I tre migliori vini dolci del 2019, per il Gourmet Errante, con tre menzioni

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Dopo la pausa natalizia dove si è mangiato alla grande, poco e benissimo, dove si è bevuto bene e molto bene… un paio di vini ottimi ASSAI. Come ogni anno a dicembre, alla fine di tanti pranzi e cene, eccovi i miei tre vini dolci  per il 2019.  I migliori in assoluto, per gusto ed emozioni. 

 Ferrandes
Contrada Tracino Kamma
Via del Fante, 8
Pantelleria (Tp)
www.passitodipantelleriaferrandes.com

Passito di Pantelleria DOP 2013, zibibbo 100%. Ero a Cerea durante la degustazione ViniVeri 2019, questo vino c’è sempre e con lui c’è sempre Salvatore, da qualche anno c’è anche suo figlio Adrian. Lui mi ha versato l’annata 2013, Adrian era da solo quel giorno, c’erano altre due annate se non ricordo male, ebbene si di solito degusto tutto quello che loro portano al tavolo, anche un chicco del loro zibibbo appassito, quel giorno ho portato il passito al naso e all’improvviso mi sono commosso, non mi vergogno di dirlo, sono scappato via per non piangere davanti a tutti. Io mi conosco, ero orgoglioso del mio pianto, stavo sentendo, degustando, qualcosa di incredibilmente ottimo. Conosco bene il vino di Salvatore, con lui c’è una promessa, il giorno che lo andrò a trovare, mangeremo carne accompagnata da qualche annata vecchia del suo zibibbo. Aggiungere altro? Aggiungo solo che tornai alla fine della degustazione a salutare Adrian per far portare i miei saluti a suo padre, non potei fare a meno di bere, di bere un sorso di qualcosa di eccezionale, quel giorno scrissi: “Questo è un vino fantastico, di cui vi parlerò nei prossimi giorni, un vino che si candida a diventare tra i tre migliori vini dolci dell’anno 2019.” Siamo alla fine dell’anno e lui è tra i miei tre migliori vini dolci per quest’anno.

Castello di Monsanto
Via Monsanto, 8
Monsanto (Fi)
www.castellodimonsanto.it

Riporto qui quello che scrissi dopo la visita a Castello di Monsanto e dopo aver bevuto il Vin Santo quel 14 febbraio 2019. Il vino di oggi è: Castello di Monsanto – A Chimera Vin Santo del Chianti Classico DOC 2006, 50% di Trebbiano Toscano e 50% di Malvasia del Chianti, appassimento sui graticci, pigiato verso la fine di gennaio, una volta che la fermentazione parte il vino viene messo in piccoli caratelli da 55 e 110 litri, dove resta per circa 12 anni. L’ho bevuto durante la visita al Castello di Monsanto. L’ho aperto io, sono appassionato di vini dolci, berne uno così buono, ottimo direi, in una situazione così bella, con un tavolo pieno di dolci, è andato oltre al piacere di profumi intensi paragonabili alla migliore frutta che esiste al mondo, albicocca in primis. Mi piace la sua densità, il modo di cui arriva al palato, una bocca persistente lunga, vino da capriole, da carezze, un vino fantastico a cui metto anche il punteggio (94). Abbinato con il torrone, abbinato con le frappe, abbinato con le bombette non tradisce un attimo. Vino dolce impeccabile, vino di ottimo livello. Vino che sarà sicuramente tra i tre migliori vini dolci per l’anno 2019.
A questo punto viene la voglia di andare a vedere il locale dove si sviluppa questo capolavoro.
Il Vin Santo ha una stanza tutta sua, una cantina tutta sua, il tutto è bello come è ottimo questo vino dolce toscano, il vino dolce del Castello di  Monsanto.

Cantina Toblino
Via Longa, 1
Frazione Sarche
Madruzzo (Tn)
www.toblino.it

Ero a Merano WineFestival 2019, il primo giorno, il giorno di Bio&Dynamica, volevo andare a degustare di nuovo il Vino Santo 2003, vino che mi era piaciuto tanto alla degustazione dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso, era stato prescelto dalla guida come miglior vino dolce della guida Vini d’Italia 2020. Sul banco la sorpresa, oltre a quel 2003 buonissimo, una conferma, c’era l’annata 1995, chiesi qualcosa al signore che era al banco davanti a me, lui sapeva tutto dell’annata 2003, quindi da uve Nosiola 100%, appassimento leggermente tardivo prima in vigna e poi dopo la raccolta l’uva viene poggiata sui graticci, in Trentino si chiamano arèle, qui le uve restano fino alla settimana santa per poi essere pigiate. Quindi siamo a circa sei, sette mesi dalla raccolta, finisce col dirmi che da 100 chili di nosiola selezionata rimangono appena 15 litri di mosto che danno questo fantastico prodotto chiamato Vino Santo. Dell’annata non sapeva nulla perché non lavorava in cantina. Lo abbiamo degustato insieme, una, due volte e ogni volta eravamo stupiti da tanta complessità, da tanta bontà, da tanta perfezione nel mantenimento, un colore stupendo, profumi indescrivibili per quanto la fantasia correva alla migliore frutta appassita, in bocca dopo 24 anni ancora un’acidità proporzionata alla dolcezza. Il tutto mi faceva godere, ci guardavamo ed eravamo felici di tanta bontà. Mi è piaciuta molto l’annata 2013, sono rimasto estasiato dall’annata 1995.

Dopo i tre migliori vini dolci, non posso non menzionare altri tre vini di questa categoria.

-Raina-Sagrantino DOCG Passito 2014, da uve sagrantino 100% L’ho degustato ad Assisi durante la degustazione ViniVeri e lo ricordo ancora in tutta la sua ottima beva. 

-Capanna-Moscadello di Montalcino vendemmia tardiva 2015, da uve moscato bianco 100%. La giornata stava per terminare e noi, dopo le ore 20, eravamo ancora in cantina nell’azienda Capanna a Montalcino, quando per finire la degustazione Amedeo e suo padre aprirono uno dei due vini dolci che producono. Era il Moscadello vendemmia tardiva, ebbene si è facile dirlo… è stato buonissimo finire la giornata in grande dolcezza, un vino dolce di un equilibrio perfetto, tutto mi è piaciuto di questo vino. Ecco i Cencioni oltre a produrre ottimi Brunelli, producono anche ottimi vini dolci.

-Villa Calcinaia-Vin Santo del Chianti Classico 2009. Degustato alla fine di una visita piena di momenti belli, esaltanti, emozionanti, un vin santo degno di questo nome. Viene prodotto con ogni cognizione di causa per far arrivare nei nostri calici un ottimo vino dolce. 

Pasquale Pace

Il Gourmet Errante, è ciò che faccio da sempre per passione. Ho avuto l'opportunità di degustare tanti vini e prodotti e di passare bellissimi momenti di confronto, discussione e allegria con produttori e artigiani di tutta Italia. Ho vissuto l’evoluzione di molte aziende e nel corso degli anni la curiosità, la ricerca e le scoperte mi hanno portato a disegnare una mappa di emozioni, fatta di persone e storie, che ho sempre cercato di comunicare e promuovere.
Pasquale Pace
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