“Nebbiolo nel cuore”, sapere e sapore di un territorio

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Nebbiolo nel cuore 4 – 5 marzo 2017
Radisson Blu es. Hotel
Via Filippo Turati, 171
Roma (RM)
www.nebbiolonelcuore.com

Visto che Pasquale era in “missione” per Terre di Toscana, toccò nuovamente a me farne le veci.
Stavolta era il turno di “Nebbiolo nel cuore”, più che un evento, una promozione culturale del Nebbiolo e dei suoi territori in cui trova maggiore espressione.
Diverse le aziende presenti, ben distribuite nei vari banchi d’assaggio a seconda del territorio di appartenenza, pronte ad accogliere e guidare la degustazione dei propri vini ai tanti visitatori accorsi nei due giorni di kermesse.
Anche stavolta dovevo “studiare” quindi, neanche a dirlo, bicchiere in mano e iniziai il mio giro.
Prima tappa da Brezza, Nebbiolo d’Alba Vigna Santa Rosalia 2014, un vino fresco, molto fruttato e poco corposo, “di pronta beva” come direbbero i professionisti.
Seconda tappa da Barbaglia, Boca DOC 2011, profumato, sapido, piacevole.
Ero sulla strada giusta. Passai quindi ai vini di Manzone, tra cui spiccava Barolo Gramolere Riserva 2009, ben strutturato, persistente e con delle note di pepe ben evidenti: un vino che si faceva ben… bere.
Feci poi un salto in Valtellina, da Balgera, per assaggiare le tante bottiglie che aveva in degustazione… e che erano quasi finite! Segno evidente che mi trovavo davanti a prodotti di pregevole fattura. Riuscii a berli tutti alla fine, ma quello che più mi rimase impresso fu il Valtellina Superiore Riserva del Fondatore 2001, caldo, ricco, pieno di corpo e struttura. Purtroppo ne era rimasto un piccolo assaggio, quel tanto che bastò per non dimenticarlo.
Notevole anche lo Sforzato di Valtellina, annata 2000, un vino da meditazione come mi consigliò Paolo Balgera, il titolare dell’azienda, mentre mi raccontava la sua storia.
Un plauso speciale ai sempre impeccabili vini di Icardi, se non altro per avermi fatto assaggiare il Barbaresco Montubert 2001, dall’unica magnum portata in degustazione (era la chicca del giorno). Un vino fantastico, bello corposo, profumato, vellutato, insomma, per dirla alla Pasquale “uno dei miei assaggi preferiti di oggi”.
Infine merita una menzione anche Origini di Conti, un vino del Boca fuori disciplinare, realizzato con un blend di vespolina, bonarda, nebbiolo e uva rara. Nessuna percentuale di utilizzo delle uve e nemmeno l’annata di riferimento, un vino del territorio nel vero senso della parola.

Gianluca Ciotti e Pasquale Pace Il Gourmet Errante

Gianluca Ciotti

Romano di nascita, etrusco di adozione. Segni particolari: affamato.
Distratto, maldestro e sognatore, amo i viaggi, il cibo, la Roma, i mercati, il vino e la musica. L’ordine è del tutto casuale. Studi economici a parte, la mia vita è sempre ruotata attorno alla buona tavola e ai sapori genuini, tanto da decidere di farne un lavoro. Credo nel cibo come espressione della cultura di un popolo e come custode dell’identità di un territorio. Leggo spesso, scrivo abbastanza e cucino q.b., ma ho ampi margini di miglioramento.
Gianluca Ciotti
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