I tre migliori vini rossi del 2019, per il Gourmet Errante, con dieci menzioni e due grandi annate vecchie

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Dopo la pausa natalizia dove si è mangiato alla grande, poco e benissimo, dove si è bevuto bene e molto bene… un paio di vini ottimi ASSAI. Come ogni anno a dicembre, alla fine di tanti pranzi e cene, eccovi i miei tre vini rossi  per il 2019.

Riprendiamo le premiazioni dopo la necessaria sosta natalizia e lo facciamo col botto, con i tre vini rossi del 2019.

È stato difficile arrivare a tre, sono stati tanti i vini rossi che mi hanno colpito quest’anno, infatti come non mai le menzioni sono dieci, più due annate vecchie,  le troverete dopo i tre migliori vini rossi del 2019. Ecco i tre migliori vini rossi del Gourmet Errante per il 2019.

Il Marroneto
Località Madonna delle Grazie, 307
Montalcino (Si)
www.ilmarroneto.com

Voglio partire da un anno fa, quando ero in cantina al Marroneto a degustare da botte quello che poi sarebbe diventato… il vino che vi descriverò di seguito.
Era febbraio tutti davanti, per la prima volta, a sua maestà la riserva del Madonna delle Grazie 2013 del Marroneto.
Ricordo tutto di quel giorno, ricordo un vino burbero, un vino che non voleva essere disturbato ma che sapeva ciò che sarebbe diventato.
Passato un anno, lo sento in magnum, per la prima volta, durante la degustazione dell’agenzia Teatro del Vino che distribuisce i vini del Marroneto in Italia, non dico niente e penso: “è la seconda volta che mi capita con un vino di restare senza parole, con il piacere di aver degustato qualcosa mai sentito, qualcosa di grande.”
Arriva l’anteprima del Brunello di Montalcino e non vedo l’ora di degustarlo ancora. Arriva il sabato, le sorelle Nannetti al banco del Marroneto, il magnum che pesa tanto in mano a Lucia che del Marroneto è il factotum… o quasi. Me lo versa e nel versarmelo mi dice: “ancora non mi hai detto nulla della Riserva Madonna delle Grazie.”
Arriva Alessandro e gli dico le mie impressioni.
Un vino che esce fuori dagli schemi, un vino di una complessità infinita, di classe sopraffina ma allo stesso tempo pieno di forza e di bevibilità. Beato chi negli anni potrà degustarlo, berlo e conservarlo per occasioni importanti.
Il punteggio? Sarebbe altissimo,durante l’anno ho avuto la fortuna di degustarlo ancora e ancora, sia in bottiglia da 0,750, sia in magnum… ogni volta questo vino mi manda in estasi ad ogni sorso.
Complimenti ad Alessandro Mori che ci ha sempre creduto, complimenti a lui che dopo tanti Brunelli di Montalcino, diverse Madonna delle Grazie, di vini ottimi, è riuscito a credere ad un capolavoro.

Azienda Agricola Cantina Giuseppe Cortese
Strada Rabaja, 80
Barbaresco (Cn)
www.cortesegiuseppe.it

