I faccini per il DoctorWine con 95/100 (primo elenco) della Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2020

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DoctorWine
Daniele Cernilli
Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2020
www.doctorwine.it
www.ilgourmeterrante.it
www.codivin.com
www.cantinaconforme.it
www.vinointorno.it

Si inizia anche quest’anno l’elenco dei vini premiati con il faccino dalla guida essenziale a vini d’Italia 2020 del Doctor Wine, elenco che porterà alle degustazioni di Milano il 29 settembre 2019.  Una grande lista, con grandi vini,  tanti di questi vini sono tra i miei favoriti… però con affetto e con simpatia… ve lo dico anche qui, siete troppo buoni. A presto a chi degusta spesso con me, a cui avevo promesso di commentare vino per vino, vedremo, questi con 95 sono davvero tanti.

Di seguito il commento della redazione di DoctorWine e il primo elenco dei faccini con 95/100:

Iniziamo con l’elenco, in ordine alfabetico per denominazione, dei vini che hanno raggiunto la soglia dei 95/100, conquistando così il Faccino.

Repetita iuvant: il premio per i vini migliori degustati in anteprima quest’anno e che sono in uscita sul mercato per la Guida Essenziale ai Vini d’Italia è il Faccino (che significa che il direttore Daniele Cernilli “ci mette la faccia”) che viene conferito quando un vino supera in degustazione il punteggio di 95/100.  

È un punteggio altissimo che sancisce l’ottima qualità del vino, la sua tipicità e la sua rispondenza all’annata. Proprio per questo ça va sans dire, il premio è strettamente riferito all’annata degustata sebbene si porti con sé, come corollario, un giudizio positivo sull’azienda produttrice.

Ecco quindi lo zoccolo duro dei premi conferiti, in ordine alfabetico per denominazione. Domani e nei prossimi giorni si salirà nella scala per rivelare tutti i premi 2020.

Buona lettura!

95/100

Aglianico del Vulture Basilisco Riserva 2013, Basilisco, Basilicata (ne capite sicuramente più di me)
Aglianico del Vulture Superiore La Firma 2014, Cantine del Notaio, Basilicata (anche se 95 punti sono davvero tanti, un vino è buono)
Aglianico del Vulture Titolo 2017, Elena Fucci, Basilicata (vino da sempre nelle mie vene, mi fa piacere tutto)
Al Passo 2016, Tolaini, Toscana (degustato in cantina non era niente male, ma almeno 5 punti in più per voi)
Alghero Marchese di Villamarina Cabernet Riserva 2015, Sella & Mosca, Sardegna (vino rosso sardo che mi è sempre piaciuto)
Alto Adige Cabernet Riserva 2016, Wassererhof, Alto Adige (conosco i suoi bianchi non questo)
Alto Adige Cabernet Sauvignon Freienfeld Riserva 2015, Cantina Kellerei Kurtatsch, Alto Adige  (non lo conosco)
Alto Adige Gewürztraminer Kastelaz 2018, Elena Walch, Alto Adige (da vigne bellissime uno dei Gewurztraminer da me preferiti)
Alto Adige Gewürztraminer Passito Sonus 2016, Ritterhof, Alto Adige (non lo conosco)
Alto Adige Lagrein Carano Riserva 2016, Baron Di Pauli, Alto Adige (ne capite sicuramente più di me)
Alto Adige Lagrein Porphyr Riserva 2016, Cantina Terlano / Kellerei Terlan, Alto Adige (mi ha sempre intrigato questo vino, dal giorno che ho camminato tra le sue vigne ci sono affezionato)
Alto Adige Lagrein Riserva 2016, Erbhof Unterganzner, Alto Adige (azienda che mi fa piacere vedere in questo elenco, loro sono bravi “ASSAI”)
Alto Adige Lagrein Staffes Riserva 2016, Kornell, Alto Adige (ne capite sicuramente più di me)
Alto Adige Pinot Bianco Klaser-Salamander Riserva 2016, Niklaserhof, Alto Adige (non lo conosco)
Alto Adige Pinot Bianco V Years Riserva 2013, Cantina Kellerei Meran Burggräfler, Alto Adige (anche se 95 è tanto davvero, però questo vino non è male)
Alto Adige Pinot Nero Trattmann Riserva 2016, Cantina Kellerei Girlan, Alto Adige
 (30000 bottiglie circa, complimenti, anche se io preferisco altri Pinot Neri, lui però si difende sempre)
Alto Adige Sauvignon Andrius 2017, Cantina Andriano / Kellerei Andrian, Alto Adige (mi sembra molto esagerato, ma ne capite sicuramente più di me)
Alto Adige Sauvignon Praesulis 2018,
Gumhof, Alto Adige (un vino che adoro)

