I faccini per il DoctorWine con 96/100 della Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2020

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DoctorWine
Daniele Cernilli
Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2020
www.doctorwine.it
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www.vinointorno.it

Si inizia anche quest’anno l’elenco dei vini premiati con il faccino dalla guida essenziale a vini d’Italia 2020 del Doctor Wine, elenco che porterà alle degustazioni di Milano il 29 settembre 2019.  Una grande lista, con grandi vini,  tanti di questi vini sono tra i miei favoriti… però con affetto e con simpatia… ve lo dico anche qui, siete troppo buoni. A presto a chi degusta spesso con me, a cui avevo promesso di commentare vino per vino, vedremo, questi con 96 sono tanti anche questi.

Di seguito il commento della redazione di DoctorWine e l’elenco dei faccini con 96/100:

Saliamo di un gradino nella scala dei punteggi e presentiamo i 96/100, con il solito criterio dell’ordine alfabetico per denominazione.

Abbiamo visto ieri il primo gradino della nostra piramide qualitativa (i 95/100). Eccoci oggi alle prese con quei vini che li hanno battuti di un punto. Un solo piccolo centesimo in più per indicare un gradino superiore nel giudizio di noi di DoctorWine. 

Tutti vini veramente ottimi, che rappresentano la produzione di punta che sta entrando sul mercato in questo ultimo trimestre 2019 e che vi sarà nel corso del 2020.

