Due giorni con le due guide più importanti del Gambero Rosso: Vini e Ristoranti d’Italia con una pausa serale a Casale Rufini

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Tre Bicchieri 2018
Vini d’Italia del Gambero Rosso
Roma 22/10/2017
www.gamberorosso.it

Casale Rufini di Marco Rufini
Ristorante Bisteccheria Pizzeria
Via Mura di San Pastore, 12
Palestrina
www.casalerufini.it

Ristoranti d’Italia 2018
Gambero Rosso
23 Ottobre 2017
Roma
www.gamberorosso.it

Visto il successo dell’articolo di qualche giorno fa, eccomi di nuovo a scrivere e a collegarvi ai miei scatti fotografici pubblicati su facebook.

Oggi vi parlo delle guide Ristoranti d’Italia e Vini d’Italia del Gambero Rosso, gli eventi più significativi dell’azienda che si traducono in premiazione, degustazione e cena.
Nella guida dei Ristoranti, troverete non solo le Tre Forchette, ma anche i Tre Gamberi, Tre Bottiglie, Tre Cocotte, Tre Boccali e Tre Mappamondi.

Tra queste due date importanti mi sono anche concesso una buonissima “pausa” a Casale Rufini in quel di Palestrina. Per vedere l’album potete cliccare qui ( https://www.facebook.com/pasquale.pace.10/media_set?set=a.10212524825387009.1073742278.1574294273&type=3 )

La prima giornata di eventi è cominciata, come da copione, con la premiazione e la presentazione della guida Vini d’Italia al Teatro Massimo; mi piace questo teatro perché si vede bene e si sente bene, certo le foto potrebbero venire meglio se mi potessi avvicinare, ma mi accontento così. Belli alcuni premi speciali di quest’anno, tra questi in particolare, il miglior vino bianco a I Favati, il miglior vino rosso ad Ar.Pe.Pe., viticoltura sostenibile alle Cantine Ferrari, al progetto sociale a Montenidoli, il premio viticoltore dell’anno a Stefano Amerighi. Poi si prosegue con l’elenco dei premiati regione per regione, tra applausi più o meno forti e sinceri, (io a qualche nome non riesco ad applaudire).
Terminata la presentazione si passa allo Sheraton Hotel per un ricco buffet in compagnia dei produttori prima di aprire le danze in sala degustazione.
La degustazione inizia puntuale alle 15,00: ci sono tanti vini da degustare e tanti di questi sono tra i miei preferiti. Nelle foto che troverete allegate a questo articolo, ci sono 5 coppie di vino tra quelli che mi sono piaciuti di più: la prima è relativa a due spumanti Trentodoc, uno è il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2006, l’altro è dell’azienda Maso Martis, il loro Dosaggio Zero Riserva 2012.

La seconda è relativa a due vini bianchi campani: il primo è il Grecomusc’ 2015 delle Cantine Lonardo, un vino che mi regala sempre una gran bella bevuta, mentre il secondo è di Colle di Lapio, il Fiano 2016, sempre più buono.

La terza è relativa a due vini bianchi dell’Alto Adige: il primo è il Sauvignon Renaissance Riserva 2014 di Gumphof, il secondo è il Sylvaner 2015 di Kofererhof.

La quarta foto è di due vini rossi piemontesi: il Barbaresco Crichet Pajé 2008 di Roagna, incredibilmente buono a mio parere e, il Barbaresco Nervo 2014 di Rizzi, un vino che merita una pausa di piacere.

La quinta e ultima foto è di altri due rossi, questa volta toscani: il Brunello di Montalcino 2012 di Le Chiuse e il Chianti Classico 2014 di Le Cinciole (che tra una guida e l’altra ha sbancato con tutti i suoi vini), un vino che ti avvolge con la sua intensità nei profumi e al palato.
Infine merita una menzione un vino pugliese delle cantine Tre Pini il Gioa del Colle Primitivo Riserva 2014: mi ha suscitato grandi emozioni, sia nel berlo che nel parlare dell’azienda, tanto che ho stretto la mano al ragazzo presente al banco. Un grande vino del sud Italia, un grande vino pugliese.

A degustazione terminata, sulla strada di ritorno verso Olevano Romano, eccoci sostare a Casale Rufini, dove ci aspetta Marco Rufini. Bravissimo pizzaiolo e non solo: ottimi i supplì (“ghiotti” forse rende meglio l’idea), pizza incredibile, specialmente quella ripiena di pistacchi e mortadella, un must di Marco, sorprendente la pecora e i funghi porcini.

Il tempo di riposarsi e di rendersi conto di aver passato una gran bella giornata che si fa di nuovo giorno e quindi eccomi di nuovo allo Sheraton per quella che è la guida che preferisco, quella dei ristoranti.
Tra le novità di rilievo non può saltare agli occhi il massimo punteggio al Ristorante Reale di Niko Romito e del suo eccezionale staff, a iniziare da sua sorella. Il Reale si assesta al primo posto con il punteggio di 96/100; di questo punteggio rimarco il 58 della cucina, il massimo voto anche qui.

Nel consultare la guida mi accorgo che sono aumentate sia le Tre Forchette (38, nove in più dell’anno scorso), sia i Tre Gamberi (25, ben sette le novità), il numero più alto in 28 anni di guida. I premi speciali, li trovate nelle foto dell’album di facebook.
Dopo la bella presentazione un bell’aperitivo con spumanti Trentodoc e poi cena, con ben dieci portate “forchettate”. Di questi ne ho scelti quattro migliori:
Il primo piatto è un antipasto, l’Insalata russa fritta di Michele Biagiola del Signore te ne ringrazi, il nome del suo ristoorante. Inizio folgorante, resterà tra i migliori piatti della cena.

Il secondo piatto è sempre un antipasto: “#Volevo essere un pomodoro!” di Philippe Levéillé del Miramonti l’Altro. Il miglior piatto della serata, il gelato al basilico buonissimo, il pomodoro perfetto, sapori decisi, diretti, sublimi.

Il terzo piatto è un primo: Cappellotti doppio umami di Francesco Apreda dell’ Imàgo all’Hotel Hassler; anche se il brodo era leggermente freddo, un piatto davvero buono.

L’ultimo piatto è un dolce: Rigatoni Pastificio dei Campi, pomodoro San Marzano e mozzarella di bufala di Cristoforo Trapani de La Magnolia dell’Hotel Byron; No, non è un primo piatto, avete capito bene, ma un dolce, molto intrigante.

Le foto dei gruppi dei Tre Gamberi, delle Tre Forchette e dei ragazzi e cuochi che hanno cucinato a chiudere due giorni molto intensi, di quelli che mi piace vivere davvero.

Pasquale Pace Il Gourmet Errante e Gianluca Ciotti 

Pasquale Pace

Pasquale Pace

Il Gourmet Errante, è ciò che faccio da sempre per passione. Ho avuto l'opportunità di degustare tanti vini e prodotti e di passare bellissimi momenti di confronto, discussione e allegria con produttori e artigiani di tutta Italia. Ho vissuto l’evoluzione di molte aziende e nel corso degli anni la curiosità, la ricerca e le scoperte mi hanno portato a disegnare una mappa di emozioni, fatta di persone e storie, che ho sempre cercato di comunicare e promuovere.
Pasquale Pace
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