Il mio Chianti Classico Collection 2020 alla stazione Leopolda a Firenze è stato così

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Anteprime Toscane 2020
Chianti Classico Collection
Stazione Leopolda
Firenze
www.anteprimetoscane.it 
www.chianticlassico.com
www.vinointorno.it
www.ilgourmeterrante.it
www.cantinaconforme.it
www.codivin.com 

Non lo nego, stare seduto per due giorni al mio tavolo in fondo alla sala della Chianti Classico Collection mi piace tantissimo, alzarsi ogni tanto, in particolare, quando mi capita di assaggiare un ottimo vino, alzarmi per andare a fare i complimenti al produttore/trice, mi fa tornare nella mia postazione appagato, e contento.
Quest’anno durante i miei assaggi mi sono dovuto alzare spesso, tanti sono stati i vini che meritavano elogi e complimenti. I complimenti che allungo all’efficiente servizio di sommelier in sala. 

Dopo circa 290 vini degustati ecco i due vini a cui ho dato il massimo del punteggio.
1. Fontodi – Chianti Classico Gran Selezione Vigna del Sorbo 2016 DOCG, vino biologico, 90% Sangiovese, 10% Cabernet Sauvignon, fermentazione spontanea, rese per ettaro di circa 30 quintali, da una vigna di 50 anni, le rese basse quelle che piacciono a me. Mi arriva al bicchiere con un colore luminoso, il mio banco si arricchisce di riflessi molto belli, mentre me lo versano già mi arrivano gli ottimi profumi, il bicchiere pare che si alzi da solo dal tavolo, lo afferrò e al primo sorso scrivo: un vino imperioso. Me lo gusto e gli aggiudico un ottimo 94+.

  1. Val delle Corti – Chianti Classico DOCG Riserva Val delle Corti 2016, 100% Sangiovese, fermentazione con lieviti naturali, rese basse così deve essere per fare un grande vino. Profumi estasianti, bevuta da coppa e applausi… Radda colpisce ancora, Val delle Corti colpisce ancora (94). Molto buono anche il loro Chianti Classico DOCG 2017.

Continuo con i migliori vini, eccoli i 5 con 93.

  1. Il Palagio di Panzano – Chianti Classico Gran Selezione DOCG Le Bambole 2015, vino biologico, Sangiovese 100%, uve provenienti da un’unica vigna, un cru di Panzano che sta iniziando a far parlare di se. Io ci ho scommesso dalla prima volta che ho visto questa vigna, è solo l’inizio di un vino che anche per il nome sarà facile ricordare ed essere accoppiato all’azienda che lo produce. Alla cieca ho scritto: profumi grassi, ma da silhoutte, bocca piena, vino che ti avvolge dal lato guanciale, fino ad arrivare al palato, vino di spessore, ottimo. Molto buono anche il Chianti Classico DOCG Riserva 2016.
  2. Castello di Monsanto – Chianti Classico DOCG Riserva 2016, Sangiovese 90%, Colorino 5%, Canaiolo 5%, alla cieca ho scritto: eccoli i profumi buoni che ti portano alla beva di un ottimo vino, la beva mi fa dire che sono davanti a un vino in grande spolvero, lo scopro e penso: bravi a fare un vino così buono producendone circa 200000 bottiglie. Un vino che terrò in mente quando sarò a scegliere un vino al ristorante.
  3. Fattoria San Giusto a Rentennano – Chianti Classico DOCG Riserva Le Baròncole 2017, Sangiovese 97%, Canaiolo 3%, vino biologico, rese molto basse come piace a me. Alla cieca sono catturato dal colore brillante, un colore invitante così come il profumo. Il tutto invita alla beva che è molto intensa, pecca di gioventù, ma magari avercene di vini giovani così. Vado al banco e dico a una delle signore: “mi dispiace che questo vino è una prova di botte, altrimenti lo avrei messo tra i miei migliori assaggi”. Lei mi risponde: “allora le dico che lo stiamo imbottigliando oggi”. Io: “perfetto, allora farò un’eccezione, sarà un piacere”.
    Mai avrei pensato che dopo circa 15 giorni ero a far visita alla fattoria di San Giusto a Rentennano ma di questo ve ne parlerò in un’altra occasione.
  4. L’Erta di Radda – Chianti Classico DOCG 2018, Sangiovese 95%, Canaiolo 5%, vino biologico, prova di botte, rese per ettaro quintali 60. Ho fatto un’eccezione per questo vino eccezionale, un profumo di finezza estrema, piacevolezza grande alle narici, alla beva mi fa poggiare alla sedia e alzando gli occhi ho detto: chiunque voi siate, bravi, bravi tanto, vino incredibile già, lo seguirò perché sarà davvero un’ottima bottiglia. Ottimo anche il loro Chianti Classico DOCG 2017.
  5. Il Barlettaio – Chianti Classico DOCG 2016, Sangiovese 94%, Merlot 6%, vino biologico, in questa annata la resa per ettaro è stata di soli 25 quintali, ecco perché poi si fanno dei grandi vini. Ancora un vino di Radda, ma di un’azienda che non è nel consorzio di Radda, ebbene mi espongo anche qui affinché sia voi che il resto dei produttori di Radda fate un passo avanti per incontrarvi e far si che entriate nel consorzio. Alla cieca ho scritto: eccoli i profumi che ti catturano, ho subito voglia di degustarlo, di berlo, il sorso va giù e ne sono felice che a volte la bontà di un vino non ti ferma l’assaggio. Sono felice che è il sangiovese del Barlettaio. Di notevole livello è anche la sua prova di botte del Chianti Classico 2018.