Era stata una giornata molto lunga e intensa, il freddo preso dal mattino era entrato nelle mie ossa. Quasi alla fine della degustazione è arrivato nel mio bicchiere il Barbaresco DOCG Rabaja’ 2016, 100% Nebbiolo.
A versarmelo è stato Gabriele Occhetti, genero del compianto Giuseppe Cortese. Mentre me lo versa mi racconta il modo con cui si raccoglie l’uva, delle fermentazioni spontanee, della non filtratura di questo vino, mentre ascolto mi arriva un profumo intenso di buono, di ottimo, il profumo di un gran vino.
La voglia di annusarlo e di berlo è tantissima, lo faccio, il freddo diventa calore, il profumo mi avvolge come una sciarpa caldissima.
Vado alla beva, il vino va giù, non penso minimamente a sputarlo, come faccio sempre, tanto è il gusto ed il piacere. Mi ritrovo a godere, il freddo diventa ancora calore, la bontà di questo Barbaresco è superba, ne bevo ancora e la bocca si riempie di sapori unici, il vino scorre ma allo stesso tempo ti accarezza la parte guanciale interna e esterna, torna su per riempirti il palato di piacere.
Mi sento euforico, sia per il vino e sia per la visita. Ripenso a Roma, a Vignaioli Naturali di Tiziana Gallo, lì feci il Langhe Nebbiolo tra i miei assaggi preferiti e scrissi questo: “Giuseppe Cortese – Langhe Nebbiolo Doc 2016, 100% Nebbiolo, vino prodotto con le uve dei vigneti più giovani, un vino che ti avvolge in tutta la sua semplicità, in tutta la sua bontà, il bicchiere non si stacca dalla mano, perché si ha voglia di berlo ancora, la bottiglia finirebbe in un lampo… e il detto “vino BONO quando finisce” questo vino ce l’ha attaccato nelle sue caratteristiche”. Vino risentito in cantina tre giorni fa, si è confermato alla grande. A Gabriele ho detto, visto che c’era la neve intorno a noi, ma non nelle vigne di Giuseppe Cortese: “questo vino lo vorresti avere nello slittino, dopo una discesa vertiginosa, per berlo all’arrivo, per festeggiare, per sentirsi appagato da tanta bontà”
Oggi sto parlando del Barbaresco Rabaja’, oggi ripenso anche alla visita tutta e alla degustazione in cui abbiamo degustato, un onore, il Rabaja’ Riserva 2013, un colosso, di cui parlerò quando sarà in commercio, ma non lo dite a nessuno… sarà un vino da ricordare.
Eccolo un grande vino delle Langhe, un grande vino piemontese, un grande vino italiano.

Abbazia di Muri Gries – Cantina Convento Muri Gries
Piazza Gries, 21
Bolzano
www.muri-gries.com 

Alto Adige Lagrein Riserva Vigna Klosteranger 2015 Rosso DOC, Lagrein 100%.
Da quando mi sono appassionato al vino, ho sempre comprato la riserva di questa cantina, la mia prima annata è stata la 1999, oggi, come ogni anno, sono andato a degustare la nuova annata 2016. Alla mia richiesta di degustarla, c’è stata un po’ di diffidenza, poi con il parlare mi è stata tirata fuori un’altra riserva che con il 2015, si è alla seconda annata prodotta, già il Lagrein Abtei Muru Riserva 2016 aveva la sua grande bontà, ma questa ulteriore etichetta riserva, ha qualcosa di speciale, profumi di classe pura, il lagrein fatto di finezza, una bocca imperiosa, infinita, quel qualcosa che non si sente tutti i giorni, quei vini che sono ottimi già al primo sorso, questo lo è e lo sarà per tanto tempo ancora. Durante l’anno l’ho degustato in altre paio di occasioni avendo la conferma di stare davanti ad un grande vino rosso italiano. Mi è piaciuto ASSAI.

Questi sono i miei tre vini rossi per quest’anno, ma non posso menzionare altri vini rossi che mi sono piaciuti quest’anno, sono ben otto, sono stato in difficoltà a toglierli tra i migliori, ma nel mio piccolo li considero alla pari dei tre descritti sopra. Eccoli, con piacere dico: tre sono della mia regione, due di questi sono Cesanesi.

-La Visciola – Mozzatta 2016 Cesanese del Piglio DOCG, Cesanese 100%. Di lui avevo scritto questo: http://www.ilgourmeterrante.it/sito/mozzatta-2016-cesanese-del-piglio-docg-dellazienda-la-visciola-di-rosa-e-piero-macciocca-al-piglio-fr-un-ottimo-vino-da-i-miei-territori/

-San Giovenale – Habemus Etichetta Rossa 2016, Rosso IGT, Cabernet Franc 100%. Un ottimo Cabernet Franc italianooooooo!

-Bonavita – Faro 2016 DOC, nerello mascalese per la maggior parte, nerello cappuccio e nocera. Di lui avevo scritto:  http://www.ilgourmeterrante.it/sito/bonavita-vignaioli-in-faro-superiore-il-loro-faro-doc-2016-sicuramente-tra-le-mie-grandi-bevute-per-il-2019/

-Montevertine – Pergole Torte 2016, Rosso IGT, sangiovese 100%. Un grande Pergole Torte, un vino ottimo oggi, straordinario per il resto della sua vita che sarà infinita.

-Icardi – Barbaresco Starderi 2016 Rosso DOCG, nebbiolo 100%. Lo pronosticai già dopo gli assaggi di gennaio a Grandi Langhe 2019 ad Alba, poi è arrivata la cena di Bibenda 2020 e al nostro tavolo è piaciuto ASSAI… a tutti.