96/100

Alto Adige Bianco Beyond the Clouds 2017, Elena Walch, Alto Adige (un grande classico, ci può stare)
Alto Adige Cabernet Sauvignon Lafòa 2016, Cantina Colterenzio / Kellerei Schreckbichl, Alto Adige (se sta in ogni dove, significherà qualcosa)
Alto Adige Lagrein Griesfeld Riserva 2016, Tenuta Pfitscher, Alto Adige (azienda che tra qualche anno sarà sugli allori con tutto ciò che producono)
Alto Adige Lagrein Riserva 2016, Pfannenstielhof, Alto Adige(non lo conosco)
Alto Adige Müller Thurgau Feldmarschall von Fenner 2017, Tiefenbrunner, Alto Adige (un grande classico che si fa sempre apprezzare)
Alto Adige Pinot Nero Vigna Zis 2015, Brunnenhof, Alto Adige (braviiiiiii a scovare un ottimo Pinot Nero)
Alto Adige Pinot Nero Wine Collection Riserva 2015, Cantina San Michele Appiano / Kellerei St. Michael Eppan, Alto Adige (non ll’ho mai sentito)
Alto Adige Terlano Pinot Bianco Riserva 2016, Muri-Gries, Alto Adige /e si è vero iniziano a fare anche bianchi buoni)
Alto Adige Terlano Sauvignon Lieben Aich 2017, Manincor, Alto Adige (vino che adoro)
Alto Adige Valle Venosta Riesling Windbichel 2017, Castel Juval Unterortl, Alto Adige (un gran fuoriclasse)
Amarone della Valpolicella 2015, Monte Zovo – Famiglia Cottini, Veneto (ha sorpreso anche a me)
Amarone della Valpolicella Classico Campolongo di Torbe 2012, Masi, Veneto (un classico)
Amarone della Valpolicella Classico La Mattonara Riserva 2008, Zýmē, Veneto (una grandissima edizione della Mattonara)
Amarone della Valpolicella De Buris 2009, Tommasi Viticoltori, Veneto (ne capirete sicuramente più di me)
Baffonero 2016, Rocca di Frassinello, Toscana (ne capirete sicuramente più di me)
Barbaresco Angelo 2015, Albino Rocca, Piemonte (un ottimassimo Angelo)
Barbaresco Asili 2016, Ca’ del Baio, Piemonte (un grande Barbaresco)
Barbaresco Basarin 2016, Sottimano, Piemonte (da restare senza parole)
Barbaresco Bricco Asili 2016, Ceretto, Piemonte (niente male davvero)
Barbaresco Camp Gros Martinenga Riserva 2014, Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Gresy, Piemonte (ottimo, felice che sabato mattina sarò da loro)
Barbaresco Pajé Vecchie Viti 2013, Roagna I Paglieri, Piemonte (qui ormai non si sbaglia più un colpo)
Barbaresco Rabajà 2015, Bruno Rocca Rabajà, Piemonte (sono rimasto scioccato nel sentirlo, mi sono dovuto sedere)
Barbaresco Rabajà 2016, Giuseppe Cortese, Piemonte (un grande capolavoro, tra le cose più buone sentite quest’anno)
Barbaresco Serraboella 2015, Fratelli Cigliuti, Piemonte (non ll’ho mai sentito)
Barbera d’Asti Superiore Alfiera 2016, Marchesi Alfieri, Piemonte (non ll’ho mai sentito)
Barolo Badarina 2015, Bruna Grimaldi, Piemonte (un ottimo Barolo)
Barolo Bricco delle Viole 2015, G. D. Vajra, Piemonte (una grande edizione di Bricco delle Viole)
Barolo Briccolina 2015, Batasiolo, Piemonte (un grande bricconcello… ops briccolina)
Barolo Cerretta 2015, Giacomo Conterno, Piemonte (non ho possibilità di degustarlo, purtroppo)
Barolo Le Rocche di Falletto 2015, Bruno Giacosa, Piemonte (non ho possibilità di degustarlo, purtroppo)
Barolo Marasco Riserva 2013, Franco M.Martinetti, Piemonte (ne capirete sicuramente più di me)
Barolo Monvigliero 2015, Comm. G.B. Burlotto, Piemonte (non l’ho degustato)
Barolo Mosconi 2015, Pio Cesare, Piemonte (non l’ho degustato)
Barolo Ornato 2015, Palladino, Piemonte (da Palladino si sta lavorando molto bene)
Barolo Proprietà in Fontanafredda 2015, Fontanafredda, Piemonte (ne capirete sicuramente più di me)
Barolo Riserva 2012, Marchesi di Barolo, Piemonte (quando da Marchesi si aspetta, questi sono i risultati)
Barolo San Giovanni 2015, Gianfranco Alessandria, Piemonte (non l’ho sentito)
Bolgheri Camarcanda 2016, Ca’ Marcanda, Toscana (ne capirete sicuramente più di me)
Bolgheri Superiore Sondraia 2016, Poggio al Tesoro, Toscana (non l’ho mai bevuto)
Brunello di Montalcino 2014, Cupano, Toscana (tra i brunelli 2014 più buoni)
Brunello di Montalcino Franci Riserva 2013, Tassi, Toscana (mi è uscito alla cieca piacevolmente)
Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie Riserva 2013, Il Marroneto, Toscana (Penso che si stia di fronte a qualcosa di mai sentito, spettacolare)
