I Tre Bicchieri della Sicilia per la guida “Vini d’Italia 2020” del Gambero Rosso… con un mio piccolo commento

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Tre Bicchieri Sicilia
Vini d’Italia 2020 del Gambero Rosso
Via Ottavio Gasparri, 13/17
Roma
www.gamberorosso.it
www.ilgourmeterrante.it
www.codivin.com
www.cantinaconforme.it 
www.vinointorno.it

Eccomi come ogni anno a pubblicare i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, regione per regione, lìnizio è sempre con la Sicilia. Come sempre qualcuno storcerà la bocca, ma ognuno è padrone di ciò che vuole fare della propria vita e a me questa cosa diverte. Sono un curiosone, mi diverte controllare, curiosare, confrontare con gli anni passati e per almeno i prossimi due mesi aspetterò, regione per regione, i premiati fino alla degustazione di Roma. Una volta ne ero veramente preso per tutto l’anno, non lo nego, con le guide ho imparato tante cose, oggi le metto in libreria e poche volte le vado a prendere, ma le voglio perché mi diverte averle e a volte consultarle. Ecco l’elenco dei premiati con il commento, tra virgolette, per la regione da parte della redazione del Gambero Rosso:

“Le tendenze del mondo enoico siciliano
I 26 Tre Bicchieri siciliani sottolineano le linee di tendenza individuate da alcuni anni nel mondo enoico siciliano. Confermano, intanto, la sempre maggiore precisione stilistica dei singoli vini e la loro indiscutibile bontà, che accomuna tutti i player, blasonati e non, piccoli o grandi, a riprova di un’acquisizione di eccellenti competenze e di sensibilità verso il mercato; un successo che non si può spiegare solo grazie al favorevole rapporto qualità prezzo dell’offerta isolana.

La Doc Sicilia
Più smagliante che mai, in termini numerici, la Doc Sicilia, che a luglio ha visto fregiarsi della denominazione oltre 60 milioni di bottiglie, con una ragionevole previsione, a fine 2019, di 100 milioni, ad avvalorare un successo straordinario; a ciò si è arrivati con un processo graduale, partito una ventina d’anni or sono, e che ha portato sull’isola grandi competenze in fatto di enologia, agronomia e marketing, professionisti e professionalità che a loro volta ne hanno fatto nascere e sviluppare molte, nuove e di valore assoluto, nella stessa Sicilia.

Le cantine cooperative in Sicilia
Di rilievo, ancora una volta, le prestazioni delle cantine cooperative, sempre più sul sentiero virtuoso che le ha collocate stabilmente fra i protagonisti più attivi, per know-how, capacità commerciali, visione del mondo e dei mercati. Quasi pleonastico il riferimento all’Etna e ai suoi vini – autentiche gemme di un’Isola che è un continente – che ribadisce con forza la sua specificità di terra vulcanica singolare e originalissima. Ma siamo sicuri che tutte le zone e tutti gli straordinari vitigni della tradizione – e non – sono rappresentati sulla Guida.

Le novità della Guida 2020
Ed ecco le vere novità della Guida 2020: Tre Bicchieri meritati al Nero d’Avola Fontanelle ’14, un Eloro di grande personalità, profondo e tipico, frutto prezioso della storica cantina Curto. Massimo alloro pure al Terre Rosse di Giabbascio ’18 di Centopassi, un catarratto magnifico per nitidezza del frutto, bevibilità ed esuberante carattere. La storia di quest’azienda è un simbolo della lotta alle mafie e un esempio che ci auguriamo molti seguiranno, perché giorno dopo giorno con il loro impegno stanno dimostrando che qualsiasi cambiamento è possibile”. 