Vado avanti con i 3 vini con 92 punti.

  1. Podere Capaccia – Chianti Classico DOCG Riserva 2016, Sangiovese 100%, rese per ettaro di circa 30 ettolitri, ancora Radda. Alla cieca ho scritto: colori tenui così come i profumi, una beva fine e lunga, vino da bottiglia che finisce immediatamente, da mettere a testa giù quando è vuota e scriverci sopra “VINO BONO QUANDO FINISCE”. La bottiglia che mi porterei a cena stasera.
  2. Ricasoli – Chianti Classico DOCG Gran Selezione Ceniprimo 2016, Sangiovese 100%, un vigneto di sei ettari che porta a produrre nell’anno 2016 appena 6000 bottiglie, rese bassissime. Alla cieca ho scritto: due vini che sembrano uguali, uno dietro l’altro, uno buono, questo di più, profumi intensi e piacevoli, bocca lunga e persistente. Alla vista del produttore sono partito per il banco di assaggio per farmi spiegare come era stato fatto questo vino. Ecco quando una grande azienda se vuole fa un ottimo vino. Niente male nemmeno l’altro cru dal nome Roncicone.
  3. Monterotondo – Chianti Classico DOCG Vigna Vaggiolata 2017, Sangiovese 85%, Canaiolo 10%, Malvasia Nera 5%, vino biologico, lo ammetto, i vini di Monterotondo li ho assaggi sapendo che erano di quel testone di Saverio Basagni, li avevo già sentiti in cantina da lui e non mi poteva deludere. Questa cantina è solo all’inizio dei successi che verranno, andate a trovare Fabiana e Saverio, resterete colpiti da come si fa vino, prima in vigna e poi in cantina. Potrei essere di parte, invece sono stato sempre severo con loro e oggi sono felice di dare un 92 a questo ottimo vino, come mi è piaciuto anche il Vaggiolata 2018, lui diventerà ottimo a breve. Molto buono anche il Seretina Riserva 2016. A Monterotondo si produce anche un ottimo bianco.

A finire 6 vini con 91. Eccoli:
Querciabella – Chianti Classico DOCG Riserva 2016, Sangiovese 100%, vino biologico;
Le Cinciole – Chianti Classico DOCG Riserva Aluigi 2015, Sangiovese 100%, vino biologico, risentito a Terre di Toscana si merita almeno un paio di punti in più;
I Fabbri – Chianti Classico DOCG Riserva 2016, Sangiovese 100%, vino biologico, della stessa azienda appena un punto sotto anche il Chianti Classico DOCG Gran Selezione 2015;
Riecine – Chianti Classico DOCG Riserva 2017, Sangiovese 100%, vino biologico, risentito in azienda, un vino di una bevibilità fantastica;
Ormanni – Chianti Classico DOCG Riserva Borro del Diavolo 2016, di loro ottimi anche il Chianti Classico DOCG 2017 e il Chianti Classico DOCG Gran Selezione Etichetta Storica 2015; a finire Maurizio Alongi – Chianti Classico DOCG Riserva Vigna del Barbischio 2017, Sangiovese 94%, Malvasia Nera 4%, Canaiolo 2%.

Mi va di segnalare anche altri vini con 90 e 89 punti, tra questi i due vini di Pomona; il Chianti Classico DOCG Chielle 2016 di Podere L’Aja; il Chianti Classico DOCG 2016 Asofia dell’azienda Terreno; il Chianti Classico DOCG 2015 di Castell’in Villa; il Chianti Classico DOCG Riserva Bugialla 2017 di Poggerino;  il Chianti Classico DOCG Riserva della Montanina; il Chianti Classico DOCG Riserva Levigne di Istine; il Chianti Classico DOCG Gran Selezione Vigna del Capannino 2016 di Bibbiano; I due Chianti Classici DOCG 2017 e 2018 di Podere La Cappella; le prove di botte di Caparsa e a finire il Chianti Classico Gran Selezione Vigna Bastignano 2017 di Villa Calcinaia.

Una due giorni in una Firenze piena di sole, la sera è stato molto piacevole raggiungere il ristorante La Ménagère dove si è svolta una simpatica cena con alcuni produttori della Chianti Classico Collection. Una due giorni in cui mi fa tanto piacere partecipare, un evento a cui non vorrei mancare mai. 

Pasquale Pace
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