Joly-Bellotti-La Biodinamica da Carpineti a Cori

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Az. Agricola Marco Carpineti
S.P. Velletri – Anzio Km. 14.300
Cori (Lt)
www.marcocarpineti.com

Agri.bio onlus

Loc. San Sebastiano, 1

Cissone (Cn)

www.agribionotizie.it

www.agribiodinamica.it 

Essere invitato all’ultimo momento a una degustazione a cui tenevo tanto mi ha fatto immenso piacere, la degustazione era organizzata da Agribiodinamica, un’agenzia di Cissone (Cn) in Piemonte. Il luogo era nel bellissimo salone dell’azienda Marco Carpineti a Cori in provincia di Latina. Gli ospiti in primis erano Nicolas Joly e Stefano Bellotti, alla degustazione chiaramente i  vini delle loro aziende, La Coulée de Serrant a Savennières in Loira – Francia www.coulee-de-serrant.com e l’azienda Cascina degli Ulivi a Novi Ligure (Al) www.cascinadegliulivi.it

L’invito è arrivato da Paolo Carpineti, alla sua telefonata mi sono attivato subito a trovare una macchina, gli amici davvero non finiscono mai di stupirti e subito si parte per stare un po’ prima come è mio solito sul posto. E’ una serata umida e fredda, questa volta mancherà il tramonto sulle vigne di Marco, ma sarà una bella serata. All’arrivo la sala è già pronta, si scambiano due chiacchiere e si aspetta l’arrivo dei due produttori, il Bellotti arriverà in ritardo, gli organizzatori sono piemontesi e loro ribadiscono la puntualità. Inizia la presentazione il presidente dell’Agri.bio, io ascoltandolo mi sento orgoglioso di essere qui a Cori da Marco Carpineti su questo evento dedicato alla Biodinamica, subito lui passa la parola alla sommelier Ais, sarà un lungo e difficile percorso ascoltarla. Comunque pronti e via ecco i dodici vini in degustazione:

 

  1. Marco Carpineti – Kius a presentarlo Paolo Carpineti, spumante metodo classico da Bellone, ormai io non posso e non voglio dire più nulla, anzi si, raccomandarmi con l’azienda che continuino a farlo sempre più buono, la sommelier che non lo conosceva, senza sbilanciarsi ha fatto capire di averlo gradito (86).
  2. Marco Carpineti – Campolemole bianco 2014, bellone 80%, greco moro 20%, lo voglio aspettare ancora come tutti i vini di Marco e Paolo, tanto lo so mi capiterà di sentirlo ancora e ne voglio capire l’evoluzione, qui lo dico e qui non lo nego, mi aspetto sempre di più da questa azienda (81).
  3. Donato Giangirolami – Cardito 2014 – Malvasia Puntinata a presentarlo Donato Giangirolami, è sempre difficile fare vino da malvasia puntinata e questa è un’annata difficile. Sentito in altre annate, l’ho trovato molto meglio, lo aspetterei con pazienza (80).
  4. Casale Certosa – Arborea 2014 – Grechetto e Malvasia Puntinata, a presentarlo uno dei fratelli Cosmi, conosco bene l’Arborea, oggi con soddisfazione dico che ha davvero fatto la sua buona figura davanti a i vini biodinamici, anche in questa azienda si fa biodinamica, anche se non viene dichiarato apertamente, questa annata non l’ho mai sentita e con piacere ho difeso il vino davanti al dire che forse siamo al massimo della resa in qualità. E’ la prima volta che la bevi, come fai a dire ciò, aspettala ancora, no? Comunque è già buona oggi, poi vedremo con il tempo, con fiducia nel tempo. Bravi avanti così (85+).
  5. Vignobles de la Coulée de Serrant – Les Vieux Clos 2013, Appelation Savennières Controlée – Chenin 100%, a presentare i suoi vini Nicolas Joly, fa davvero una bella figura questo vino vicino al suo compagno più blasonato la Coulée de Serrant, è il primo vino di Joly ed è davvero un buon inizio per la serie di sei di questa azienda che mi piace assai. Vino che potrebbe reggere chissà quanto, o è già troppo buono per resistere nel tempo? Io ne vorrei avere per adesso, per domani e per chissà quando (87+).
  6. Vignobles de la Coulée de Serrant – Les Vieux Clos 2011, Appelation Savennières Controlée– Chenin 100% lo trovo inferiore al precedente, ma come dice la sommelier in tutte le sue lungaggini, chissà che tra qualche anno, questa annata non  sia migliore della precedente, oggi è questo che sta nel mio bicchiere, il futuro chissà (85).
  7. Vignobles de la Coulée de Serrant – Clos del La Coulée de Serrant 2013, Appelation Savennières-Coulée de Serrant Controlée – Chenin 100%, si inizia bene, un grande vino da subito già dai profumi e dal primo sorso mi affascina è quello che mi aspettavo, l’annata 2013 a questo punto debbo dire che per  l’azienda Coulée de Serrant è un’ottima annata (88).
  8. Vignobles de la Coulée de Serrant – Clos del La Coulée de Serrant 2011, Appelation Savennières-Coulée de Serrant Controlée – Chenin 100%, come l’altro 2011 si porta dietro l’annata, aspettiamolo e beato chi ne avrà in cantina (85).
  9. Vignobles de la Coulée de Serrant – Clos del La Coulée de Serrant 2010, Appelation Savennières-Coulée de Serrant Controlée – Chenin 100%, ossidato? Bottiglia che sta male? Non lo so, ma già dal colore non promette nulla di buono, aspetto lo risento, non migliora mai, sentirsi sfortunato? Può accadere, per fortuna è il preludio a un grande vino, alla prossima (??).
  10. Vignobles de la Coulée de Serrant – Clos del La Coulée de Serrant 2009, Appelation Savennières-Coulée de Serrant Controlée – Chenin 100%, eccola la Coulée de Serrant grande che mi aspettavo, un vino buonissimo, un vino che staresti lì a contemplarlo e a godere per tanto e tanto ancora, bottiglie che sparirebbero in una sola portata, in un piccolo aperitivo, in una bevuta semplice senza mangiarci nulla solo a dire: questo è un grande vino (91).

