Le mie sei migliori Vernacce di San Gimignano dell’anteprima 2020, ma soprattutto il mio amare e vivere questo paese meraviglioso

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Anteprima Vernaccia di San Gimignano 2020
San Gimignano (Si)
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L’anteprima della Vernaccia di San Gimignano, per me è iniziata con la presentazione all’Hotel Relais La Cappuccina, sala convegni. La presentazione è stata affidata alla nuova presidente del Consorzio della Vernaccia, Irina Strozzi con un discorso semplice, fluido, ma molto efficace, ha aperto una serata interessante. Gli interventi sono continuati con il sindaco Andrea Marucci, sempre presente alla manifestazione anche durante la degustazione del giorno dopo; con l’enologo Paolo Caciorgna, con l’agronomo Valerio Zorzi che ha presentato l’annata 2019 dicendo dell’andamento climatico in particolare, da gennaio alla raccolta, tante chiacchiere che se poi si permette di imbottigliare il vino a dicembre per portarlo sui banchi di assaggio all’anteprima che senso ha parlare di tutto ciò, parlare di interventi meno possibile in vigna, quando poi per tenere in bottiglia vini fermi a gennaio la chimica regna sovrana.
Infatti ancora in molti vini dell’annata 2019 si riscontrano sapori di lieviti confettati. La presentazione è continuata con il premio Gambelli al giovane enologo Ivan Misuri che si è liquidato con un semplice grazie.
La cena è stata eseguita dallo chef stellato Maurizio Bardotti del Ristorante al 43’ di San Gimignano. Durante la cena ho potuto apprezzare cinque ottime vernacce: tre del 2016, delle altre due non ricordo l’annata. Le vernacce erano delle aziende Cesani, Il Colombaio di Santa Chiara, Il Palagione, di Montenidoli e di Casa Lucii.

Il giorno dopo puntuale alle 9,30, dopo aver fatto colazione con l’ottimo gelato di Sergio Dondoli ai gusti mango e caffè, salgo fino alla Rocca di Montestaffoli, non ero mai stato fin quassù, il panorama non era niente male, in particolare si vede la bellezza dei tetti delle case di San Gimignano eccomi seduto al mio tavolo per iniziare la mia degustazione di 81 vernacce, suddivise in 39 dell’annata 2019, 21 dell’annata 2018, 16 dell’annata 2017, 4 dell’annata 2016 e una dell’annata 2015. Dell’andamento delle annate ho letto di tutto, quindi meglio non parlarne più. Certo stare davanti alle opere del museo di Arte Moderna e Contemporanea “De Grada” era un’altra cosa, ma qui, come detto, il panorama è migliore.
Alla fine dei miei assaggi ho scelto 6 vernacce, per me le migliori.  Di queste tre sono dell’annata 2019, due sono del 2018 e una del 2016.

  1. Il Colombaio di Santa Chiara  Famiglia Logi – Vernaccia di San Gimignano DOCG Campo della Piave 2018, Vernaccia 100%, biologica certificata, resa vino per ettaro circa 55 ettolitri. Alla cieca ho scritto: odori estasianti, vino che invade il piacere, classe pura, vino imperioso (93). Loro producono altre due vernacce, anche queste meritevoli di stare tra i migliori assaggi. Sono la Selva Bianca 2019 e l’Albereta 2017.
  2. Cappella di Sant’Andrea – Vernaccia di San Gimignano DOCG Rialto 2018, vernaccia 100%, resa per ettaro di 70 q.li di uva. Alla cieca ho scritto: profumi intensi che ti catturano, l’intensità si ripete anche alla bocca, per poi espandersi per l’intero palato, un ottimo vino che mi piace da sempre, al la Cappella di Sant’Andrea si lavora molto bene (90+). Alla Cappella si producono anche altre vernacce meritevoli di essere conosciute.
  3. Montenidoli – Vernaccia di San Gimignano DOCG Carato 2016, 100% Vernaccia, rese per ettaro di circa 50 quintali. Alla cieca ho scritto: profumi imperiosi, palato lungo, ancora con la giusta acidità a far si che sia un vino piacevole oggi, domani e chissà per quanto ancora (90). Scopro il produttore ed ecco a testimoniare che la signora Elisabetta Fagiuoli non tradisce mai.
  4. La Lastra – Vernaccia di San Gimignano DOCG 2019, Vernaccia 98%, 2% di Trebbiano Toscano e Malvasia Bianca Lunga del Chianti, resa per ettaro di 70 quintali per ettaro. Questo leggo dal loro sito per l’annata 2018, penso che anche in quest’annata sia così. Alla cieca ho scritto: dal colore e dai profumi si sente che è un vino d’annata, i profumi mi avvolgono e tra me e me penso alla gioventù di questo vino, lo degusto, mi irrito un po’ pensando il perché si debba imbottigliare così presto un vino buono così (90). Molto buona anche la loro riserva 2018.
  5. Il Palagione – Vernaccia di San Gimignano DOCG Hydra 2019, Vernaccia 100%, resa per ettaro di 55 quintali circa per ettaro. Mi è piaciuto da subito sia per i suoi profumi caratteriali, sia alla gustativa, alla cieca ho scritto: se si dovesse giudicare l’annata 2019 da questo vino… dovrei dire che è un’ottima annata, mi è piaciuto tanto (91). Molto alti anche i miei punteggi sulle altre tre vernacce del Palagione. Ori 2018, Ltra 2017 e Lei 2017.
  6. Podere Le Volute – Vernaccia di San Gimignano DOCG 2019, Vernaccia 100%, resa per ettaro di circa 70 quintali per ettaro. Anche se pecca di tanta gioventù, sa di gioventù spiritosa e intrigante, un’ottima beva segue i miei pensieri, una volta scoperto ricordo di averlo già bevuto e mi era già piaciuto. Una vernaccia di annata molto piacevole (90).

Una considerazione sui vini che mi piacciono relativo alle rese per ettaro, sono tutti e sei sotto il massimo del disciplinare, mi va di sottolineare ciò.
Altre vernacce interessanti sono state quelle dell’azienda Casale Falchini, dell’azienda Fontaleoni, del Sanice di Cesani, dell’azienda Signano, del Vigna Santa Margherita di Panizzi e a finire dell’azienda Casa Lucii.
La serata a San Gimignano è continuata con un ottimo aperitivo alla Vecchia Nicchia, locale in cui mi trovo benissimo, dove si beve alla grande e si stuzzica con grandi prodotti ricercati con grande passione da Alessandro Pieragnoli e da sua moglie Elisa Petrone.

A finire si è andato alla Mandragola  a mangiare gli ottimi nastri allo zafferano e bere un ottimo Montevertine 2016. A San Gimignano mi sento a casa, merito del suo meraviglioso centro storico, per come ci mangio e per come mi piace sempre di più la Vernaccia che si coltiva nei vigneti di questo stupendo paese. 

Pasquale Pace
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