Brunello di Montalcino Rennina 2013, Pieve di Santa Restituta, Toscana (ne capirete sicuramente più di me)
Brunello di Montalcino Tenuta Greppo 2013, Biondi Santi – Tenuta Il Greppo, Toscana (precedete il futuro)
Campanaio 2017, Podere Monastero, Toscana (non l’ho mai sentito)
Campi Flegrei Cruna del Lago 2017, La Sibilla, Campania (tra i vini bianchi più buoni bevuti quest’anno)
Cannonau di Sardegna Arbòre Riserva 2016, Gabbas, Sardegna (ne capirete sicuramente più di me)
Cannonau di Sardegna Riserva 2016, Olianas, Sardegna (non l’ho mai sentito)
Carignano del Sulcis 6Mura Rosso Riserva 2016, Cantina Giba, Sardegna (ne capirete sicuramente più di me)
Carmignano Riserva 2016, Piaggia, Toscana (tra i vini rossi più buoni bevuti quest’anno)
Castelli di Jesi Verdicchio Classico Vigna Il Cantico della Figura Riserva 2016, Andrea Felici, Marche (ADOROOOOOO)
Centosassi 2015, Amastuola, Puglia (non ll’ho mai sentito)
Chianti Classico Gran Selezione Ceni Primo 2016, Barone Ricasoli – Castello di Brolio, Toscana  (ne capirete sicuramente più di me)
Chianti Classico Gran Selezione Vigna di Sessina 2016, Dievole, Toscana (alla cieca ne sono rimasto colpito)
Chianti Classico Vigna Cavarchione 2017, Istine, Toscana (Angela Fronti è da temere, è troppo brava)
Cirò Rosso Classico Superiore Riserva 2015, A Vita, Calabria (finalmente salgono sugli scudi i Cirò Revolution)
Colli di Luni Vermentino Numero Chiuso 2015, Cantine Lunae, Liguria (vino per pochi, quei pochi godranno)
Colline Lucchesi Tenuta di Valgiano 2016, Tenuta di Valgiano, Toscana (uno dei miei rossi preferiti in Italia)
Collio Pinot Bianco 2018, Franco Toros, Friuli Venezia Giulia (da mettersi seduti e ragionare di quanto Franco Toros e le sue ragazze sono bravi)
Collio Pinot Bianco Riserva 2015, Russiz Superiore, Friuli Venezia Giulia (niente male, anche se stiamo parlando di 96… un po’ troppo)
Contrada Barbabecchi Quota Mille 2015, Graci, Sicilia (in Etna si fanno vini fantastici, di fronte a questo come se ne possono mettere altri con questo punteggio)
Don Vincenzo 2015, Casaloste, Toscana (alla cieca mi piace sempre)
Es 2017, Gianfranco Fino, Puglia (che dire? Un campione, anzi due: Simona e Gianfranco)
Etna Bianco Alta Mora 2018, Cusumano, Sicilia (ne capirete sicuramente più di me)
Etna Rosso San Lorenzo 2017, Girolamo Russo, Sicilia (in Etna si fanno vini fantastici, di fronte a questo come se ne possono mettere altri con questo punteggio)
Etna Rosso Zottorinoto Riserva 2015, Cottanera, Sicilia (non ll’ho mai sentito)
Falerno del Massico Bianco Vigna Caracci 2016, Villa Matilde, Campania (felice di Vigna Caracci di tale livello)
Fontalloro 2016, Fèlsina, Toscana (lo voglio risentire prima possibile, in un paio di volte l’ho trovato molto inchiodato)
Franciacorta Annamaria Clementi Rosé 2009, Ca’ del Bosco, Lombardia (se avessi i soldi ogni anno ne comprerei un cartone)
Franciacorta Casa delle Colonne Zero Riserva 2012, Fratelli Berlucchi, Lombardia (ne capirete sicuramente più di me)
Frascati Superiore Luna Mater Riserva 2018, Fontana Candida, Lazio (felice che sia qui, anche se 96 è davvero tanto)
Freisa di Chieri Vigna Villa della Regina 2016, Balbiano, Piemonte (non ll’ho mai sentito)
Friuli Colli Orientali Bianco Galea 2016, I Clivi, Friuli Venezia Giulia (ne capirete sicuramente più di me)
Friuli Colli Orientali Bianco Sacrisassi 2017, Le Due Terre, Friuli Venezia Giulia (mi piace da sempre)
Friuli Isonzo Pinot Grigio Gris 2017, Lis Neris, Friuli Venezia Giulia (con loro sono sempre di parte, ma poi faccio bene perché fanno ottimi vini)
Gavi del Comune di Gavi Vecchia Annata 2010, Broglia, Piemonte (non l’ho mai bevuto)
Gioia del Colle Primitivo Riserva 2016, Plantamura, Puglia (ne capirete sicuramente più di me)
Grave di Stecca Cent’anni 2014, Nino Franco, Veneto (non ll’ho mai sentito)
I Sodi di San Niccolò 2015, Castellare di Castellina, Toscana (alla cieca è stato una buona conferma)
Il Borro 2016, Il Borro, Toscana (ne capirete sicuramente più di me)
Ischia Bianco Vigna del Lume 2018, Cantine Antonio Mazzella, Campania (non l’ho mai bevuto)