La degustazione si interrompe per dare atto a Nicolas Joly di parlare dei suoi vini e della sua azienda, così si parla della sua biodinamica, si parla delle sue rese basse, dei suoi pochi, quasi nulli, interventi in cantina riaffermando che se in cantina arriva un’uva ottima, nel pieno della maturazione, è facile fare vino buono senza intervenire, quella poca solforosa da lui usata, viene usata perché il vino a volte fa viaggi di 7000 chilometri e non potrebbe reggere a tale viaggi. L’uso dell’ortica in vigna aiuta tantissimo e poi tante cose ancora che poteva dire se non si fosse stati sfiancati per circa 20 minuti a vino a dire di profumi e sapori che a volte raggiungono livelli assurdi.

Nel frattempo con tutta la sua gioia di vivere arriva Stefano Bellotti e viene catapultato davanti al microfono a parlare dei suoi due vini che ci stanno servendo:

  1. Cascina degli Ulivi – Montemarino 2009 – Monferrato DOC – Cortese 100%, a volte i suoi vini hanno delle riduzioni, a volte non sono ben definiti, a volte, come questo, sono davvero dei vini entusiasmanti, un vino che è buono adesso, domani e chissà per quanti anni ancora, un vino che fa del cortese un’uva che mi piace (87).
  2. Cascina degli Ulivi – Etoile du Rasin 2007 Stefano Bellotti  – Barbera 100%  questo vino è per pochi, quindi grazie a Stefano che ci ha deliziato di una barbera così rara, il grado? Non si dice, si apprezza e basta, si apprezza tanto perché è davvero un buon vino (87).

Quando tutto sembrava finito dopo circa due ore, e si poteva stare in libertà a scambiare due chiacchiere con i produttori e tra di noi, ecco ancora a parlare di cerchietti nel bicchiere, di profumi e sapori che non interessavano più a nessuno, anzi mi chiedo queste lungaggini sui profumi e sui sapori a chi interessano ancora? Ultime foto, un grazie ai sommelier che hanno servito i vini con molta professionalità e pazienza. Comunque vado via consapevole di aver partecipato a una serata che resterà indelebile nei ricordi miei e dell’azienda di Marco Carpineti, nei giorni a seguire non sono potuto essere presente e me ne dispiaccio, dopo questo speriamo che  i due produttori e altre persone importanti per la biodinamica presenti nei due giorni abbiamo convinto Marco, Paolo e la loro famiglia  a usare la biodinamica, in particolare in quei sette ettari nuovi appena piantati che sono davvero molto belli. Grazie ancora a Paolo per aver insistito a farmi partecipe di una serata tanto bella e interessante.

 

Pasquale Pace
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