Domaine de la Chevalerie

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loira-1DOMAINE de la CHEVALERIE
Stéphanie, Emmanuel & Pierre Caslot
7-14 rue du Peu Muleau
37014 RESTIGNÉ – FRANCE
www.domainedelachevalerie.fr

Nel nostro viaggio in Loira si è partito sempre con un giorno di ritardo. Per questo si è arrivati nella zona di Anjou-Saumur con un giorno di ritardo e a qualcosa si doveva rinunciare. Fatte le dovute considerazioni la domenica si decide di abbandonare la zona del Muscadet per iniziare a visitare la zona di Bourgueil, Bourgueil è Cabernet Franc, qui chiamato Breton. L’elenco delle aziende da visitare non e corto, quindi bisogna scegliere e la passione della biodinamica e la grandezza dell’azienda (38 ettari circa) mi porta a scegliere la Domaine de la Chevalerie. Mai scelta fu più appagante, raccontare il tutto sarà difficile, sarà difficile descrivere le risate, le emozioni, la goduria di ben 26 assaggi. Le risate in vigna, i racconti, i confronti tra le varie Cuvée dell’azienda, la verticale di ben 13 annate di una delle sette Cuvée. Io adesso ci proverò.
Arrivati verso le 10,30 nel piazzale dell’azienda si sentono le voci alla fine di una scala. Il mio annuncio è: Bonjour, nous sommes les clients des Cavalli de distribution italiens.
La risposta è stata: Cavallì signifient Italie et les Italiens sont forts, descendre. Dopo l’ultima scala quello che si vede è inconsueto, una miriade di grotte di tufo nero, nero come la pece e piccole luci a illuminare una quantità di bottiglie indescrivibile. Si cammina tra le grotte, tra l’odore di muffa, tra la bellezza di questi posti pieni di mistero, pieni di curiosità di sapere e assaggiare più possibile. La curiosità è presto accontentata. La voce di Stéphanie ci chiama e ci riunisce intorno ad una barrique appena all’esterno delle grotte dove arriva un po’ di sole che illumina e scalda il tutto. Salutiamo il padre di Stéphanie e lei sorridente ci dice se vogliamo iniziare. Pronti siamo. Dopo una breve descrizione dell’azienda che lavora in questo terroir da oltre 400 anni, parlando di terreni composti da sabbia, argilla calcare e argilla silice si passa alle sette cuvée dell’azienda.
Io racconto e giudico i miei assaggi per quello che ho avuto nel mio bicchiere in quei momenti e in quelle bottiglie.
Cuvée Diptyque da vigne di 30 anni annata 2012 (82).
Cuvée Peu Mouleau da vigne di 35 anni (84).
Cuvée Galichets da vigne di 45 anni è la cuvée con la maggiore produzione, 2011 (83).
Cuvée Chevalerie da vigne di 65 anni, quattro le annate degustate 2006 (89) – 2008 (85) – 2010 (85++) – 2011 (85).
Cuvée Grand-Mont l’unica vigna che non è a Restignè t ma a Benais, da vigne di 55 anni. Vino prodotto dal 2009 assaggiate 2010 (88++) – 2011 (85+).
Cuvée Bretéche da vigne di 25 anni, due le annate 2010 (85+) – 2009 (86).
Adesso succede l’immaginabile con la Cuvée Busardières da vigne di 55 anni con la degustazione di 14 annate per arrivare a 25 vini degustati anche perché il Loira il numero fortunato è il 25.
2011 (85+) – 2010 (87+) a conferma che il 2010 è una grande annata per il Cabernet Franc in Loira. Si continua con la 2009 (86) – 2008 (86) – 2007 (85) – 2006 (86) – 2005 (86+) – 2003 (90) – 1997 (??) – 1996 (91) – 1989 (93) – 1988 (87) – 1976 (94 fantastico) – 1969 ((89). Che dire? In queste tre ore volate tra racconti, risate, assaggi, sto raccontando una delle visite più belle della mia vita. Ma siccome si deve andare in vigna ci vuole qualcos’altro e allora una bolla (questo termine non mi piace, oggi vista la goliardia di quel momento) ci sta. La freschezza di questa bolla ci da la carica per andare in vigna per parlare di erbe, trattamenti, potature e vendemmia. In mezzo alle vigne i discorsi vanno ai lavori effettuati per proteggere la pianta, facendo meno possibile trattamenti, studiare il modo migliore per l’utilizzo delle erbe. Anche con i composti biodinamici si cerca di non esagerare. Tutto ciò porta a dare pochissimo lavoro e risultati ottimi. Il tutto fa si che in cantina arrivino uve sane, così da fare una vinificazione meno interventista possibile. Il lavoro in cantina si fa con lieviti indigeni così da lasciare i vini di esprimere più possibile il loro territorio. Risultati riscontrati in tutti i nostri assaggi. In conclusione una visita che ricorderò per sempre, i bei momenti passati e gli ottimi assaggi fatti, mi fanno portare a pensare che quando troverò un vino di questa azienda lo berrò con immenso piacere.

Pasquale Pace
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