono.
Aneto, kiwi e dragoncello. Un ciuffo di ottima bontà, piatto simpatico, carino e tanto buono.
Rabarbaro, karkadè e cioccolato bianco. Continua la carrellata di dolci, uno più buono dell’altro.
Sfera di chantilly, mango e caffè. Questo era davvero tanto buono.
Per finire una ricca e incredibile qualità nella piccola pasticceria.

 La gioia di aver passato tre ore in compagnia di una cucina fantastica, la tua cucina caro Simone Nardoni lo è, nello stesso tempo è gioia, è goduria, è avere emozioni già dalla descrizione dei piatti a opera di tua moglie Ilary Mandatori, godersi l’arrivo dei piatti, dei vini portati in maniera regale dal tuo staff. Tutto ciò è Essenza, è l’Essenza di sapere di trovarsi in un locale che adoro. A presto carissimi, a presto che mi sento a casa e sto proprio bene seduto ai tavoli del vostro “OTTIMO ASSAI” locale. 

Pasquale Pace
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