Ristorante Apricale da Delio con G. Maccario e Ka*Manciné

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Ristorante Apricale da Delio
Piazza Vittorio Veneto, 9
Apricale (Im)
www.ristoranteapricale.it

Ka’ Mancinè
Fraz. San Martino
Via Maciurina, 7
Soldano (Im)
www.kamancine.it

Giovanna Maccario – Dringenberg
Via Torre, 3
San Biagio della Cima (Im)

 Si era stato tutto il giorno per vigne, vigne davvero belle, anzi di più bellissime (http://www.ilgourmeterrante.it/sito/rossese-dolceacqua-le-vigne-due-produttori-bravi-assai/) di queste avevo già parlato. La giornata era stata davvero bella, adesso si aveva fame e sete, sete di assaggiare i vini di Giovanna Maccario e di Maurizio Anfosso, Ka’ Mancinè la sua azienda. Si arriva nel paese di Apricale, mi viene descritto come molto bello, purtroppo è sera e non si vede nulla, spero che ci siano altre occasioni, per vedere il paese, e tornare a mangiare qui, ecco ve l’ho fatto capire, sono stato bene. Ma andiamo per ordine, vini o cibo? Entrambi come viene viene, con il piacere di raccontare una gran bella serata in compagnia di un amico e di due bravi produttori. Ci sediamo, si stabilisce la successione degli assaggi, si aprono le bottiglie, arriva un cameriere che mi da fiducia, i ragazzi in cucina mi sono stati descritti bravi, sono la successione di cuochi di famiglia. Il cameriere in arte SAt Omico sembra impacciato, ma si scioglierà alla grande, lo faremo partecipe della nostra bevuta, comunque davvero in gamba a descriverci il menù e a reggere alle nostre, più mie domande e richieste, desidero che sia una serata da ricordare … e lo sarà. In cucina i cugini Robin Viale e Mirco Viale hanno fatto quello per rendere la serata tale, così come i vini. Ma veniamo al dunque la fame è tanta, si può iniziare. Ecco il primo antipasto: Tonno di coniglio con lo sformatino di zucca e la bagna cauda. Il coniglio davvero un buon boccone, quel tocco di alice a dargli sapidità che lo fa diventare un buon antipasto. Si continua con metà porzioni per assaggiare più possibile: Tortino caldo di carciofi e patate. Insalata di stoccafisso con pomodorini secchi, pinoli e basilico. Un piatto ghiotto, ghiottissimo, quindi molto buono. Arriva l’ultimo antipasto, un piatto tipico: “I previ” cavoli ripieni in guazzetto. Piatto tipico della zona e del ristorante, ce ne fossero di locali a far piatti così, da mangiarci una pagnotta di pane. Ma i vini direte voi … li vorrei descrivere tutti insieme, lo faccio adesso quindi:

  1. Ka*Manciné – Tabaka 2015 bianco, mi piacciono i vini bianchi liguri quando sono prodotti nella maniera giusta, regge tutto il pasto, con tanti rossi, ogni tanto si fa cercare e non delude mai (86).
  2. Ka*Manciné – Beragna 2016, prova da vasca, sembra già un vino, beva facile ma importante, se lo metti spesso sul tavolo non arriva all’imbottigliamento per quanto è buono, ma ti aspetterò sicuro di vederne di belle e buone.
  3. Ka*Manciné – Galeae 2016, sorprendente per essere già così buono, non so che diventerà. Ma io ci scommetterei tanto a questo vino, non vedo l’ora di risentirlo.
  4. Giovanna Maccario – Rossese Classico 2016, prova da vasca, salmastro, inizia con buona beva, poi si stringe facendo prevalere la gioventù … da aspettare.

Si torna ai piatti, ai primi piatti: Ravioli di Preboggiòn al ragù autunnale di manzo e zucca. La carne, il ripieno buoni, la zucca addolcisce un po’ troppo il piatto … ecco ci aggiungerei un po’ di quel formaggio che arriverà tra poco. Altro primo: Ravioli di coniglio nel loro sugo al profumo di timo. Un gran piatto di pasta, ravioli perfetti, sugo da scarpetta. Bravi davvero. Si passa ai secondi, mentre i vini vanno che è un piacere: Stufato di capra con i fagioli bianchi di Pigna (presidio SlowFood). Io non so da dove vengono questi fagioli, ma so che sono tra i più buoni che abbia mai mangiato. La capra è cotta in maniera perfetta, il tutto a formare un gran secondo piatto, toglietemi il pane per favore. La voglia del formaggio era rimasta e quindi: Toma di pecora Brigasca (presidio SlowFood) era troppa la curiosità di assaggiare questo formaggio, un ottimo fine pasto, troppa la curiosità di vederne la forma, davvero una ottima scoperta. 

  1. Giovanna Maccario – Posaù Biamonti 2015, quanto mi piace questo vino, mi piace ancora di più del 2014, diventerà, sarà un grande vino, gran beva che vuoi di più dalla vita (92).
  2. Ka*Manciné – Galeae 2015, acido, scalcia, pare che si arrabbi, perché lo stiamo disturbando nella sua giovinezza, ma mi piace perché è intrigante (89+).
  3. Ka*Manciné – Angé 2014, buono, spedito nel dirti sono buono? Mi piace tanto, mare, salino, acido, giovane, buono assai (90+).
  4. Giovanna Maccario – Rossese Classico 2010, è il vino più pronto, con il piatto alla capra sparisce un po’, lo ricordo in momenti migliori di oggi (85).
  5. Giovanna Maccario – Brae 2012, vino buonissimo, mi piace sempre tanto, oggi si conferma in maniera impettita, grintoso, orgoglioso di se, buono davvero (89).

Il decimo vino in foto sapeva di tappo, succede, ma comunque soddisfatto di una gran degustazione, di una gran buona cena, in un locale in cui sono stato davvero bene, non saprò se potrò tornarci a breve, ma oggi so che potrò consigliare a tutti quelli che vengono in questi luoghi di venire a trovare i cugini Viale.

 

Pasquale Pace

Il Gourmet Errante, è ciò che faccio da sempre per passione. Ho avuto l'opportunità di degustare tanti vini e prodotti e di passare bellissimi momenti di confronto, discussione e allegria con produttori e artigiani di tutta Italia. Ho vissuto l’evoluzione di molte aziende e nel corso degli anni la curiosità, la ricerca e le scoperte mi hanno portato a disegnare una mappa di emozioni, fatta di persone e storie, che ho sempre cercato di comunicare e promuovere.
Pasquale Pace
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