Mazzo a Roma… tre gamberi meritati

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MAZZO Ristorante 
Via delle Rose, 54
Roma
www.thefooders.it

Durante la premiazione dei “personaggi principali” della guida del Gambero Rosso, è nata l’idea di andare a cena da “Mazzo”, che quest’anno, a sorpresa graditissima, si aggiudica Tre Gamberi!

Martedi sera, a pochi giorni da questo riconoscimento, decidiamo con mio cugino ed altri amici di andare a trovare i padroni di casa, Francesca Barreca e Marco Baccanelli. Per me è la seconda volta, ma è sempre un piacere ritornare e far conoscere la loro cucina tradizionale e fantasiosa, i vini naturali e biodinamici e la loro vasta selezione di gin.
Si arriva presto e ci accomodiamo fuori. Sedie da giardino e tavoli senza tovaglia ma ahimè, con salviette di carta. Preferisco la stoffa, sempre, ma questa è una mia fissazione e in un locale come questo, molto giovane,ci può stare!
Ci viene servito dell’ottimo champagne, che va giù da solo…a secco! Saranno sei le bottiglie bevute alla fine della cena, vini scelti da una carta di vini “naturali” di quelli buoni però, descritti in maniera impeccabile dal sommelier e cameriere del locale. 

Si ordina e si da inizio alle danze!

“Trippa fritta con salsa di pomodoro piccante, menta e pecorino”.
La trippa è uno dei più buoni piatti tipici romani (e non solo), fritta è una cosa libidinosa. Non so da  dove arrivino e come vengano preparati questi pomodori, ma sono buoni, buoni assai. La frittura è impeccabile, il pecorino e la menta fanno il resto…EVVIVA LA TRIPPA!

“Patate in salsa di gorgonzola”.
Delle ghiottosissime patatone fritte, come piacciono a me.

“Frittura di alici e anguilla”.
Sognavo di mangiare l’anguilla, sognavo un altro tipo di frittura, questa non è il mio genere, ma nonostante tutto, le alici non sono male!

“Lingua di Fassona, uovo barzotto, salsa verde, cipolla dolce in agrodolce”.
Con una lingua così, un uovo così, una cipolla così e una salsa verde così, ti viene solo una cosa da dire: “Wow, che bravi!”. A far diventare ancora più buono il piatto, il pane di Bonci Gabriele!

“Uovo al tegamino, gamberi e comté”.
Di uova ne ho mangiate di ogni tipo, in ogni piatto, cotte in maniera sempre diversa, ma questo è uno spettacolo di sapori! Il piacere nell’assaporare l’unicità di tutti i prodotti per poi sentirli amalgamati in tutto il loro gusto. Una pietanza che ricordo e che ricorderò per tanto tempo ancora.
Antipasto che si candida a diventare tra i miei tre antipasti per l’anno 2018

“Tonnarello integrale con lumache, peperoni cruschi e finocchietto”.
Una pastasciutta che ti fa fare a forchettate e la battaglia è dura perché le porzioni sono due e noi siamo in cinque, piace a tutti e tutti vogliamo fare la scarpetta! Un primo piatto da ricordare, da tenere a mente per la prossima volta!

“Spaghettone Mancini con aglio fresco, baccalà e prapika affumicata”.
Il piatto si salva appena sento l’affumicatura, ma è da diverso tempo che non amo i piatti con il baccalà!

“Ruote pazze con genovese di pannicolo e parmigiano 24 mesi”.
Se questa è una porzione, siamo a porzioni da camionista, ma noi sempre cinque siamo, e le porzioni due sono, e tutti ci siamo rimasti con la voglia perché questo piatto, come si dice a Roma, è davvero “TANTA ROBBA!”.

“Pancia di maiale in cottura cinese, verdure agroppicanti”.
Il primo che mi dice: “Questo piatto che c’entra con Centocelle?”
Gli rispondo: “Con un piatto così si può solo godere!”
Una pancia così gustosa, una salsa così stuzzichevole e verdure così divertenti, difficilmente si mangiano. Bello, buono, bravi, bis!

“Pollo fritto, misticanza di campo, maionese bluecheese”.
Ne arrivano in tavola tre pezzi, ed eccoci alla solita battaglia, ma io ne avevo ordinato già uno durante la prenotazione del tavolo, quindi un pezzo è tutto per me…e debbo dire che ho fatto benissimo! Un pollo fritto che vale il viaggio, con la salsa ne vale due!

“Pannicolo di manzo alla griglia, cipolla di Margherita al forno e salsa di cipolla bruciata”.
Un piatto che arriva in una fase di pienezza e di scelta di vino non proprio pronto. Un piatto che merita situazioni diverse dalla nostra per gustarselo come si deve.

“Lemon curd, gelatina di gin, biscotto di frolla”.
Il dolce che ti fa dire: buono, fresco, pronto per riiniziare. Apprezzatissimo!

“Torta del giorno, panna fresca”.
Le pance sono piene…ma finisce anche questa!

“Ricotta, crumble di mandorle, gelsi neri e olio extravergine di oliva”.
Quando nel cucchiaio ti arrivano i gelsi, questo dolce oltre ad essere divertente diventa anche tanto buono! Un consiglio….più gelsi!!

A concludere la serata, oltre a tanto divertimento e parecchie risate, un fresco Gin Tonic, dopo un attenta scelta tra la vasta selezione! 

Pasquale Pace

Pasquale Pace

Il Gourmet Errante, è ciò che faccio da sempre per passione. Ho avuto l'opportunità di degustare tanti vini e prodotti e di passare bellissimi momenti di confronto, discussione e allegria con produttori e artigiani di tutta Italia. Ho vissuto l’evoluzione di molte aziende e nel corso degli anni la curiosità, la ricerca e le scoperte mi hanno portato a disegnare una mappa di emozioni, fatta di persone e storie, che ho sempre cercato di comunicare e promuovere.
Pasquale Pace
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