I vini siciliani premiati con Tre Bicchieri

  • Alessandro di Camporeale – Sicilia Grillo V. di Mandranova 2018 (un vino che non può andare a più di 85 punti, 35000 bottiglie circa)
  • Alta Mora – Etna Bianco Alta Mora 2018 (circa 20000 bottiglie, un vino appena gradevole, molto pennellato)
  • Assuli Sicilia – Perricone Furioso 2016 (appena 2000 bottiglie, lo andrò a degustare; lanno scorso fu premiato il loro Nero dAvola Lorlando 2017, mi lasciò molto perplesso)
  • Benanti – Etna Rosso Contrada Monte Serra 2017 (7000 mila bottiglie, degustato qualche giorno fa, il mio punteggio è stato 86)
  • Tenute Bosco – Etna Rosso Vico Prephylloxera 2016 (lanno scorso mi è sfuggito, farò del tutto per degustarlo, non ho mai avuto occasione di berlo)
  • Caravaglio – Malvasia delle Lipari Passito 2018 (voglio aspettarlo, i passiti di annata mi lasciano sempre dubbioso)
  • Io non mi sono fermato in questa azienda, che non nomino per motivi calcistici, sono andato a destra, sono andato da Bonavita e ho bevuto un grande Faro DOC 2016 (93 il mio punteggio http://www.ilgourmeterrante.it/sito/bonavita-vignaioli-in-faro-superiore-il-loro-faro-doc-2016-sicuramente-tra-le-mie-grandi-bevute-per-il-2019/)
  • Centopassi – Sicilia Catarratto Terre Rosse di Giabbascio 2018 (non voglio saper nulla, so solo che il livello qualitativo di questa azienda cresce anno dopo anno e sono felice che cè un loro vino, complimenti a voi per tutto ciò che fate)
  • Cottanera – Etna Rosso Feudo di Mezzo 2016 (8000 bottiglie, in poche parole dico: preferisco altri Feudo di Mezzo e questanno uno dei più buoni, ottimo direi, non cè)
  • Curto – Eloro Nero d’Avola Fontanelle 2014 (e arrivo la prima volta per uno dei miei Nero d?Avola preferito, felice di ciò)
  • Cusumano – Sicilia Grillo Shamaris 2018 (40000 bottiglie, vorrei un confronto con chi ha giudicato questo vino così buono)
  • Donnafugata – Passito di Pantelleria Ben Ryé 2016 (un grande classico dei vini dolci italiani, non ti tradisce mai)
  • Feudi del Pisciotto – Cerasuolo di Vittoria Giambattista Valli Paris 2017 (2000, non lo cercherò, ma se mi capita lo degusterò con piacere, anche se sono molto titubante)
  • Feudo Maccari – Sicilia Nero d’Avola Saia 2017 (70000 bottiglie, alzo le mani, ne capite sicuramente più di me)
  • Firriato – Etna Bianco Cavanera Ripa di Scorciavacca 2017 (lo ammetto non lo conosco, anche perché non lo cerco)
  • Graci – Etna Rosso Arcurìa 2017 (tra i miei Etna rosso preferiti da sempre, questo 2017 è buono ASSAI)
  • Nicosia – Etna Rosso Vign. Monte Gorna Ris. 2013 (3000 bottiglie, una chicca tra circa 2000000 di bottiglie, speriamo che ci sarà alla degustazione)
  • Palmento Costanzo – Etna Rosato Mofete 2018 (ebbene si, ci siete riusciti a premiare un rosato, di questa cantina preferisco altro)
  • Passopisciaro – Contrada C 2017 (azienda appena visitata, tre bicchieri al Chiappemacine mi sono piaciuti più le altre contrade, tra tutte un ottimo Rampante)
  • Pietradolce – Etna Rosso V. Barbagalli 2016 (azienda appena visitata, azienda bellissima, sono rimasto colpito da il loro bianco SantAndrea 2016)
  • Planeta – Noto Nero d’Avola Santa Cecilia 2016 (Il 2015 non mi era dispiaciuto, appena potrò degusterò anche questo)
  • Rallo – Sicilia Bianco Maggiore 2018 (non lo conosco)
  • Cantine Settesoli – Sicilia Mandrarossa Cartagho 2017 (mi sembra che un loro vino ci debba sempre stare)
  • Tasca d’Almerita – Sicilia Bianco Nozze d’Oro 2017 (alzo le mani, sicuramente ne sapete più di me)
  • Tenuta di Fessina – Etna Bianco A’ Puddara 2017 (da sempre uno dei miei bianchi siciliani preferiti)
  • Tornatore – Etna Rosso 2017 (80000 bottiglie, lanno scorso leggermente marmellatoso)

L’anno scorso 25, per me 24, quest’anno 26, per me 25.
Io sono appena tornato da un giro sull’Etna e nella zona di Faro, ho visitato aziende che qui non ci sono, anzi due ci sono, leggendo e rileggendo l’elenco mi accorgo che le mie preferenze sono altre. Ops manca Girolamo Russo… mi sa di clamoroso. Manca anche Palari, allora non ci capisco più nulla. 

Tra le mie aziende preferite ci sono Tenuta delle Terre Nere, Cantine Barbera, Arianna Occhipinti, Biondi, Barone di Villagrande, Barraco, Ferrandes (grandissimo il suo 2013  ), Frank Cornelissen,  Enò-Trio, Tenuta di Castellaro, az. Agricola Crasà, De Bartoli, Castellucci Miano, Marabino, Bonavita, Guccione, Alice Bonaccorsi e chissà altri che non ricordo. La Sicilia è un’isola meravigliosa, rendiamola più buona bevendo vini fatti con il cuore. Alla prossima regione aspettando belle e buone cose. 

Pasquale Pace
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