Le Potazzine. Il Brunello secondo natura

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Tenuta Le Potazzine
Località Le Prata, 262,
Montalcino (SI)
www.lepotazzine.com

Ponte del 25 aprile 2017. Quattro giorni da dedicare alle vicine campagne toscane, tra vino e buon cibo. Scritta così sembrerebbe uno slogan di un’agenzia di viaggio, invece andò proprio così: hotel a Chianciano Terme, visita a Montepulciano, Pienza e poi dritti a Montalcino.
Sai Pasquale, avrei voglia di visitare una cantina in quei giorni. Hai nulla da consigliarmi? Magari anche un posticino dove mangiare qualcosa di buono…”, chiesi al boss. “Conosco diverse aziende a Montalcino, alcune davvero ottime. Potresti andare a Le Potazzine che hanno anche una vineria di loro proprietà, in Piazza Garibaldi. Scrivigli!”, questa la risposta del Gourmet.
Inviai subito una mail per prenotare la visita chiedendo anche di Gigliola Giannetti, la titolare. Mi rispose Michele Moscato, collaboratore di Gigliola e responsabile delle visite in cantina. Un vero signore Michele: gentilezza e cortesia proporzionate alla sua stazza nonché “enciclopedia” della Tenuta, ci raccontò nel minimo particolare la storia dell’azienda, mentre passeggiavamo per le sale che compongono la cantina contornati dal verde acceso delle vigne.
Le Potazzine a Montalcino sono le cinciallegre, dei piccoli uccelli colorati tipici delle campagne toscane e che spesso diventano un soprannome che le famiglie affettuosamente danno ai piccoli di casa. Le Potazzine quindi non sono altro che le figlie di Gigliola: Viola e Sofia.
La Tenuta è costituita da cinque ettari di vigneti iscritti a Brunello, ha un sistema di allevamento a cordone speronato e segue un sistema di produzione naturale, senza stravolgimenti né forzature. Ciò lo ottengono grazie a fermentazioni naturali innescate dai lieviti indigeni, dalle lunghe macerazioni e dal seguente affinamento nelle grandi botti di rovere. Il tutto conferisce personalità e finezza, caratteristiche che i vini sprigionano seguendo la natura delle cose.
Si rispetta la natura con consapevolezza, in questo modo otteniamo vini che rispecchiano l’unicità e la tipicità del territorio e dell’annata”, ci disse Michele.
E’ così che nascono il Rosso e il Brunello di Montalcino (35000 bottiglie l’anno), ai quali si aggiunge la “Riserva” del Brunello, “ma solo nelle migliori annate” – precisa Michele – e il Parus, un sangiovese in purezza.
Una cantina fantastica, realizzata con cura e dedizione, precisa, elegante e in armonia con il paesaggio circostante. Un grande salotto nel cuore della Toscana.
Seguì una piccola degustazione dei “figli” dell’azienda, nel bel mezzo della quale ci raggiunse anche Gigliola, un pochino provata da una leggera influenza, ma non abbastanza per sottrarla agli onori di casa. Non aggiunse molto al racconto di Michele, ma mi colpì il pensiero, il suo modo di vedere e di vivere l’azienda. Le Potazzine sono le figlie, sono l’azienda, sono la sua casa, il suo lavoro, la sua famiglia. Gigliola non ha bisogno d’altro: “Credimi, già è difficile dire no alle tante richieste che ci arrivano – ci confida – I vini che produciamo sono già, di per sé, assegnati una volta usciti sul mercato, ma aumentare la produzione tanto per farlo significherebbe andare contro la nostra mission, il nostro credo, quella identità che dal 1993 portiamo avanti. Mantenersi nel tempo, è questa la nostra sfida”.
Un altro gruppo di visitatori la attendeva per una nuova visita, quindi ci salutammo con l’auspicio di rincontrarci presto.
Era quasi ora di pranzo… e quindi l’ora di andare in vineria! Il tempo di entrare in paese ed eccoci arrivati. La giornata soleggiata suggeriva un pranzo all’aperto e così trovammo posto in uno dei tavoli esterni circondati dai gelsomini, proprio in Piazza Garibaldi.
Cucina di stampo tradizionale e territoriale, con piatti tipici della cultura gastronomica toscana; non da meno la carta dei vini, con proposte locali, nazionali e internazionali, anche grazie alla vicinanza all’enoteca di proprietà di Gigliola, da cui la vineria attinge.
La nostra scelta ricadde su una selezione di pecorino di Pienza, accompagnati da pere, miele d’acacia e riduzione di Brunello di Montalcino (divina), per poi passare a dei pici con zafferano, melanzane e salsiccia di cinghiale. Sapori esaltanti ma non invadenti, grazie ad una materia prima di ottima qualità, maneggiata con cura e attenzione, la stessa che impiegherebbe una mamma mentre cucina per i propri figli. Perché a Le Potazzine la famiglia è una cosa seria.

Gianluca Ciotti e Pasquale Pace Il Gourmet Errante

Gianluca Ciotti

Gianluca Ciotti

Romano di nascita, etrusco di adozione. Segni particolari: affamato.
Distratto, maldestro e sognatore, amo i viaggi, il cibo, la Roma, i mercati, il vino e la musica. L’ordine è del tutto casuale. Studi economici a parte, la mia vita è sempre ruotata attorno alla buona tavola e ai sapori genuini, tanto da decidere di farne un lavoro. Credo nel cibo come espressione della cultura di un popolo e come custode dell’identità di un territorio. Leggo spesso, scrivo abbastanza e cucino q.b., ma ho ampi margini di miglioramento.
Gianluca Ciotti
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