Le mie Grandi Langhe 2019 tra Barolo, Barbaresco, Roero e perché no… un riesling… anzi due

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Grandi Langhe 2019
28 – 29 gennaio 2019
Palazzo Mostre e Congressi “Giacomo Morra”
Piazza Medford, 3
Alba (Cn)
www.grandilanghe.it
www.ilgourmeterrante.it
www.codivin.com
www.cantinaconforme.it
www.vinointorno.it

Dopo circa 240 vini degustati, tra le anteprime di  e Barolo Docg 2015 Riserva 2013, Barbaresco Docg 2016  e Riserva 2014, Roero Docg 2016 e Riserva 2015, tra qualche bianco, dolcetti e Barbera (a proposito che annata è per la barbera 2017! Per me intrigantissima), ecco i miei 5 migliori Barbareschi, due Roeri e un ottimo riesling. Di riesling ne avrei potuto mettere un altro, che chi mi conosce sa quanto mi piace e quanto ne bevo, lui è l’Hèrzu di Ettore Germano di Sergio Germano

Per i Baroli i miei migliori assaggi sono stati nove.
Tra gli assaggi non ci sono i vini delle aziende che ho visitato il giorno dopo Grandi Langhe, i loro vini mi piacciono tanto.
Il tutto è avvenuto durante due giorni di degustazioni, in una location che ha retto l
urto di tanti addetti ai lavori, purtroppo nel pomeriggio diversi vini non hanno retto al calore che è aumentato di ora in ora. 

Eccomi ai Barbareschi e non solo, lordine non è qualitativo, è in base alla foto: 

1)       Albino Rocca – Angelo Barbaresco DOCG 2015, 100% Nebbiolo. Di questa azienda mi piace tutto, in particolare il loro Barbaresco Ovello, lo preferisco sempre di più rispetto al Ronchi, al Montersino e al Cottà. Oggi erano presenti lOvello e il Ronchi, le mie preferenze però sono andate su un ottimo Angelo. Il vino viene prodotto come piace a me, troncoconico di rovere, fermentazione e macerazione per circa 50 giorni e poi affinamento in botte da 20 hl per circa 20 mesi. Oggi è stato nel mio bicchiere al mattino ma il gusto e la lunghezza di questo vino mi è tornata in mente durante il giorno. Consapevole di aver bevuto un meraviglioso Barbaresco (93+).

2)       Tenuta Cisa Asinari Dei Marchesi Di Gresy – Barbaresco Gaiun Martinenga DOCG 2014, 100% Nebbiolo. Fermentazione in acciaio, affina in barriques di rovere francese, per me è il meno conosciuto dei vini che provengono dal vigneto Martinenga, si produce solo nelle migliori annata. Dopo averlo degustato e risentito immagino che sicuramente questa sia unannata particolarmente vogata per questo cru, sarà anche facile alla beva, ma ti lascia una pienezza in bocca, rara per un barbaresco così giovane, trovarlo e berlo, in qualche occasione particolare già da subito, sarebbe un piacere enorme (90).

3)       Sottimano – Barbaresco DOCG Basarin 2016, 100% Nebbiolo. Lunghe macerazioni sulle bucce, fermenta senza lieviti aggiunti in barriques per il 10% nuove, fino alla fine della sua sosta in legno, travasato va in bottiglia senza filtrazione. Cottà, Pajoré e Basarin sul tavolo, li ho assaggiati tutti e tre e poi torno sul Basarin. Adesso gli altri due sono un simbolo del Barbaresco, dellazienda Sottimano, oggi però ho preferito il Basarin, forse di beva più immediata, ma, senza forse, oggi era invaso di gradevolezza, i profumi molto fini ed eleganti, in bocca è già struttura, è già bocca intensa, nella mia testa è tanto piacere, anche se gli altri due cru si meritano un paio di punti in più, oggi ho scelto questo Barbaresco (91). 

