Paneolio – Ristorante – Riaprire dopo il terremoto

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Ristorante Paneolio

Via Umberto I, 89/91

Poggio Picenze (Aq)

Paneolio Food and Drink B&B

Luoghi: Grotte di Stiffe (www.grottestiffe.it) e Lago Sinizzo.

Mi piace organizzare gite di un giorno o anche più. L’Abruzzo è vicino a noi, un giorno va bene. Si parte oltre un’ora dopo il previsto, a causa dei soliti ritardatari, ma poi tutto si fa anche se io li lascerei a piedi. La prima sosta ormai consueta è a Subiaco, ancora nella nostra regione, per far colazione da Panzini (http://www.ilgourmeterrante.it/sito/bar-pasticceria-panzini-subiaco-rm/) e riunirsi tutti,  un’altra amica e un amico ci aspettano a Carsoli, già in Abruzzo. Con tanto ritardo finalmente si parte.

Destinazione Grotte di Stiffe, è la quarta volta che vengo a visitarle, siamo ancora nella settimana di Ferragosto, quindi molta più gente del solito,  le altre volte tanto gusto in più. Ero stato a fine aprile e ai primi di maggio, in quei periodi l’acqua del fiume sotterraneo è molta di più, le cascate sono molto più vaste, a causa dello scioglimento delle nevi,  ma anche con meno acqua, la suggestione è sempre tanta, ne fa un luogo molto bello. La nostra seconda tappa di questa breve gita è un ristorante, ovviamente, si deve pur mangiare.

Ho scelto d’istinto, leggendo la guida Slow Food: Paneolio a Poggio Picenze, a circa 15 km. dalle grotte e circa 15 Km. dall’Aquila.  Il ritardo si è accumulato, arriviamo per le 14,15 a tavola, un tavolo lungo ben apparecchiato, undici persone e tre bambini. Ci porgono subito i menù, la lista dei vini e si ordina per i bambini. Io come al solito ci metto poco a ordinare.  Alzandomi mi rendo conto che stiamo consultando un menù parziale, non quello completo. Il menù di oggi è di 5 antipasti, 5 primi, 5 secondi e 5 dolci.  Oggi è così, va bene così. Intanto due bottiglie di spumante spariscono, il Satèn di Contadi Castaldi, non tradisce mai, la sua facile beva, la sua piacevolezza, ne fanno uno spumante di garanzia.  La confusione è tanta, arriva l’antipasto Paneolio (per 2 persone) loro sono quattro ed è per quattro: Il solito tagliere di salumi e formaggi, tanto territorio nel tagliere e nelle portate che accompagnano l’antipasto. Si sceglie un vino bianco, da una lista dei vini, essenziale, Abruzzo e qualche chicca francese, il vino scelto non può non essere un  vino nuovo: Frontone 2013 di Cataldi Madonna, è un Pecorino, non voglio sentire che sa di sauvignon,  è un vino che mi piace. Ne facciamo fuori due bottiglie, più i due Satèn. Arriva il mio antipasto:  Tonno, bufala e alici, piatto dal nome intrigante visto che adoro questi tre prodotti, troppo tonno, mi è piaciuto tagliato alto, mi è piaciuta l’idea delle chips, ecco sarebbe buono ogni chips insieme a tonno e bufala. Altro antipasto da assaggiare: Passatina di ceci con baccalà croccante, lo abbiamo assaggiato tutti, è stato buono, con un po’ di olio ancora meglio, qualcuno lo ha bissato come secondo piatto. Altro assaggio: Lonzino di maiale marinato con radicchio e mele. Togli le mele che a me non piacciono e stiamo di fronte a una gran carne. Se si è in Abruzzo un Cerasuolo ci vuole, nella lista c’è quello di Cirelli in anfora, è il 2014, ne ho bevute di bottiglie migliori, oggi chissà … ma lui è uno dei miei produttori preferiti, quindi, guai chi me lo tocca. Ecco i primi, ecco il territorio: Raviolo di burrata, zafferano e mandorle tostate. Buoni davvero, anche se leggermente salati, una giusta porzione. Gnocchi di patate con pecorino e tartufo fresco. Gli gnocchi davvero ben fatti, lo dimostrano anche quelli portati al uno dei tre bambini, con un sugo al pomodoro, buonissimi. Nella lista dei vini vedo un Montepulciano d’Abruzzo che mi piace tanto, è il Suffonte 2014 di Lorenza Ludovico, l’ho versato a tutti senza dire loro il prezzo, lo hanno apprezzato e al prezzo di 12 euro al ristorante hanno detto tutti: no, non può essere. Può essere invece, perché Lorenza è davvero brava. Arriva la carne: Fracosta di manzo alla griglia, carne da andarci a posta per rimangiarla … lo dimostra anche il prossimo piatto. Picanha di manzo alla griglia, un chilo e duecento di ottima carne. Cottura perfetta, carne succosa, frollata giusta, davvero una bella e buona scelta Eugenio Masci.