La Gioia 2016, Riecine, Toscana (un vino che già dal nome ti fa gioire)
Lessona Omaggio a Quintino Sella 2009, Tenute Sella, Piemonte (non l’ho mai bevuto)
Malvasia Lehte 2017, Zidarich, Friuli Venezia Giulia (lui è bravissimo)
Marsala Vergine Riserva 1988, De Bartoli, Marco, Sicilia (qualcosa che va oltre)
Montefalco Sagrantino Colle alle Macchie 2015, Tabarrini, Giampaolo, Umbria (UN CAMPIONE!)
Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Neromoro Riserva 2015, Nicodemi, Abruzzo (96 è tanto, ma il vino non è male davvero)
Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Pieluni Riserva 2013, Illuminati, Abruzzo (ne capirete sicuramente più di me)
Montepulciano d’Abruzzo Mo Riserva 2015, Cantina Tollo, Abruzzo (ne capirete sicuramente più di me)
Montepulciano d’Abruzzo Villa Gemma Riserva 2014, Masciarelli, Abruzzo (un grande classico, le annate vecchie non tradiscono mai)
Moscato Passito di Saracena 2016, Cantine Viola, Calabria (quando si parla di vini dolci, lui ci deve essere sempre)
Nizza Vigna dell’Angelo 2016, Cascina La Barbatella, Piemonte (non ll’ho mai sentito)
Nuracada 2017, Audarya, Sardegna (non ll’ho mai sentito)
Orvieto Classico Superiore Muffa Nobile Calcaia 2016, Barberani, Umbria (quando si parla di vini dolci, lui ci deve essere sempre)
Pantelleria Passito Ben Ryé 2016, Donnafugata, Sicilia (quando si parla di vini dolci, lui ci deve essere sempre)
Poggio ai Chiari Limited Edition 15 anni 2004, Colle Santa Mustiola, Toscana (non ll’ho mai sentito)
Roero Arneis 7 anni 2012, Angelo Negro e Figli, Piemonte (quando si aspetta e si fanno questi vini, si deve solo che applaudire)
Romagna Sangiovese Superiore Predappio di Predappio Vigna del Generale Riserva 2016, Fattoria Nicolucci, Emilia Romagna Un grande classico della Romagna)
Rosso di Montalcino 2017, Salvioni – Cerbaiola, Toscana (complimenti a voi, vino da bere anche a colazione)
Rosso di Montalcino Rossofonte 2016, Ciacci Piccolomini d’Aragona, Toscana (ne capirete sicuramente più di me)
Rosso Piceno Superiore Roggio del Filare 2016, Velenosi, Marche (un grande vino sempre)
Sabbie di Sopra Il Bosco 2017, Nanni Copè, Campania (ogni anno che passa Nanni Copé migliora)
Saffredi 2016, Fattoria Le Pupille, Toscana (vino che è tornato molto in auge)
Scrio 2016, Le Macchiole, Toscana (è vero quest’anno lo Scrio più avanti del Messorio e del Paleo, magari poi me li ritrovo più in alto)
Sicilia Nero d’Avola Lu Patri 2017, Baglio del Cristo di Campobello, Sicilia (un Nero d’Avola che ho visto nascere e ogni volta che lo trovo in queste situazioni mi fa tanto piacere)
Taurasi Vigna Grande Cerzito Riserva 2014, Quintodecimo, Campania (come dice Luigi Moio, dopo dieci anni si iniziano a fare i capolavori)
Tenuta di Trinoro 2017, Tenuta di Trinoro, Toscana (beato chi ne ha una cassa a casa)
Trentodoc Brut Aquila Reale Riserva 2009, Cesarini Sforza, Trentino (alla cieca mi è piaciuto tanto)
Val d’Arno di Sopra Vigna Galatrona 2017, Petrolo, Toscana (un grande classico)
Val di Cornia Suvereto Montecristo 2015, Bulichella, Toscana (non ll’ho mai sentito)
Valdobbiadene Prosecco Superiore Cinqueanni 2014, Ruggeri, Veneto (non ll’ho mai sentito)
Verdicchio di Matelica Terra di Mezzo 2015, La Monacesca, Marche (La Monacesca sta tornado a grandissimi livelli)
Vernaccia di Oristano Riserva 1995, Cantina Contini, Sardegna (bevuta in cantina alle 8,30… èstato un ottimo inizio di giornata)
Vino Nobile di Montepulciano Simposio Riserva 2015, Tenuta TreRose, Toscana (non ll’ho mai sentito)
Vino Nobile di Montepulciano Vigna d’Alfiero 2016, Tenuta Valdipiatta, Toscana (non ll’ho mai sentito)

Pasquale Pace

Il Gourmet Errante, è ciò che faccio da sempre per passione. Ho avuto l'opportunità di degustare tanti vini e prodotti e di passare bellissimi momenti di confronto, discussione e allegria con produttori e artigiani di tutta Italia. Ho vissuto l’evoluzione di molte aziende e nel corso degli anni la curiosità, la ricerca e le scoperte mi hanno portato a disegnare una mappa di emozioni, fatta di persone e storie, che ho sempre cercato di comunicare e promuovere.
Pasquale Pace
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