Alto Adige Sauvignon Riserva 2017, Cantina Bolzano / Kellerei Bozen, Alto Adige (non è niente male ma almeno 7 punti in più)
Alto Adige Valle Isarco Sylvaner 2018, Kuenhof, Alto Adige (grande rilancio negli ultimi due anni per i vini di Kuenhof)
Amarone della Valpolicella Campo dei Gigli 2015, Tenuta Sant’Antonio, Veneto (un grande classico)
Amarone della Valpolicella Fieramonte Riserva 2012, Allegrini, Veneto (non l’ho mai bevuto)
Amarone della Valpolicella Le Origini Riserva 2013, Bolla, Veneto (ne capite sicuramente più di me)
Amarone della Valpolicella Mai Dire Mai 2012, Pasqua, Veneto(ne capite sicuramente più di me)
Amarone della Valpolicella Marne 180 2016, Tedeschi, Veneto (ne capite sicuramente più di me)
Barbaresco 2016, Gaja, Piemonte (esagerati)
Barbaresco 2016, Produttori del Barbaresco, Piemonte (uno dei Barbareschi che comprerei sempre)
Barolo Badarina 2015, Reverdito, Piemonte (ne capite sicuramente più di me)
Barolo Bussia Dardi Le Rose 2015, Poderi Colla, Piemonte (mi piace, davvero niente male)
Barolo Cannubi Collezione Rag. Franco Miroglio Riserva 2013, Tenuta Carretta, Piemonte (non l’ho mai bevuto)
Barolo Cannubi Riserva 2013, Serio e Battista Borgogno, Piemonte (ne capite sicuramente più di me)
Barolo del Comune di Serralunga 2015, Enrico Serafino, Piemonte (ne capite sicuramente più di me)
Barolo Essenze Riserva 2010, Vite Colte, Piemonte (non l’ho mai bevuto)
Barolo Ginestra Casa Maté 2015, Elio Grasso, Piemonte (lui è bravo tantissimo)
Barolo Gramolere 2015, Fratelli Alessandria, Piemonte (uno dei baroli 2015 che mi piace di più)
Barolo Le Coste di Monforte 2015, Amalia Cascina in Langa, Piemonte (ne capite sicuramente più di me)
Barolo Monprivato 2014, Giuseppe Mascarello e Figlio, Piemonte (parte sempre con 5 punti di vantaggio)
Barolo Monvigliero Riserva 2012, Castello di Verduno, Piemonte (buono, un’ottima riserva)
Barolo Mosconi 2015, E. Pira & Figli di Chiara Boschis, Piemonte (ne capite sicuramente più di me)
Barolo Pressenda 2015, Marziano Abbona, Piemonte (non mi dispiace affatto, prevedete il futuro a volte)
Barolo Riserva 2013, Casa E. di Mirafiore, Piemonte (non l’ho mai bevuto)
Barolo Villero 2015, Boroli, Piemonte (non è niente male)
Bolgheri Superiore Argentiera 2016, Argentiera, Toscana (questo lo vorrei bere con voi, non capisco)
Bolgheri Superiore Ornellaia 2016, Ornellaia e Masseto, Toscana (beato chi neha)
Braja 2015, Ledda, Sardegna (non l’ho mai bevuto)
Bramaterra 2015, Odilio Antoniotti, Piemonte (qui c’è l’amore per il vino, per un territorio, per contadini veri)
Brunello di Montalcino 2014, Casanova di Neri, Toscana (da comprare a secchi)
Brunello di Montalcino 2014, Giodo, Toscana (ne capite sicuramente più di me)
Brunello di Montalcino 2014, Pietroso, Toscana (tra i miei brunelli preferiti)
Brunello di Montalcino Le Lucere Riserva 2013, San Filippo, Toscana (non l’ho mai bevuto)
Brunello di Montalcino Poggio al Vento 2012, Col d’Orcia, Toscana (non è niente male)
Brunello di Montalcino Schiena d’Asino 2013, Mastrojanni, Toscana (BONO ASSAI)
Cabreo Il Borgo 2016, Tenute Folonari, Toscana (ne capite sicuramente più di me)
Campidano di Terralba Bovale Cavaliere Sardo Riserva 2015, Cantina Il Nuraghe di Mogoro, Sardegna (felice per loro, l’amicizia vale per me)
Cannonau di Sardegna Mamuthone 2016, Giuseppe Sedilesu, Sardegna (un grande classico)
Cannonau di Sardegna VikeVike Riserva 2017, VikeVike, Sardegna (non l’ho mai bevuto)
Carmignano Villa Capezzana 10 Anni Riserva 2009, Capezzana, Toscana (bevuto una sera con mio cugino con fettuccine ai porcini… restarci con la voglia)
Castel del Monte Rosso Vigna Pedale Riserva 2016, Torrevento, Puglia (ne capite sicuramente più di me)
Castelli di Jesi Verdicchio Classico Misco Riserva 2017, Tavignano, Marche (quando lo cercavo io, chissà chi lo conosceva)
Castelli di Jesi Verdicchio Classico Salmariano Riserva 2016, Marotti Campi, Marche (non l’ho mai bevuto)
Cervaro della Sala 2017, Castello della Sala, Umbria (siamo ritornati al legno evidente, ma se avessi i soldi un cartone lo comprerei ogni anno).

Pasquale Pace

Il Gourmet Errante, è ciò che faccio da sempre per passione. Ho avuto l'opportunità di degustare tanti vini e prodotti e di passare bellissimi momenti di confronto, discussione e allegria con produttori e artigiani di tutta Italia. Ho vissuto l’evoluzione di molte aziende e nel corso degli anni la curiosità, la ricerca e le scoperte mi hanno portato a disegnare una mappa di emozioni, fatta di persone e storie, che ho sempre cercato di comunicare e promuovere.
Pasquale Pace
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