Il mio Friuli 2017, primo giorno, iniziare e finire in dolcezza.

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Pasticceria La Rosa di
Collaut Stefano
Via Monfalcone, 38
Cervignano (Ud)
www.larosapasticceria.it

Az. Agricola Petrucco
Via Morpurgo, 12
Buttrio (Ud)
www.vinipetrucco.it

Si vola per il Friuli, è la prima volta che arrivo in Friuli in aereo, arrivo all’aeroporto di Ronchi dei Legionari e mi domando se tutte le polemiche su questo aeroporto siano vere, si dice che questo aeroporto sia stato costruito da un politico locale per andare e tornare da Roma a suo comodo. Ci sono le persone che lavorano agli arrivi, il personale di dogana e poi il nulla. Ad aspettarmi, due amiche ghiottone come me, una di loro ha fatto il programma e mi dà tre possibilità. Io scelgo di andare in pasticceria, scelta bella e buona. La pasticceria si trova a Cervignano, sulla strada per arrivare a Buttrio, dove si svolgeranno le finali per i Vini Buoni d’Italia. Sono le 17,00 circa e una merenda ci sta benissimo. Si entra nella pasticceria, la prima cosa che mi colpisce è la vetrina dei mignon e altre paste di vario tipo. Si ordina scegliendo dolci diversi per assaggiarne di più, Si conosce Stefano,  io prendo il mio caffè, ci accomodiamo fuori in un bel dehors, si sta bene l’aria è perfetta, tira anche un leggero venticello che allieta il tutto. Arriva il nostro ordine, ce lo porta Stefano in persona per spiegarci i suoi prodotti: Il primo è un 5 cioccolati, una gran sorpresa, buono, equilibrato, bis. Il secondo è più imponente in bocca ma sempre un gran piccolo boccone, è una sfoglia da applausi, la crema un po’ diversa a quella che preferisco, ma tutto insieme un dolce davvero buono. Il terzo è un bignè con ricotta… che ricotta, che bignè, che bontà, Stefano resta con noi e accetta le cose che gli dico, d’altronde sono complimenti meritati, il caffè, buono, accompagna bene tutti i buoni e buonissimi sapori, ancora biscotti con farine ricercate, una grande fantasia, una grande bontà, ormai Stefano si diverte e ci fa vedere la pianta di canna da zucchero che si è riportato dal suo viaggio in Madagascar.

Una gran buona sosta, un gran buono inizio del mio viaggio in Friuli Venezia Giulia, chissà che non ripassi prima di ripartire… l’aeroporto sta qui vicino. Si arriva in albergo, il tempo di posare la valigia e il Friuli può continuare, ci riunisce tutti come sempre alla Villa di Toppo Florio, e con un breve tragitto eccoci dentro all’azienda agricola Petrucco, a riceverci il proprietario Paolo Petrucco e quello che è il suo alter ego da 25 anni, Flavio Cabbas, è una bella serata di luglio, una bellissima luce invade il piazzale e le vigne nei dintorni, l’azienda è proprietaria di 35 ettari, di cui circa 20 vitati, una produzione di circa 80000 bottiglie annue, se si fa subito una media si intuisce che siamo a rese molto basse, si scende in cantina, una cantina moderna, molto funzionale, pronta a ricevere anche altri ettari da piantare quando si potrà. Mi apparto un po’ con Paolo, il proprietario, un uomo di 87 anni che ne sa davvero tante, prima di tutto sul suo lavoro di ingegnere e poi della sua azienda vitivinicola, un signore vero. Si torna sul piazzale e un bellissimo tramonto allieta l’aperitivo, e la vista di un grande albero che dà ricchezza al piazzale, tutto è preciso e tanto bello, l’aperitivo si fa con il loro spumante Brut, accompagnato da stuzzichini, si parla si scherza è davvero una bella compagnia, infine ci si mette a tavola. Una bellissima tavolata, si aprono i bianchi: Ribolla Gialla, Friulano, Malvasia e Sauvignon, vini molto lineari, giovani, ma che finiscono e va bene così. Oltre a questi si beve un vino nuovo, il Cabas 2015 da uve Malvasia e Chardonnay affinati in botti di legno e Friulano e Sauvignon fermentati in vasche di acciaio, assemblato il tutto ad Aprile per andare in bottiglia tra giugno e luglio, il vino scorre piacevolmente sulle parti laterali del palato, peccato che poi torni un po’ di legno che squilibra la beva, è comunque da tenere a mente e risentirlo tra qualche tempo. Intanto nel piatto ci viene servito un risotto venere con gamberi, a servirlo è una ragazza con un bellissimo sorriso, soltanto alla fine scoprirò che è lei che l’ha cucinato, Ilenia Puppo, ed è lei che ha servito ancora il bis, anche il tris per qualcuno. Si passa alla carne ed ecco i vini rossi, si inizia dal Refosco dal Peduncolo Rosso 2013, peccato che anche qui il legno faccia la sua parte, quanto vorrei un vino così fermentato in botte grande, ma poi sono circa 2000 bottiglie e va bene così. Arriva la carne e arriva la mia richiesta di annate vecchie, arriva un ottimo Pignolo Ronco del Balbo in magnum 2004, il primo a goderne è Flavio, con grande piacere ce lo descrive e ne gode della bontà, si fa bere alla grande e fa fare a quasi tutta la tavolata il bis della carne. Arriva anche un Merlot dalle vigne del Balbo 2003, lo avevamo detto dell’annata calda, io non lo avrei aperto, se la porta dietro, peccato. La serata non può non finire con la soddisfazione di tutti, con l’apertura di un Picolit 2013, mentre esce tra gli applausi, come è giusto che sia, la nostra cuoca Ilenia, escono tra gli applausi tutte le persone che ci hanno regalato una serata tranquilla in una cantina davvero ben fatta.

Pasquale Pace

Pasquale Pace

Il Gourmet Errante, è ciò che faccio da sempre per passione. Ho avuto l'opportunità di degustare tanti vini e prodotti e di passare bellissimi momenti di confronto, discussione e allegria con produttori e artigiani di tutta Italia. Ho vissuto l’evoluzione di molte aziende e nel corso degli anni la curiosità, la ricerca e le scoperte mi hanno portato a disegnare una mappa di emozioni, fatta di persone e storie, che ho sempre cercato di comunicare e promuovere.
Pasquale Pace
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