Le Strade della Mozzarella 2° giorno.

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Le Strade della Mozzarella 2015

Savoy Beach Hotel

Via Posedonia, 41

Paestum – Capaccio (Sa)

www.lestradedellamozzarella.it

www.savoybeachhotel.it

Secondo giorno: 14 Aprile 2015

 

Il secondo giorno si arriva in ritardo a Paestum, perso l’inizio dei  primi cooking, quindi inutile arrivarci a piatto iniziato, si va a visitare Vannulo, di questa visita parlo in un pezzo sul caseificio. L’arrivo avviene prima delle 12.00, ci sono due cooking interessanti. Appena entrato però vedo Madame Paillard vicino al suo banco. Chissà se sa l’italiano, ebbene sì, lo sa, quindi con piacere si beve insieme, si brinda e si scambiano due chiacchiere, qualsiasi cooking può aspettare. La lascio con la promessa di brindare ancora stasera alla cena. Arrivando nei saloni dei cooking vedo sullo schermo un piatto intrigante davvero, lo sta eseguendo Kobe Desramaults, non lo conosco, il piatto è molto bello e come si dice a Roma mi è rimasto “incanna”. Nel frattempo mi arriva una foto dei tortellini che sta eseguendo nell’altra sala Giovanni Passerini, ai tortellini non si rinuncia mai. I tortellini in brodo sono buoni davvero, in più un’alga, che dà al piatto un tocco di gran piacere. Alle 13.00 tocca a Roberto Petza, a lui non voglio rinunciare, quindi scelgo il tavolo e aspetto, sapendo che lui non solo non mi deluderà, ma mi stupirà come sempre. Annuncia subito che farà due piatti, un antipasto e un dolce. L’antipasto è:  Triglia in Mozzarella Fritta, Olive e cartoccio,  avrei mangiato anche quello con quella salsa stupenda. Un piatto che in diretta consiglio a un amico ristoratore, visto che la mattina mi aveva mandato una foto di triglie freschissime. Il secondo piatto è un dolce atipico con la mozzarella, un piatto molto bello, composto da frutta e da bufala, da mangiare con il cucchiaio, da mangiare stando zitti per assaporare tutto il piacere di un’idea bella e buona. Alle 14.00 ci aspetta lo show di Massimo Bottura, l’unica ora che c’è un solo cuoco nelle sale a cucinare. Quindi pienone assoluto. Lui oltre a saper cucinare è anche un personaggio da palcoscenico. Il salone se lo prende tutto iniziando a parlare dei coglioni del bufalo che ci farà mangiare. Le interiora mi piacciono tutte e quindi chissà che anche questo mi piaccia. Li fa in brodo e interiora sono, niente di più dei classici ritagli di ogni animale commestibile. Il secondo piatto è un risotto, dove il nord incontra il sud in particolare la pizza. Quindi un risotto con la crosta della pizza intorno fatta a granelli, il sugo della pizza sotto il risotto che copre tutto. Il piatto era fantastico, perché buonissimo era, però si doveva mangiare mischiando il sugo con il risotto,  tutti o quasi non lo hanno fatto restando delusi. Ma per fortuna lui lo aveva detto, di mischiare il tutto. Piatto ottimo sciupato di fronte a tanta sapienza dei commensali. Bello anche da vedere. Lo show di Massimo Bottura è andato per le lunghe, mandando in fibrillazione il cuoco che veniva dopo. Il cuoco maestro di tanti, un cuoco che a 70 anni ancora parla di scoprire di viaggiare di imparare, il cuoco è Salvatore Tassa, rispetto a lui da parte di tutti. Il piatto che esegue è: La schiuma e la pallina. Il ritardo accumulato non mi fa perdere un dolce ottimo. A eseguirlo i fratelli Costardi. Arrivo che stanno eseguendo il gelato con la bufala, quindi lo compongono e se l’occhio vuole la sua parte il dolce già è un passo avanti. La meringa mi piace il gelato di panna di più, il tutto a comporre un ottimo dessert. Siamo quasi alla fine, altri due ancora se ce la si fa. Quindi Marianna Vitale del Ristorante Sud (una mia grande mancanza ancora). Un piatto che finisce e pensi ce ne vorrebbe un altro per capire meglio, il secondo finisce lo stesso e ti senti intrigato e ne vorresti un altro per dare l’ok definitivo. Intrigante. Si corre per un po’ di internazionalità, sul palco Paco Morales. Il primo piatto, un antipasto, verdure e dadini di mozzarella, tutto freddo, un piatto strano che mi lascia un po’ perplesso. Poi lui ne prepara altri due, lasciandoli sul tavolo di preparazione, sembrano davvero interessanti, tutti vanno via, io ho troppa voglia di sentire quello con le alici, così chiedo alla moderatrice se è il caso di sciuparlo, lei dice quello che volevo io: mangiamolo insieme. Ed eccolo uno dei piatti più buoni dell’anno 2015 per le strade della mozzarella. Io, non ricordando tutto, l’ho chiamato semplicemente: Alici del Cantabrico e Mozzarella. Mi è piaciuto tantissimo. Mi ricordo che stasera si deve aspettare la cena delle pizze e quindi, ancora, un ragazzo che ha fatto tanta strada, lui è: Christian Puglisi, un piatto eseguito mentre racconta la sua storia. Per finire un cuoco che attendo con gioia, lui è Piergiorgio Parini, che esegue i suoi colori preferiti, le sue tonalità di verde con la mozzarella in mezzo. E’ la fine, quindi sul palco a salutarsi e a finire con due grasse risate. Arrivederci alle strade della mozzarella 2016. A finire il meglio della pizza napoletana con la serata pizza all’Hotel Gli Oleandri. I pizzaioli sono: Franco Pepe, Ciro Salvo, Gino Sorbillo, i fratelli Salvo, Francesco e Salvatore,  Enzo Coccia, Gennaro Nasti e Gaetano Iannone. La serata si chiama: “La Formula della Felicità” I grandi maestri della pizza napoletana accompagnata dagli Champagne di Bruno Paillard. Dopo un ottimo e abbondante antipasto non si sa che sia successo, la fila davanti ai banchi era insostenibile, così dopo un’ottima “Montanara”, pizza fritta rotonda, non grande, dove si mette pomodoro, pecorino o parmigiano e basilico, eseguita da Enzo Coccia si è scappati via. Un’edizione che anche se solo per due giorni mi ha soddisfatto come sempre, mi piace il posto, mi piace Paestum, mi piace l’ambiente che si vive, insomma mi piacciono Le Strade della Mozzarella.

 

Pasquale Pace
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