Eugenio è il figlio dei vecchi proprietari, dopo sei anni dal terremoto, con il ristorante dissequestrato all’inagibilità, ha ripreso e riaperto l’attività del ristorante e del B&B di famiglia. Un atto di coraggio che lo porterà, spero, a grandi soddisfazioni, gliele auguro tutte. Oggi posso dirgli di essere stato bene davvero. Mentre scrivo mi chiedo e mi rispondo che il pranzo non è finito. Arriva il mio secondo, avevo voglia di un piatto così: Fegato di manzo, cipolla e salsina tiepida al gorgonzola DOP, appena l’ho letto l’ho scelto, avevo voglia di fegato, mi è piaciuto tanto. Ci vedrei bene invece della gorgonzola, un pecorino abruzzese che sa di territorio. Così comunque lo ripeto, è stato un buon piatto davvero, scarpetta dietetica con dito urge. Con la carne si ordina un Pinot Nero di Borgogna, non male essendo una “appelation”. Patate fritte buonissime a finire, mentre si parla e si finisce di mangiare, arriva l’Ottonese 2014 portato da Fernando Proietti, due bottiglie spariscono, davvero una gran sorpresa dopo un anno. Un mio amico esperto di vini dice sempre: “Fernando ha fatto un grande vino senza accorgersene”. Arriva Eugenio è si inizia a parlare, brindare, complimentarsi, il fraseggiare dei due cuochi si fa fitto fitto, con noi c’è Giovanni Milana del ristorante Sora Maria e Arcangelo, li lasciamo fare. Arrivano per finire dolci secchi, buoni, caffè, doppio caffè. Un conto onesto visto il vino bevuto. Le foto di rito ci sono tutte. I complimenti ancora prima di tutto per il coraggio avuto dopo il terremoto. Un coraggio che spero sia ripagato per la tua bravura. Complimenti anche al personale di sala. Rileggendo vedo che torna la parola territorio, ecco, l’Abruzzo è pieno di tante chicche, di tanti prodotti da usare in un posto così. Io ve lo dico sono stato davvero bene, mangiando bene. Per finire la giornata in un Abruzzo che non tradisce mai, si fa un giro al lago Sinizzo, un piccolo lago in cui sarebbe stato bello farsi un bagno. Oggi la serata non può finire in Abruzzo: c’è una cosa importante che ci aspetta. Alla prossima,  sia per l’Abruzzo e sia per Paneolio.

Pasquale Pace

Il Gourmet Errante, è ciò che faccio da sempre per passione. Ho avuto l'opportunità di degustare tanti vini e prodotti e di passare bellissimi momenti di confronto, discussione e allegria con produttori e artigiani di tutta Italia. Ho vissuto l’evoluzione di molte aziende e nel corso degli anni la curiosità, la ricerca e le scoperte mi hanno portato a disegnare una mappa di emozioni, fatta di persone e storie, che ho sempre cercato di comunicare e promuovere.
Pasquale Pace
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