4)       Icardi – Barbaresco DOCG Starderi 2016, 100% Nebbiolo. Dopo un gran buono 2015 al suo primo anno di produzione, arriva unaltra annata, un altro Barbaresco Starderi che stupisce ancora di più del precedente. I profumi ti avvolgono in un caloroso abbraccio, da subito ti fa capire di che eleganza è la sua beva, durante la quale arriva acidità e leggera tannicità, ma non perdendo mai un perfetto equilibrio tra tutte queste componenti. Barbaresco intrigante che va ad ampliare, per il secondo anno, la gamma dei vini di unazienda sempre più interessante. Chissà che questa ventata di gioventù, già matura, portata dai figli di Claudio e Mariagrazia, portino ancora più qualità. Un “dai forza!” a Sara, Luca e Ivan (91+). 

5)       Rizzi – Barbaresco DOCG Pajore 2016, 100% Nebbiolo. Un banco interessantissimo, con due annate per ogni cru la 2015 e la 2016. Mi è piaciuto tanto questo confronto, lassaggio delle due annate ha evidenziato il sorriso che esce fuori dai visi dei produttori quando parlano dellannata 2016. Dai sorrisi si capisce che lannata 2016 è ottima, come è ottimo questo Pajore, vince il confronto con il suo antecedente, anche se anche il 2015 è un ottimo vino. Ero già convinto del suo valore, ma per me era troppo caldo, così, anche se odio il contatto del frigo con un vino rosso, sono uscito, ho immerso il bicchiere con il Pajore nella neve, il tempo di scattare una foto e ho ripreso il bicchiere e ho goduto durante il tragitto per ritornare al banco e complimentarmi con Jole ed Enrico per averci donato un vino così buono ASSAI! (92). 

6)       Matteo Correggia – La Val dei Preti Roero DOCG 2016, 100% Nebbiolo. Un’azienda che mi piace da sempre. Di questo vino ho degustato e bevuto anche diverse annate vecchie che insieme alla riserva di questa azienda, il Ròche dAmpsèj, hanno fatto la storia del Roero. Una scommessa di Matteo Correggia che oggi è tra le più belle realtà vitivinicole italiane. Sua  moglie, suo figlio e sua figlia stanno portando avanti questa azienda che produce vini che mi piacciono sempre tanto. Non si smentisce lannata 2016 del La Val dei Preti, vino imponente, vino dalla bocca diretta e fine, ma, allo stesso tempo, di una persistenza imperiosa. Mi fermo qui, i complimenti potrebbero continuare ancora, me li tengo per la prossima volta, un vino ottimo oggi, domani e dopodomani (91+). 

7)       Cascina Ca Rossa – Roero DOCG Mompissano Riserva 2015, 100% Nebbiolo. Mentre lo bevevo, scusandomi con questannata, pensavo a cosa sarà la riserva 2016 e mentre pensavo ciò, il vino è andato giù diretto lasciandomi una piacevolezza impressionante. Ho versato da solo il mio secondo assaggio perché il signor Angelo Ferrio era al telefono, mi scuso ancora, ma la voglia di berlo ancora, ancora e ancora era tanta. Un vino che, quasi alla fine della degustazione, mi ha messo nelle vene il ritmo di una canzone di Bruce Springsteen, il ritmo di gridare al mondo che questo vino mi piace tantissimo. Cercatelo, compratelo, bevetelo, mantenetelo non vi deluderà mai (92). 

8)       G. D. Vajra – Langhe DOC Riesling Pètracine 2017, 100% Riesling bianco. Vino storico dellazienda grazie allamore per questo vitigno di Aldo Vaira. Io con piacere dico che di annate di questo vino ne ho bevute, forse in qualche annata non mi ci sono ritrovato, ma sia il 2016, ma di più ancora questo 2017, ritengo di trovarmi davanti a due ottimi riesling. Questo di oggi mi ha esaltato, davanti a tanti rossi si è elevato sul podio dei miei migliori assaggi. Profumi caratteriali di questo vitigno, profumi trascinanti, in bocca una bevuta fresca, intensa, lunga, caprioleggiante, infinta. Vino che insieme allaltro riesling nominato allinizio sarà tra le mie bevute frequenti di questanno (91). Complimenti a tutta la famiglia Vaira per questo capolavoro. 

