Proposta Vini, Presentazione nuovo catalogo 2017. Incontri e confronti

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Proposta Vini Nuovo Catalogo
22 – 23 Gennaio 2017
Bussolengo (Vr)
Montresor Tower Hotel
www.propostavini.com

Torno sempre con piacere alla presentazione dei cataloghi di Proposta Vini, azienda specializzata nella selezione e commercializzazione di vini, spumanti, distillati e oli che rivolge una particolare attenzione alle aziende che operano nel rispetto e nel mantenimento delle tradizioni dei loro territori.
Tra degustazioni, incontri, confronti e nuove conoscenze, anche stavolta ho trascorso due giorni piuttosto intensi, ma piacevoli allo stesso tempo.
Trovai interessante l’approfondimento sul Teroldego, degustato nelle sue diverse interpretazioni e provenienze geografiche, di cui ho apprezzato su tutti quello di Rudi Vindimian e di Zeni.
Altra chicca imperdibile fu il viaggio intrapreso alla scoperta dei Vermouth e dei suoi profumi di rabarbaro e finocchio utilizzati in produzione. Una novità davvero intrigante.
Ma veniamo a quello che accadeva tra i banchi d’assaggio. Inizio congratulandomi con due esordienti “compaesani” che hanno riscosso un buon successo: Marco Antonelli, altrimenti detto “Cosmos”, produttore di Cesanese di Olevano (al banco insieme al suo enologo Vincenzo Mercurio de Le Ali di Mercurio Wines), e Alberto Giacobbe che ha i terreni sia a Olevano Romano che al Piglio.
Presenti Enrico Baldin e Nadia Nicoli, i proprietari della Maison Veuve Blanche Estelle; che dire, il loro Grande Cuvèe Encry lo trovo fenomenale! Infatti non riesco proprio a immaginare una degustazione come questa senza una loro bottiglia.
Incontrai poi Claudio Cipressi: incredibile come migliorino i suoi vini anno dopo anno. E ancora c’è chi sostiene che il Molise non esiste… ma fatemi il piacere! Si vede che ancora non hanno stappato una bottiglia di Claudio. Provatela e poi ne riparliamo.
Entusiasmante l’incontro con Sergio Mottura, che mi chiese di passeggiare tra i banchi alla scoperta di qualcosa di nuovo… e di buono. Prima però dovevo assaggiare assolutamente il suo Latour a Civitella 2014 (Grechetto in purezza affinato in barrique di rovere francese). Mi era capitato di berlo sei mesi prima ed il risultato fu lo stesso: impeccabile.
Portai Sergio da Riccardo Baldi della Staffa e da Damijan Podversic, per me due certezze del panorama vitivinicolo. Una fortuna aver incontrato Damijan, persona saggia, colta, simpatica e sempre aperta al confronto tanto che, mentre degustavamo il suo Prelit (Merlot 70% e Cabernet Sauvignon 30%), non smetteva più di raccontarcelo.
Sorprendenti anche gli spumanti di Cave Mont Blanc, così come quelli di Vallarom (il “72” è superlativo; credo proprio che lo metterò sul podio delle mie bollicine del 2017).
Chiudemmo il giro da un altro guru, Walter Massa, la cui qualità dei vini la si percepisce solo pronunciandone il nome.
Ci fece assaggiare quattro annate di Monleale (Barbera 90%, Freisa e Croatina 10%), 2010, 2011, 2012 e 2013, una mini verticale di tutto rispetto.
Mottura da una parte e Massa dall’altra; ero insieme a due grandi uomini del vino italiano, cosa chiedere di più?
Il secondo giorno seguì la scia “beverina” del primo: da I Fabbri (sugli scudi il Chianti Classico Riserva 2012, di un’eleganza unica) a Ezio Poggio (pregevole il Timorasso Archetipo 2014), passando per Podere Il Castellaccio (interessanti il Velente e il Dinostro, rispettivamente un blend di Sangiovese, Ciliegiolo, Foglia tonda e Pugnitello e un Sangiovese in purezza) e poi il Rosso Piceno e il Pecorino di Rio Maggio, i vini de Il Verro e Bricco Maiolica, il Blauburgunder ( un Pinot Nero Riserva 2013) di Brunnenhof-Mazzon… quanti assaggi e quante sorprese!
Concludo con l’ottimo l’assaggio delle Cantine Marisa Cuomo, arrivata all’evento con un giorno di ritardo ma attrezzatissima; un Fiorduva 2013 di spessore e un 2015 promettentissimo, ho veramente poco da aggiungere. Marisa Cuomo, lasciatelo dire, sei grande!

Gianluca Ciotti e Pasquale Pace Il Gourmet Errante

Gianluca Ciotti

Romano di nascita, etrusco di adozione. Segni particolari: affamato.
Distratto, maldestro e sognatore, amo i viaggi, il cibo, la Roma, i mercati, il vino e la musica. L’ordine è del tutto casuale. Studi economici a parte, la mia vita è sempre ruotata attorno alla buona tavola e ai sapori genuini, tanto da decidere di farne un lavoro. Credo nel cibo come espressione della cultura di un popolo e come custode dell’identità di un territorio. Leggo spesso, scrivo abbastanza e cucino q.b., ma ho ampi margini di miglioramento.
Gianluca Ciotti
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