Chianti Classico Collection 2017: I migliori assaggi

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Chianti Classico Collection 2017
Stazione Leopolda
13 e 14 Febbraio 2017
Firenze
www.chianticlassico.com

Giornata intensa il 13 febbraio, per la degustazione in anteprima delle annate 2016, 2015, della Riserva e Gran Selezione 2014 delle etichette del Gallo Nero alla presenza 180 produttori.
Sono stati circa 150 gli assaggi, di cui ben il 95% alla cieca. Ma meglio non dilungarsi troppo sui numeri e passare a quelli che, secondo me sono stati i migliori assaggi della giornata.
Tengo a precisare che non si tratta di una classifica, ma di appunti di degustazione.

1. Fontodi – C.C. Gran selezione Vigna del Sorbo 2013, 100% Sangiovese, un vino elegante, corposo, pieno. Ho potuto degustarlo sia alla cieca che al banco d’assaggio, davvero un gran vino (92). “
2. I Fabbri – C.C. Gran Selezione Riserva I Fabbri 2013, un vino che ogni anno mi emoziona e che, puntualmente, finisce tra i miei migliori assaggi della giornata. Ne ho apprezzato molto anche la Gran Selezione I Fabbri 2011 (91 per il primo, 89 per il secondo).
3. Caparsa – C.C. Riserva Caparsino 2013. Ma quanto è bravo Paolo Cianferoni? Ha saputo allineare i suoi vini, tanto che non sbaglia più una bottiglia. Ammesso che ne abbia mai sbagliata una… Ho sempre ammirato, per quale motivo mi stupisco sempre allora?
4. Ormanni – C.C. Riserva Borro del Diavolo 2013. Un leggero passo indietro rispetto al 2012, probabilmente però questo guadagnerà in longevità. E non sarebbe niente male confrontare le due annate tra qualche tempo. E’ un vino che comunque apprezzo, e non poco (90).

Questi, dunque, i miei quattro migliori assaggi.
Avrebbe meritato una menzione anche un vino dell’azienda Villa Mangiacane, vera sorpresa di oggi, così come il C.C. 2014 di Val delle Corti, di notevole bevibilità nonostante l’annata difficile. Avrei anche potuto dargli un punteggio, ma a forza di riassaggiarlo la bottiglia è terminata presto. Quando si dice “di facile beva”.

A domani per il secondo giorno.

Il Gourmet Errante & Gianluca Ciotti.

Gianluca Ciotti

Romano di nascita, etrusco di adozione. Segni particolari: affamato.
Distratto, maldestro e sognatore, amo i viaggi, il cibo, la Roma, i mercati, il vino e la musica. L’ordine è del tutto casuale. Studi economici a parte, la mia vita è sempre ruotata attorno alla buona tavola e ai sapori genuini, tanto da decidere di farne un lavoro. Credo nel cibo come espressione della cultura di un popolo e come custode dell’identità di un territorio. Leggo spesso, scrivo abbastanza e cucino q.b., ma ho ampi margini di miglioramento.
Gianluca Ciotti
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