Dopo Barbaresco, Roero e giustamente un Riesling, eccomi a descrivere i miei nove migliori assaggi del Barolo 2015: 

1)       Vini Curto  Az. Agricola Curto Marco – Barolo DOCG Arborina 2015, 100% Nebbiolo. Ecco quando le emozioni mi attraversano dalla testa ai piedi, degustare un vino di tale bontà prodotto da unazienda che ho conosciuto dentro ad un centro sociale a Roma, durante una degustazione di vini che più naturali non si può. Poi gli assaggi si sono susseguiti negli anni, lamicizia si è consolidata e la qualità dei vini è aumentata in maniera esponenziale. Oggi, davanti a questo Barolo, il piacere, la gioia e la goduria di dire a Nadia: “wow, che hai combinato?” Lei con immenso orgoglio mi ha detto di come si era posizionato alla cieca il suo Barolo. Ecco che dire oltre a fare gli ennesimi complimenti a Nadia e ai suoi collaboratori per avermi regalato una bevuta imperiosa (91+).

2)       Palladino – Barolo DOCG Parafada 2015, 100% Nebiolo. La bontà dei vini di questa azienda mi erano stati annunciati da un amico del mio paese, che ormai stabilmente lavora nelle Langhe, un amico che di vino sa, sa tanto, tantissimo. Mi aveva parlato di finezza, di piacevolezza e tutto questo lho ritrovato durante la degustazione dei Baroli di Palladino. Ho preferito questo per lequilibrio dei tannini. Un vino intrigante, mi ha tenuto li con lo sguardo perso nel vuoto per quanto mi ha attratto durante il mio annusare e durante la mia beva. Una bocca ampia, delicata, avvolgente, sembra parlarmi, dicendomi; “hai sentito? Il tuo amico ne sa di vino, ne sa di Barolo.” Ha a avuto ragione, un vino da risentire il prima possibile (91+). 

3)       Giulia Negri Serradenari Viticoltori in La Morra – Barolo DOCG Marassio 2015, 100% Nebbiolo. L’ennesima sorpresa di Giulia Negri, troncoconico, macerazioni di circa 45 giorni, 30 mesi in botte grande da 25 hl. Se avessi una vigna, questo sarebbe il mio modo di fare vino, lei ci riesce in maniera impeccabile. La prima volta non si scorda mai, così è per i vini di Giulia, questa prima volta del Marassio non la scorderà di certo. Vino facile? Vino ottimo assai. Vino che ti appaga dai profumi, nel sorseggiarlo, nel berlo in ogni maniera possibile. Ancora brava, gli elogi per te non finiranno mai. Un post scriptum per il tuo chardonnay “tirato fuori caldo, da risentire, ma già sorprendente come sei tu.” Brava ragazza continua a stupirmi che è una goduria (92). 

4)       F.lli Alessandria – Barolo DOCG San Lorenzo in Verduno 2015, 100% Nebbiolo. Lo ammetto, non conoscevo i vini dei F.lli Alessandria, li ho degustati raramente, debbo dire grazie alla chiocciola dello Slow Wine per avermi indirizzato a degustare i loro vini. Cinque vini sul banco, mi sono piaciuti tutti, ma il San Lorenzo lho preferito agli altri per complessità, forse anche perché era il più diretto, ma nel risentirlo ha sbaragliato gli altri vini. Tutto è in equilibrio in questo vino, tannini fini, una leggera acidità che non guasta affatto, insomma una gran bevuta, una mia gran pecca non andare a degustare i loro vini negli anni. Cercherò di recuperare più possibile perché questi vini meritano molta attenzione (91+).