-Leonardo Bussoletti – Ramìci 2016 Rosso IGT, ciliegiolo 100%. Non so se il ciliegiolo è arrivato al top, penso di no, anche se questo 2016 è buonissimo, bevuto diverse volte, in varie occasioni, non mi è mai sceso sotto il livello dell’eccellenza. Ultimamente di Leonardo ho degustato in anteprima il Brecciaro 2018… ecco allora penso che il top non si capirà mai per il ciliegiolo, il livello è già molto alto… quindi, avanti così.

-Kollerhof  – A.A. Pinot Riserva 2016 DOC, pinot nero 2016. Degustarlo e berlo al Merano WineFestival 2019, portarlo a spasso nel mio bicchiere e farlo degustare e apprezzare a diversi amici e produttori. Un ottimo PINOT NERO ITALIANO. 

-Burzi –Barolo DOCG 2015 Capalot Vecchie Viti, nebbiolo 100%. Durante  Grandi Langhe fermai la mia degustazione per scrivere di questo fantastico Barolo.

-Damiano Ciolli-Cirsium 2016 DOC Cesanese di Olevano Romano, cesanese 100%. Quest’anno Damiano ha preso tanti premi, uno lo ha già preso con questo vino. Io l’ho bevuto e assaggiato prima e dopo Natale, ebbene si… sarò anche di parte, ma questo è davvero un CESANESE PAZZESCO!

-Dei-Vino Nobile di Motepulciano Madonna delle Querce 2015 Rosso DOCG, sangiovese 100%, da dove ha tirato fuori questo capolavoro Caterina Dei non l’ho visto ancora, ma posso dire che negli ultimi mesi è uno dei vini più intriganti che abbia sentito. 

Finisco qui con i rossi degustati nel 2019, sono tanti però sarebbero potuti stare tutti tra i primi tre, mi è piaciuto elencarli. Ops… ne manca uno, manca un’annata vecchia e anche quella c’è, anzi sono due.

La prima è di un vino che è anche tra quelli menzionati, è il Pergole Torte, l’annata vecchia è la  2001 in un bottiglione di sei litri (matusalem per chi parla bene). Era una serata dove si confrontava lui, il sangiovese, contro diverse aziende di Borgogna, la gara fu impari… vinse lui 9 a 1 o giu di lì. Ecco una grande annata vecchia di un vino che è un orgoglio della nostra nazione.

La seconda è di Ettore Germano, un’annata vecchia del suo Barolo Cerretta 2006, di lui ho scritto: “Quando vado da Sergio Germano so quando entro ma non so quando esco, perché il nostro motto è: “stupiscimi!” Il bello di questa parola sta nella piacevolezza di stupirsi insieme e oggi, insieme a lui e a chi è con me, ci siamo stupiti ancora una volta!”
Dopo diversi assaggi da botte abbiamo iniziato la degustazione facendo confronti dei vini delle ultime due annate, tra queste un Langhe Nebbiolo 2018 da tenere molto, ma molto in considerazione, ci ha stupito.
Al momento dello stupore, Sergio ha tirato fuori un Cerretta 2006. La bottiglia l’abbiamo lasciata impolverata, lui l’ha aperta, l’ha versata nei calici, tutti insieme, già dal profumo, l’abbiamo apprezzata.
Io, preso dal grande entusiasmo, mi sono pronunciato con un 94+, quel più voleva dire che forse dopo un po’ dall’apertura sarebbe cresciuto ancora di più lo stupore… ebbene sì, non c’è voluto molto tempo, circa dieci minuti, per passare da 94+ al 96+. Con questo a dire che si è davanti ad un grande Cerretta, come a pensare a quando questo cru, spesso all’uscita, sta più indietro degli altri due. A breve i cru diventeranno quattro, ai tre si aggiungerà un fantastico Vigna Rionda 2015.
Oggi un Cerretta che ci ha stupito “ASSAI”.
Grazie a Sergio a Elena e ai loro figli per regalarmi emozioni ogni volta.
Ma siccome la parola è stupiscimi, e l’ho ripetuta spesso, voglio dire che mi fate provare grande stupore. Batteria di degustazione “STUPISCEVOLE”

Pasquale Pace
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