5)       Virna Borgogno – Barolo DOCG Cannubi 2015, 100% Nebbiolo. Anche unannata vecchia sul loro banco, poi Sarmassa e Cannubi, due cru che solo a nominarli meritano rispetto. Poi una donna, una delle proprietarie, lenologa dellazienda e in tutto questo tocco femminile ti aspetti vini che ti accarezzano, invece eccomi a dire di un Barolo di gran carattere, un Barolo che è specchio della sicurezza dellenologa che ho davanti, un Barolo che mi piacerebbe degustarlo in cantina, una visita che mi è stata proposta, una visita che avverrà di sicuro, per capire ancora la qualità di questi vini, la qualità di questo Barolo (89+). 

6)       Burzi – Barolo DOCG Capalot Vecchie Viti 2015, 100% Nebbiolo. Due anni fa fu lo stesso tra i miei migliori assaggi, oggi ho fermato la mia degustazione per scrivere subito di questo ottimo vino. A caldo ho scritto: “a volte bisogna fermarsi perché un vino ti trasmette emozioni immediate.” Un vino che ha la sua storia in un altro produttore oggi il proprietario ha ripreso le vigne e ci dona un ottimo Capalot Vecchie Viti 2015 (93+). Oggi confermo il tutto con ancor più piacere, cè il ricordo indelebile di quel momento e cè lappuntamento, già stabilito, per andare a visitare lazienda. 

7)       Az. Agricola Cascina Fontana – Barolo DOCG 2015, 100% Nebbiolo. Azienda sorpresa durante il Merano WineFestival nel giorno della degustazione Bio&Dynamica 2018. Li tra i miei migliori assaggi scelsi il Langhe Nebbiolo 2016, un vino di una beva fantastica. Oggi sono rimasto affascinato dal loro Nebbiolo 2015. Vino da portarsi anche per festeggiare larrivo di una passeggiata in montagna, dove la fatica vuole il rilassamento. Ecco, lui è pronto a questo, è pronto per accompagnarti in momenti di intimità, in momenti di una giornata da trascorrere in piena gioia completandola con tanta bontà (90). 

8)       Sergio Barale Viticoltore in Barolo F.lli Barale – Barolo DOCG Bussia 2015, 100% Nebbiolo. Quando mi trovo davanti alle etichette di Sergio Barale, la mia mente fa un salto indietro per capire quanto sono belle queste etichette,  rimodernizzate ma dal sapore antico. Poi arrivano i vini e loro si fanno apprezzare per la loro qualità. Oggi ho preferito il Bussia, per la sua immediatezza, ho voluto risentirlo subito per apprezzare la complessità della beva. Il vino gira come una trottola per tutto il palato, appaga la lingua, nel deglutirlo si provano emozioni di grande bontà, un vino che mi è piaciuto tanto (92). 

9)       Viticoltore Mauro Molino – Barolo DOCG La Serra 2015, 100% Nebbiolo. Sentire sapidità in un Barolo, a volte accade e quando accade mi piace. In questo vino ho sentito tanto gusto, il gusto della piacevolezza, ma allo stesso tempo mi ha come dato un calcetto, come per dirmi: “sarei contento di ritrovarti lungo la mia storia per convincerti ancora di più.” Io accetto la sfida perché so che non mi deluderà mai. Mi è piaciuto tanto oggi, mi ricorderò del piacere che mi ha fatto provare, sono pronto a sfidarlo nel tempo (91+). 

Questo è il ricordo di due giorni intensi e davvero belli, dove ho degustato tanti vini buoni e ottimi, tanti vini pronti a sfidare il mondo, oggi, domani, dopodomani e chissà per quanto tempo ancora. Vi saluto così, con il pensiero al prossimo Grandi Langhe che purtroppo avverrà tra due anni.  

Pasquale Pace

Il Gourmet Errante, è ciò che faccio da sempre per passione. Ho avuto l'opportunità di degustare tanti vini e prodotti e di passare bellissimi momenti di confronto, discussione e allegria con produttori e artigiani di tutta Italia. Ho vissuto l’evoluzione di molte aziende e nel corso degli anni la curiosità, la ricerca e le scoperte mi hanno portato a disegnare una mappa di emozioni, fatta di persone e storie, che ho sempre cercato di comunicare e promuovere.
Pasquale Pace
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